Italia-S.Sede, domani la bilaterale per i Patti Lateranensi. Si tirano le fila dei rapporti. Tra i nodi Giubileo, migranti, autonomia differenziata

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CITTÀ DEL VATICANO, 12 FEB – Sarà la seconda bilaterale Italia-Santa Sede del governo Meloni quella che avrà luogo domani pomeriggio a Palazzo Borromeo, sede dell’ambasciata italiana presso il Vaticano, e in cui si celebrerà i 95 anni dei Patti Lateranensi e il quarantesimo dell’Accordo di modificazione del Concordato.

Alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, della premier Giorgia Meloni, di una buona parte dell’attuale esecutivo e delle più alte cariche istituzionali della Repubblica, della Santa Sede e della Cei (di queste ultime i cardinali Pietro Parolin e Matteo Zuppi), l’appuntamento per tirare le fila sui capitoli di valenza concordataria e fare il punto sui temi di reciproco interesse è alle 16.15, per quanto riguarda almeno la prima fase dei colloqui.

Un momento, quello che si vive tra le due sponde del Tevere, di rapporti sicuramente positivi. Prova ne sono, negli ultimi tempi, almeno due fatti: la firma di giovedì 8 febbraio, proprio a Palazzo Borromeo, tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il cardinale segretario di Stato Parolin, dell’accordo per la nuova sede dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, eccellenza internazionale di proprietà della Santa Sede che soffre ormai per gli spazi angusti e che entro il 2030 traslocherà dall’attuale polo del Gianicolo all’area dell’ex Ospedale Forlanini.

L’altro evento, salutato con grande giubilo soprattutto dalla Cei e dal card. Zuppi, è l’intesa siglata il 9 gennaio col ministro Giuseppe Valditara riguardante il concorso ordinario per la copertura del 30 per cento dei posti per l’insegnamento della religione cattolica vacanti. Il restante 70 per cento sarà coperto grazie a una procedura straordinaria, riservata ai docenti con almeno 36 mesi di servizio. Nel complesso si tratta di circa 6.400 docenti.

Un ulteriore aspetto di fondo – e di sostanziale tranquillità per le autorità cattoliche in Italia – è che dall’attuale governo a trazione orientata a destra non ci si attendono certo fughe in avanti, o peggio atti di forza, su temi come quelli etici. E lo stesso arrancare delle norme sul fine vita a livello regionale in qualche modo lo dimostra. Non è tuttavia che manchino terreni di confronto, anche serrato, e punti di tensione o addirittura di scontro, che potranno confluire anche nella bilaterale di domani. Sicuramente si parlerà ad esempio del Giubileo che si avvicina – l’apertura della Porta Santa sarà il prossimo 8 dicembre – e dei lavori in cantiere al centro del tavolo Italia-Vaticano e di cui Oltretevere ovviamente si attende con ansia la positiva conclusione.

Un tema che è stato fonte anche di scontri polemici, è stato quello dei migranti, sia per quanto riguarda l’accoglienza (in Vaticano il progetto Albania è praticamente fumo negli occhi) sia per i salvataggi in mare: e quanto qui le visioni divergano lo manifesta in modo lampante la stima e la vicinanza che riscuote da parte del Papa il leader di una Ong come l’ex no-global Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans, partecipante come invitato speciale all’ultimo Sinodo, e di conseguenza anche alla seconda sessione del prossimo ottobre.

Altri motivi di scarsa soddisfazione per la Chiesa italiana, quelli che riguardano l’avanzare della povertà e delle disuguaglianze, le difficoltà per il lavoro dei giovani, le sacche di emarginazione.

Ma a preoccupare nei tempi recenti sono anche le riforme istituzionali. E se sul premierato si cerca ancora di capirne di più e quale sarà la versione definitiva, molti vescovi, soprattutto dal Meridione e dalle aree interne, hanno già espresso forti critiche sull’autonomia differenziata delle regioni, vista come possibile motivo di disunità per la nazione come pure di un ulteriore arretramento di zone già economicamente depresse e con carenze nei servizi essenziali.

Anche su questo domani ci sarà chi chiederà lumi e, possibilmente, rassicurazioni.

(Questo articolo è stato pubblicato oggi dall’ANSA; Foto: Giubileo 2025)