
La fine d’anno del Papa: “oggi c’è bisogno di progetti liberanti e pacifici, non di strategia armate”

Leone presiede i Primi Vespri e il ‘Te Deum’ in San Pietro. Presente anche il sindaco Gualtieri. “Il Giubileo grande segno di un mondo nuovo, rinnovato e riconciliato. Roma sia all’altezza dei piccoli e fragili”.
CITTA’ DEL VATICANO, 31 DIC – Leone XIV celebra la fine di questo drammatico 2025, e l’ormai imminente chiusura del Giubileo, avvertendo ancora una volta che oggi servono “progetti liberanti e pacifici”, non “strategie armate”, lanciando così un ulteriore monito contro ogni disegno bellicista e campagna di riarmo.
“In questo nostro tempo sentiamo il bisogno di un disegno sapiente, benevolo, misericordioso. Che sia un progetto libero e liberante, pacifico, fedele”, ha detto il Pontefice durante la celebrazione dei Primi Vespri nella Basilica di San Pietro con il tradizionale ‘Te Deum’ di ringraziamento per l’anno appena trascorso. “Altri disegni, però, oggi come ieri, avvolgono il mondo – ha aggiunto -. Sono piuttosto strategie, che mirano a conquistare mercati, territori, zone di influenza. Strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi”.
Ma “Dio ama sperare con il cuore dei piccoli, e lo fa coinvolgendoli nel suo disegno di salvezza. Quanto più bello è il disegno, tanto più grande è la speranza”, ha detto ancora papa Leone. “E in effetti il mondo va avanti così – ha sottolineato -, spinto dalla speranza di tante persone semplici, sconosciute ma non a Dio, che malgrado tutto credono in un domani migliore, perché sanno che il futuro è nelle mani di Colui che gli offre la speranza più grande”.
Presente in Basilica anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il Papa ha proseguito dicendo che il Giubileo “è un grande segno di un mondo nuovo, rinnovato e riconciliato secondo il disegno di Dio. E in questo disegno la Provvidenza ha riservato un posto particolare a questa città di Roma. Non per le sue glorie, non per la sua potenza, ma perché qui hanno versato il loro sangue per Cristo Pietro e Paolo e tanti altri Martiri. Per questo Roma è la città del Giubileo”.
“Cosa possiamo augurare a Roma? – ha quindi proseguito – Di essere all’altezza dei suoi piccoli. Dei bambini, degli anziani soli e fragili, delle famiglie che fanno più fatica ad andare avanti, di uomini e donne venuti da lontano sperando in una vita dignitosa”.
“Oggi ringraziamo Dio per il dono del Giubileo, che è stato un grande segno del suo disegno di speranza sull’uomo e sul mondo”, ha detto ancora Prevost. “E ringraziamo tutti coloro che nei mesi e nei giorni del 2025 hanno lavorato al servizio dei pellegrini e per rendere Roma più accogliente – ha aggiunto -. Questo era stato, un anno fa, l’auspicio dell’amato Papa Francesco. Vorrei che lo fosse ancora, e direi ancora di più dopo questo tempo di grazia”.
“Che questa città, animata dalla speranza cristiana, possa essere al servizio del disegno d’amore di Dio sulla famiglia umana”, ha concluso il Pontefice.
[Foto: Vatican Media]



