
Cop30: l’allarme del Papa, “la risposta ai mutamenti climatici sta fallendo”

“Manca la volontà politica”. Videomessaggio di Leone XIV alle Chiese Particolari del Sud del Mondo riunite al Museo Amazzonico di Bélem, in occasione della COP 30. “Basta negazionismi sul clima e i disastri ambientali”.
BELEM, 17 NOVEMBRE – “L’Accordo di Parigi ha portato progressi concreti e continua a essere il nostro strumento più forte per proteggere le persone e il pianeta. Ma dobbiamo essere onesti: non è l’Accordo che sta fallendo, ma siamo noi che stiamo fallendo nella nostra risposta”. E’ l’allarme lanciato da papa Leone XIV sui mutamenti climatici in un videomessaggio inviati alle Chiese Particolari del Sud del Mondo riunite al Museo Amazzonico di Bélem, in occasione della sessione in corso della COP30 nella città brasiliana.
“Quel che manca è la volontà politica di alcuni”, avverte il Pontefice, secondo cui “vera leadership significa servizio e sostegno in una misura che faccia davvero la differenza. Azioni climatiche più forti creeranno sistemi economici più forti e più equi. Azioni e politiche climatiche più forti sono entrambe un investimento in un mondo più giusto e stabile”.
Il Papa pone l’accento sul fatto che “il creato sta gridando attraverso inondazioni, siccità, tempeste e caldo implacabile. Una persona su tre vive in situazione di grande vulnerabilità a causa di questi cambiamenti climatici. Per loro, il cambiamento climatico non è una minaccia lontana, e ignorare queste persone significa negare la nostra comune umanità”.
“C’è ancora tempo per mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto degli 1,5°C, ma la finestra si sta chiudendo – dice ancora -. Come custodi del creato di Dio, siamo chiamati ad agire rapidamente, con fede e profezia, per proteggere il dono che Lui ci ha affidato”.
Nel videomessaggio, papa Leone saluta le Chiese particolari del Sud del Mondo, riunite nel Museo Amazzonico di Belém, e si unisce “alla voce profetica dei miei fratelli cardinali che hanno partecipato alla COP30, dicendo al mondo con parole e con gesti che la regione amazzonica continua a essere un simbolo vivente della creazione con un bisogno urgente di cure”.
“Voi avete preferito la speranza e l’azione alla disperazione, costruendo una comunità globale che lavora insieme – sottolinea -. Ciò ha prodotto progressi, ma non abbastanza. La speranza e la determinazione devono essere rinnovate, non solo con le parole e le aspirazioni, ma anche attraverso azioni concrete”.
“Camminiamo al fianco di scienziati, leader e pastori di ogni nazione e credo – aggiunge Prevost -. Siamo custodi del creato, non rivali per le sue spoglie. Inviamo insieme un segnale globale chiaro: nazioni che sostengono con incrollabile solidarietà l’Accordo di Parigi e la cooperazione climatica”.
“Che questo Museo Amazzonico sia ricordato come il luogo in cui l’umanità ha preferito la cooperazione alla divisione e alla negazione – conclude il videomessaggio -. E che Dio benedica tutti voi nei vostri sforzi per continuare a prendevi cura del creato di Dio”.
[Foto: Vatican Media]



