
Il Papa rinnova il suo appello per il cessate il fuoco in Medio Oriente e perché le parti aprano al dialogo

Incontra una delegazione del Programma per le relazioni tra cristiani e musulmani in Africa. “Anche in un mondo sempre più segnato da radicalizzazione religiosa, divisioni e conflitti, è possibile vivere e lavorare insieme in pace e armonia, nonostante le differenze culturali e religiose”, afferma.
CITTA’ DEL VATICANO, 25 MAR – “Cessate il fuoco” e “lavorare per la pace, ma non con le armi”, bensì “con il dialogo, cercando veramente una soluzione per tutti”. Papa Leone XIV ha rinnovata il suo appello per il cessate il fuoco e per la pace in Medio Oriente in una breve dichiarazione che ha rilasciato ieri sera, 24 marzo, al gruppo di giornalisti che lo attendeva fuori da Villa Barberini, la residenza di Castel Gandolfo, dove ha trascorso il consueto giorno di riposo e lavoro.
Il Pontefice ha guardato allo scenario internazionale dove, ha detto, “adesso aumenta l’odio, la violenza è sempre peggio”, “più di un milione” di persone sono “sfollate”, e si registrano “tanti morti”. “Vogliamo pregare per la pace, ma invito tutte le autorità a lavorare veramente con il dialogo per risolvere i problemi”, ha domandato il Papa.
Il Pontefice americano, senza nominarle, si è rivolto così implicitamente alla leadership del suo Paese così come a quelle di Iran e Israele, affinché si percorra la via dei possibili negoziati, di cui attualmente molto si parla ma a cui ben pochi sembrano credere.
Intanto oggi, ricevendo nello Studio dell’Aula Paolo VI, prima dell’udienza generale, la Delegazione del “Programme for Christian-Muslim Relation in Africa” (Procmura), con sede in Kenya, il Papa ha espresso il suo “apprezzamento” per l'”impegno nel promuovere la fraternità tra cristiani e musulmani” nel continente africano.
La Chiesa cattolica, ha sottolineato il Pontefice, auspica la comprensione e il rispetto reciproci per i seguaci delle altre religioni, affermando di “non rigettare nulla di ciò che è vero e santo in queste religioni”, poiché esse “spesso riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini e le donne” (Nostra Aetate, n. 2). “Ogni autentico cammino verso l’unità e la comunione, intrapreso da cristiani e da persone di buona volontà – ha osservato -, è opera dello Spirito Santo e richiede cuori aperti all’incontro e al dialogo, per abbracciarsi reciprocamente in una fraternità genuina” (cfr. Unitatis Redintegratio, n. 4).

A questo proposito, “il vostro dialogo costante con il Dicastero (per il Dialogo interreligioso, ndr) è un segno positivo, che invita i cristiani, guidati dall’amore di Cristo, a promuovere la comunione e ad approfondire il nostro impegno nella cooperazione cristiano-musulmana per il bene comune. Attraverso tali sforzi, la pace, la giustizia e la speranza fioriranno sempre più nelle società africane e non solo. Confido inoltre che questi incontri portino frutto attraverso la condivisione di iniziative dal basso per promuovere l’amicizia sociale, il rafforzamento delle partnership e un comune discernimento delle aree che necessitano di un intervento urgente”.
“In un mondo sempre più segnato da radicalizzazione religiosa, divisioni e conflitti, la vostra comune testimonianza dimostra che è possibile vivere e lavorare insieme in pace e armonia, nonostante le differenze culturali e religiose”, ha rilevato Leone XIV: “Come ho detto ai Capi e ai Rappresentanti delle Religioni del Mondo in occasione del sessantesimo anniversario della Nostra Aetate, abbiamo una grande responsabilità ‘di aiutare i nostri popoli a liberarsi dalle catene del pregiudizio, della rabbia e dell’odio; di aiutarli a elevarsi al di sopra dell’egoismo e dell’egocentrismo; di aiutarli a vincere l’avidità che distrugge sia lo spirito umano che la terra. In questo modo, possiamo guidare i nostri popoli a diventare profeti del nostro tempo: voci che denunciano la violenza e l’ingiustizia, sanano le divisioni e proclamano la pace per tutti i nostri fratelli e sorelle’ (Discorso del 28 ottobre 2025)”.
“Con questi pensieri, e affidando le vostre iniziative alla divina provvidenza, invoco su di voi abbondanti benedizioni, affinché possiate essere artefici di pace, testimoni di speranza e costruttori di vera fraternità”, ha concluso.
[Foto: Vatican Media]



