Il Papa vuole andare in Vietnam, e incontra delegazione del Pc

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CITTÀ DEL VATICANO, 18 GEN – Si concretizza sempre di più l’avvicinamento tra la Santa Sede e la Repubblica Socialista del Vietnam: Papa Francesco vuole andare nel Paese del sud-est asiatico, dove recentemente è stato invitato dal presidente Vo Van Thuong, e intanto oggi in Vaticano ha ricevuto in udienza una Delegazione del Partito Comunista del Vietnam.

Sono gli ulteriori passi dopo che il Papa, a compimento di una lunga e complessa trattativa con Hanoi, lo scorso 23 dicembre ha nominato il nunzio apostolico in Singapore, il polacco monsignor Marek Zalewski, anche rappresentante pontificio residente in Vietnam. Non si tratta ancora di una piena apertura delle relazioni diplomatiche, che avverrebbe solo con l’apertura di una Nunziatura, ma è la prima volta che la Santa Sede nomina un rappresentante pontificio residente nella Repubblica socialista.

“Il Papa vuole andare e la comunità cattolica lì anche lo vuole. Sarebbe un buon messaggio per quella regione”, ha detto mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. “È stato un incontro positivo”, ha rilevato sull’udienza odierna, le relazioni di Hanoi con la Santa Sede crescono e “siamo speranzosi sul fatto che ne beneficerà la comunità cattolica”. “Speriamo di incoraggiarli verso una maggiore libertà religiosa”, ha aggiunto Gallagher annunciando: “Io andrò ad aprile”, “poi Parolin nell’anno”, “faremo le cose gradualmente”.

Nell’incontro di oggi con il Papa erano presenti una quindicina di rappresentanti del Partito Comunista del Vietnam. Mons. Gallagher, parlando a margine di una conferenza dedicata al cardinale Ercole Consalvi, ha evidenziato che “è un Paese importante nella regione, una sorta di miracolo economico sotto molti aspetti”. Si lavora ora ad un miglioramento sotto il profilo della libertà religiosa. Quanto alla possibile visita del Papa, il ‘ministro degli Esteri’ della Santa Sede ha precisato: “bisognerà prima fare altri passi” ma “penso che il Papa voglia andare”.

Francesco stesso si era pronunciato sulla possibilità di un viaggio in Vietnam di ritorno da quello di settembre in Mongolia: “Se non andrò io, di sicuro andrà Giovanni XXIV”, aveva detto con una battuta. “È sicuro che ci sarà, perché è una terra che merita di andare avanti, che ha la mia simpatia”.

Tutto il Vietnam, aveva aggiunto, “è una delle esperienze di dialogo molto belle che ha fatto la Chiesa negli ultimi tempi. Direi che è come una simpatia nel dialogo. Ambedue le parti hanno avuto la buona volontà di capirsi e di cercare strade per andare avanti, ci sono stati dei problemi, ma nel Vietnam vedo che prima o poi i problemi si superano”. Una linea positiva di dialogo che in molti, specie nella Chiesa asiatica, vedono anche come esempio per il consolidamento dei rapporti con la Cina.

Le relazioni tra Vietnam e Santa Sede si erano interrotte nel 1975, ma avevano visto sviluppi incoraggianti a partire dal 1990. Nel 2011 Benedetto XVI aveva nominato un rappresentante pontificio non residente. Lo scorso luglio, infine, in occasione della visita in Vaticano del presidente Van Thuong – sulla base della decima sessione del Gruppo di lavoro congiunto Vietnam-Santa Sede, svoltasi il 31 marzo scorso a Roma – la firma dell’intesa, con il relativo statuto, per la nomina di un rappresentante permanente.

(Questo articolo è stato pubblicato oggi dall’ANSA – Foto: Vatican News)