L'appello del Papa, "uno scambio di tutti i prigionieri tra Russia e Ucraina". "Fermare i venti di guerra su Europa e Mediterraneo"

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CITTÀ DEL VATICANO, 31 MAR - La Domenica di Pasqua mostra un papa Francesco energico, di nuovo in forma, che dopo la messa sul sagrato vaticano - nonostante il vento sferzante che all'inizio della liturgia rovescia anche l'icona del 'Resurrexit' - si concede persino il giro in papamobile scoperta tra i 60 mila che affollano Piazza San Pietro, fino a 'sconfinare' oltre il territorio vaticano e in Via della Conciliazione. Si conclude così senza ulteriori intoppi legati allo stato di salute o all'affaticamento, come la rinuncia di venerdì a presenziare alla Via Crucis al Colosseo, il Triduo pasquale di papa Bergoglio, iniziato con le commoventi scene del Giovedì Santo al carcere femminile di Rebibbia e della lavanda dei piedi a 12 detenute.

E oggi, nel Messaggio pasquale dalla loggia centrale di San Pietro, prima della Benedizione 'Urbi et Orbi', pur con la voce un po' rauca - ma chi non l'avrebbe avuta dopo ore all'aperto nella fredda mattinata primaverile - il Pontefice torna ampiamente sul tema della pace. Con un appello finora inedito. "Mentre invito al rispetto dei principi del diritto internazionale, auspico uno scambio generale di tutti i prigionieri tra Russia e Ucraina: tutti per tutti!", afferma, salutato da un forte applauso della folla Inoltre, "faccio nuovamente appello a che sia garantita la possibilità di accesso agli aiuti umanitari a Gaza, esortando nuovamente a un pronto rilascio degli ostaggi rapiti il 7 ottobre scorso e a un immediato cessate-il-fuoco nella Striscia".

Per il Papa, "anche oggi massi pesanti, troppo pesanti chiudono le speranze dell'umanità: il masso della guerra, il masso delle crisi umanitarie, il masso delle violazioni dei diritti umani, il masso della tratta di persone umane, e altri ancora". Il suo pensiero va quindi "alle vittime dei tanti conflitti che sono in corso nel mondo, a cominciare da quelli in Israele e Palestina, e in Ucraina", chiedendo che si "apra una via di pace per le martoriate popolazioni di quelle regioni".

"Non permettiamo che le ostilità in atto continuino ad avere gravi ripercussioni sulla popolazione civile, ormai stremata, e soprattutto sui bambini", dice ancora. "Quanta sofferenza vediamo negli occhi dei bambini", sottolinea. "Con il loro sguardo ci chiedono: perché? Perché tanta morte? Perché tanta distruzione? La guerra è sempre un'assurdità e una sconfitta! Non lasciamo che venti di guerra sempre più forti spirino sull'Europa e sul Mediterraneo. Non si ceda alla logica delle armi e del riarmo. La pace non si costruisce mai con le armi, ma tendendo le mani e aprendo i cuori".

Nel messaggio di Francesco trovano spazio la preghiera per "le vittime di ogni forma di terrorismo" e il richiamo agli "autori di tali crimini" al "pentimento" e alla "conversione". E trovano spazio tutte le situazione di tensione di conflitto nel mondo: dalla Siria al Libano, dal Caucaso ad Haiti, dal Myanmar alle varie regioni dell'Africa. Ecco, infine, gli appelli per la solidarietà verso i migranti e verso i più poveri, perché non si risparmino sforzi "nel combattere il flagello della tratta di esseri umani", e in chiusura perché ogni vita umana sia "accolta, protetta e amata": dai bambini che "non possono nemmeno vedere la luce", a quelli che "muoiono di fame o sono privi di cure essenziali o sono vittime di abusi e violenze", fino ancora alle vite che "sono fatte oggetto di mercimonio per il crescente commercio di essere umani".

(Questo articolo è stato pubblicato oggi dall'ANSA; Photo Credits: Vatican Media)