L'appello del Papa per i minori migranti, "i bambini e gli adolescenti sono i più vulnerabili, vanno sempre tutelati e assistiti"

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Al termine dell'udienza generale Leone XIV ricorda che domenica 27 settembre ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Nel suo Messaggio il Pontefice invita a "riconoscere il bambino nella sua dignità, prima ancora della sua condizione di 'migrante', e a tutelarne i diritti fondamentali: alla vita, all'educazione, ad un livello di esistenza che gli consenta di crescere e svilupparsi pienamente dal punto di vista fisico, mentale, spirituale, morale e sociale".

CITTA' DEL VATICANO, 23 SETTEMBRE - L'appello di Leone XIV è arrivato alla fine dell'udienza generale di oggi in Piazza San Pietro, ricordando che domenica prossima, 27 settembre, ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. "Il mio pensiero va ai migranti e ai rifugiati, specialmente ai minori costretti ad abbandonare la propria terra", ha detto il Papa. "I bambini e gli adolescenti sono i più vulnerabili - ha sottolineato -; spesso vivono sofferenze indicibili: violenze, torture, sfruttamento, condizioni traumatiche e non di rado perdono la vita lungo le rotte migratorie". "Faccio un appello alla responsabilità di tutti - ha aggiunto il Pontefice -: ognuno si senta coinvolto nella vita di questi ragazzi, che vanno sempre tutelati e assistiti".

Il forte richiamo di papa Leone è giunto proprio mentre il dibattito politico in Italia è concentrato sull'annuncio della premier Giorgia Meloni di un decreto legge per imporre un limite massimo del 30 per cento al numero di alunni stranieri nelle classi. Ma quello di "porre al centro la protezione e la dignità dei minori" è il cuore del Messaggio del Pontefice per questa Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato - pubblicato il 14 agosto scorso -, che ha per tema "Anche uno solo di questi bambini", dal Vangelo di Matteo.

E tra le altre cose, nel Messaggio Leone XIV invita a "riconoscere il bambino nella sua dignità, prima ancora della sua condizione di 'migrante', e a tutelarne i diritti fondamentali: alla vita, all'educazione, ad un livello di esistenza che gli consenta di crescere e svilupparsi pienamente dal punto di vista fisico, mentale, spirituale, morale e sociale".

Nella gestione del fenomeno migratorio, secondo il Papa, va riaffermato "il principio del superiore interesse del minore". Le istituzioni devono "mettere al centro la protezione e la dignità di ogni singolo bambino e adolescente", afferma: "ciò comporta l'adozione di efficaci strumenti legali di protezione, promuovendo i ricongiungimenti familiari e scongiurando i traumi della separazione. È urgente un cambio di prospettiva: occorre spostare l'asse del dibattito dalla mera gestione dei flussi alla tutela piena e immediata dei diritti umani".

Il Pontefice - di cui è nota la grande attenzione al dramma umano dei migranti, come dimostrano anche le recenti visite alle Isole Canarie e a Lampedusa - ricorda nel Messaggio che "i minori sono i più vulnerabili all'interno dei flussi migratori mondiali" e che "ogni anno, milioni di bambini e adolescenti sono costretti ad abbandonare la propria terra a causa di guerre, povertà, violenze, disastri ambientali e altre tragedie; e purtroppo il loro numero continua ad aumentare".

Per papa Leone, "le responsabilità economiche, politiche e militari di questo disastro sono immani. La sofferenza non si esaurisce nello spostarsi: vi sono giovanissimi che hanno perso genitori, fratelli, sorelle e amici e sono testimoni di violenze indicibili". Altri, separati per lunghi periodi dai propri familiari, "tentano di ricongiungersi a loro, vivendo nel frattempo l'angoscia della lontananza. Vi sono poi minori che affrontano il tragitto insieme ai genitori, esposti tuttavia a condizioni estreme e traumatiche". Non si può infine dimenticare "la tragica condizione di quanti vengono separati dai genitori a causa del rimpatrio".

A tale scenario già drammatico, per il Papa "si sommano altre tragedie: le morti lungo le rotte migratorie, la tratta e lo sfruttamento, il reclutamento per l'impiego di minori nei conflitti armati, la violenza sessuale, i matrimoni forzati e le atrocità subite o viste durante il tragitto. In troppi modi la loro dignità viene calpestata".

Leone sottolinea comunque che "in mezzo a tanta oscurità, non manca la luce della solidarietà: persone, famiglie, istituzioni civili e comunità ecclesiali scelgono di non voltarsi dall'altra parte", e ricorda come il Vangelo inviti "a non fare calcoli: anche uno solo. Ogni bambino, ogni essere umano possiede una dignità infinita. È immagine e somiglianza di Dio (cfr Gen 1,26), è presenza del Signore". E se "purtroppo, i minori migranti sono più facilmente ridotti all'invisibilità", "non possiamo restare indifferenti, né abituarci a tanta sofferenza".

Incoraggia quindi "le comunità cristiane all'integrazione e alla valorizzazione dei rifugiati e dei migranti come soggetti a pieno titolo della famiglia ecclesiale, promuovendo nuovi percorsi educativi e spirituali, anche personalizzati, che superino la logica del puro assistenzialismo".

Ma Prevost aggiunge un ulteriore importante richiamo, rivolto anche alle altre confessioni religiose: "le comunità di fede sono chiamate a costruire spazi in cui ogni ragazza e ogni ragazzo siano rispettati e valorizzati nelle rispettive identità culturali, prevenendo il rischio di radicalizzazione da parte di gruppi estremistici".

Per il Papa "la vulnerabilità dei piccoli non conosce confini confessionali e ci accomuna in una responsabilità umanitaria e spirituale condivisa. Essa diventa terreno fecondo per un dialogo interreligioso concreto, dove i credenti, attingendo al proprio senso della trascendenza, cooperino nel tessere reti di protezione".

[Foto: Vatican Media]