
Mons. Delpini ai musulmani per la fine del Ramadan, “impieghiamo le energie raccolte in questo mese di preghiera e digiuno per educare alla pace”

Milano, 17 marzo 2026 – «Cari fratelli e sorelle musulmani, anche quest’anno è mia premura far pervenire a tutti voi gli auguri miei personali e dei cristiani della Diocesi di Milano per una fruttuosa conclusione del mese di Ramadan e un gioioso ‘Id al-Fitr»: si apre così il consueto messaggio che l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha inviato ai fedeli e ai responsabili delle circa 150 comunità musulmane presenti a Milano e nel territorio della Diocesi, in occasione della festa di interruzione del digiuno – quest’anno tra giovedì 19 e venerdì 20 marzo-, che segna la fine del Ramadan.
A fronte delle guerre e delle tensioni che attraversano il nostro tempo, l’Arcivescovo osserva: «Poter vivere questo periodo intensamente impegnati insieme nella preghiera – noi in occasione della Quaresima, voi del mese di Ramadan – è un dono che non dobbiamo sprecare: ci permette infatti di recuperare le energie spirituali necessarie per stare dentro l’attuale momento storico, così fortemente segnato dalla violenza, dai conflitti e da una sorta di impotente e cinica rassegnazione».
«Ogni epoca della storia dell’umanità – continua mons. Delpini – è stata purtroppo segnata da numerosi conflitti, molti dei quali sostenuti persino da motivazioni teologiche. Noi vogliamo invece impiegare le energie raccolte in questo mese di preghiera e digiuno per educare alla pace: per proporre una visione del mondo, della storia, delle persone che ispiri a impegnarsi per la riconciliazione tra i popoli».
Conclude l’Arcivescovo: «Impegniamoci dunque in tale alleanza per la pace e per la fratellanza. Verso di essa facciamo convergere i momenti di dialogo e di condivisione che in molti luoghi della Diocesi e delle terre ambrosiane — ne sono certo – già stanno fiorendo».
Il messaggio è già stato inviato via posta alle comunità islamiche presenti nella Diocesi e ai consoli dei principali paesi a maggioranza islamica. In questi giorni viene inoltre consegnato personalmente da diversi parroci della Diocesi, che si recano nei centri islamici vicini alle loro comunità, portando la lettera di mons. Delpini: un segno concreto di vicinanza e di apertura al dialogo, percorso che la Diocesi coltiva da oltre vent’anni.
Sant’Egidio, a Milano musulmani e cristiani insieme per il Ramadan
Sempre a Milano, in occasione del mese sacro del Ramadan, il 15 marzo la Comunità di Sant’Egidio e oltre una dozzina di realtà islamiche del capoluogo lombardo si sono ritrovati insieme, presso la chiesa di San Bernardino, per pregare gli uni accanto agli altri e mangiare insieme, festeggiando l’Iftar, la rottura quotidiana del digiuno, in un periodo che unisce il Ramadan con la Quaresima.
“In questo tempo difficile e violento, segnato dalla logica della forza arrogante e dal trionfo della guerra, dalle morti ingiuste nel Mediterraneo e da muri anche nella città, cristiani, musulmani e tutti i credenti condividono la necessità della preghiera comune per la pace, in uno spirito di fraternità universale”, afferma la Comunità.
L’incontro è stato un’occasione per vivere un senso di comunione e condivisione, ribadendo l’impegno di uomini e donne delle diverse fedi per costruire città pacificate e solidali, cercando nel profondo della propria tradizione religiosa – tesa al raggiungimento della pace – quelle energie buone che possono unire genti diverse, riconciliare chi è distante, curare le ferite di società fragili e frammentate.
In particolare è stato sottolineato il ruolo dei giovani nella costruzione di tensioni unitive tra persone di fedi diverse, con l’intervento dei Giovani per la pace di Sant’Egidio, dei Giovani Musulmani d’Italia (GMI) e dei Giovani di Partecipazione e Spiritualità Musulmana.
Hanno partecipato all’iniziativa anche diversi profughi accolti nella città, rifugiati giunti in Italia con il programma dei corridoi umanitari dai campi di prigionia della Libia, dalla Siria, dall’Afghanistan, dal Corno d’Africa e dal campo profughi di Lesbo, o frequentanti le Scuole di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant’Egidio: “persone di fedi diverse invitano insieme a ripudiare la guerra e pregare per la pace nel mondo, implementare i corridoi umanitari, a soccorrere chi attraversa il Mediterraneo e ad aprirsi all’accoglienza di quanti cercano qui un futuro migliore”.
[Foto: Facebook/Comunità di Sant’Egidio Milano/Tgr Rai Milano]


