
La guerra in Medio Oriente: la “costernazione” del Papa, “cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo”

CITTA’ DEL VATICANO, 8 MAR – Un nuovo appello sulla guerra in corso in Medio Oriente è stato pronunciato da papa Leone XIV oggi all’Angelus.
“Dall’Iran e da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione”, ha detto il Pontefice. “Agli episodi di violenza e devastazione, e al diffuso clima di odio e paura, si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi, e altri Paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità”, ha proseguito, ricordando anche il “Paese dei cedri” dove si è recato in visita appena tre mesi fa.
“Eleviamo la nostra umile preghiera al Signore, perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli”, ha detto ancora papa Leone. “Affido questa supplica a Maria, Regina della Pace – ha aggiunto -: interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e di speranza”.
Prevost ha poi anche ricordato che “oggi, 8 marzo, ricorre la Giornata della donna”. “Rinnoviamo l’impegno, che per noi cristiani è fondato sul Vangelo, per il riconoscimento della pari dignità dell’uomo e della donna – ha quindi affermato -. Purtroppo molte donne, fin dall’infanzia, sono ancora discriminate e subiscono varie forme di violenza: a loro in modo speciale va la mia solidarietà e la mia preghiera”.
Ieri, nel Messaggio inviato ai partecipanti all’Incontro internazionale per la pace e la riconciliazione presso la Loyola University Chicago, Leone XIV ha preso atto “che stiate proseguendo il lavoro della Building Bridges Initiative, iniziata nel 2022 con Papa Francesco, riunendo studenti universitari, studiosi e leader che promuovono la pace in tutto il mondo”, e “in un tempo sempre più segnato dalle ferite della guerra e della violenza, i vostri sforzi sono estremamente necessari”.
“I cristiani sono chiamati ad essere collaboratori della pace con Cristo”
A questo proposito, ha osservato, “ci sono diversi principi da tenere a mente mentre portate avanti questa nobile iniziativa”. In primo luogo, “la vera pace non è semplicemente l’assenza di conflitto, ma piuttosto un dono di Dio. Questa pace non è come quella che il mondo ci offre (cfr Gv 14,27), che purtroppo viene spesso imposta con violenza e inganno”. I cristiani, ha spiegato, “sono chiamati oggi a essere collaboratori della pace con Cristo, che anche ai nostri giorni desidera condividere questo dono con l’umanità. Il Signore cammina con noi mentre ci impegniamo a promuovere l’armonia nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità locali, nei nostri rispettivi Paesi e in tutto il mondo”.
In secondo luogo, ha continuato il Pontefice, “se desideriamo promuovere la concordia a livello globale, è necessario ricercare l’impegno e la dedizione della comunità internazionale per il bene comune, che trascende confini, tradizioni di fede e culture”. Ciò richiede anche una sistematica collaborazione interdisciplinare, che riunisca istituzioni, organizzazioni, scienziati e leader in vari campi per raggiungere questo obiettivo – ha rilevato -. I vostri sforzi in questo incontro sono un esempio concreto di come ciò sia possibile e, spero, porterà grandi frutti”.
In terzo luogo, ha soggiunto, “la vera armonia è radicata nella riconciliazione che Dio ci ha portato attraverso il suo unico Figlio, Gesù Cristo, con la sua morte e risurrezione. La pace è un cammino costante di riconciliazione con Dio, con noi stessi, con gli altri e con il creato”. In questo spirito, “siamo chiamati a promuovere una cultura di riconciliazione capace di superare la globalizzazione dell’impotenza, che ci induce a credere che un’era libera dai conflitti sia irraggiungibile”. Inoltre, “dobbiamo ricordare che la preghiera è anche una potente forza di riconciliazione. Quando persone di diverse tradizioni religiose si uniscono in preghiera, ciò ha il potere di cambiare il corso della storia”.

“La Chiesa proclama il Vangelo della pace e collabora con tutti per custodire questo bene universale”
Sempre ieri, ricevendo in udienza nella Sala Clementina i membri dell’Ordinariato Militare per l’Italia in occasione dei festeggiamenti per il centenario – presenti anche ministri come quello della Difesa Guido Crosetto e quello dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, oltre ai vertici militari -, il Papa ha toccato il tema della “missione del militare cristiano”: “difendere i deboli, tutelare la convivenza pacifica, intervenire nelle calamità, operare nelle missioni internazionali per custodire la pace e ristabilire l’ordine”. “Tutto questo non può ridursi a mera professione – ha sottolineato -: è una vocazione, risposta a una chiamata che interpella la coscienza. L’identità del militare è forgiata da generosità, spirito di servizio, alte aspirazioni e profondi sentimenti”.
“Ma tali valori esigono un fondamento, un dono di Grazia capace di alimentare la carità fino alla dedizione totale di sé – ha aggiunto Leone -. Occorre, pertanto, ispirare con la linfa del Vangelo i codici, le norme e le missioni della vita militare perché, nel servizio alla sicurezza e alla pace, il bene comune dei popoli sia sempre al primo posto”.
E rivolgendosi ancora ai cappellani militari, il Papa ha spiegato che “in una società segnata dalla mobilità umana e dalla pluralità culturale, il Cappellano si pone anche al servizio del dialogo tra i popoli, le culture e le religioni, testimoniando una Chiesa che si fa strumento di unità”. “La sua azione spirituale contribuisce così alla promozione del bene comune e della pace sociale, frutto – come ricordava Papa Francesco – di un paziente lavoro artigianale, che richiede formazione, giustizia e carità”, ha affermato.
“La Chiesa, nel solco del magistero del Concilio Vaticano II, e delle Esortazioni apostoliche Evangelii nuntiandi ed Evangelii gaudium, proclama il Vangelo della pace, pronta a collaborare con tutti per custodire questo bene universale”, ha concluso papa Leone.
Ai giovani e ai bambini, “siate sempre costruttori di pace e promotori di riconciliazione”
Da ultimo, le parole pronunciate dal Papa questo pomeriggio, durante la visita pastorale alla parrocchia romana di Santa Maria della Presentazione, nell’incontro con i giovani al campo sportivo. “Vorrei invitare tutti a riconoscere che noi possiamo essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione. Quanto è importante questo!”, ha detto il Pontefice.

“Anche ai bambini più piccoli”, ha proseguito: “fate la pace con l’amico, con l’amica, con i compagni, quando ci sono delle volte delle difficoltà nel gruppo, delle differenze di opinioni. Noi possiamo cercare, trovare un accordo in una maniera – diciamo – di pace, e non di guerra, non di violenza – mai – senza bullizzare, nelle tante forme che esistono anche tra i piccoli, tra i giovani, i ragazzi…”. “Rifiutate tutte quelle forme di violenza, di odio, cose che causano divisione, e cercate di essere, tutti, promotori di pace, promotori della riconciliazione nel mondo di oggi – ha detto ancora Leone XIV -. Così, sin da piccoli, tutti possiamo imparare ad essere costruttori di pace, qualcosa veramente necessaria nel nostro mondo oggi”.
[Foto: Vatican Media]



