Mons. Pegoraro (Accademia Vita), “diffonderemo un messaggio degli scienziati per la pace”

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Workshop internazionale sull’accesso di tutti alle cure organizzato dalla Pav all’Augustinianum.

CITTA’ DEL VATICANO, 17 FEB – “Abbiamo sviluppato di recente, anche con il Dicastero dello Sviluppo umano integrale, un appello, un messaggio degli scienziati per la pace: ‘Scientists for peace'”. Lo ha annunciato mons. Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, durante la conferenza stampa di presentazione del workshop internazionale “Healthcare for all. Sustainability and equity” (Assistenza sanitaria per tutti. Sostenibilità ed equità), in corso all’Augustinianum.

“Questa ripresa della corsa al riarmo togliendo risorse per la sanità, per l’educazione, per migliorare le condizioni di vita delle persone è sempre stata una preoccupazione di papa Francesco ma anche di papa Leone XIV”, ha ricordato Pegoraro rispondendo a una domanda dei giornalisti.

“Come Accademia partecipiamo a varie iniziative che ci sono – ha fatto sapere -. Una in particolare è questo messaggio degli scienziati per la pace, che adesso manderemo, faremo circolare nel mondo, già alcuni scienziati hanno aderito, di come anche il mondo scientifico, invece di sviluppare nuove armi o tecnologie per la guerra, collabori di più per trovare sistemi e soluzioni per la pace e per risolvere alcuni conflitti senza l’uso della forza ma con altri strumenti per risolvere conflitti o problemi”.

“Quindi una delle iniziative dei prossimi giorni – ha detto ancora il presidente della Pav – è questo appello del mondo degli scienziati per la pace e come contribuire a evitare la guerra e promuovere azioni di pace, di concordia, di crescita e di miglioramento delle condizioni delle persone”.

“In guerra distruggere gli ospedali è la perdita di ogni umanità”

“C’è un’attenzione anche al fatto, come aveva ricordato il Papa ieri, che tante volte si spendano risorse per la guerra o per il riarmo sottraendo risorse per la salute, la sanità, la prevenzione, non solo aumentando le vittime dei conflitti con tutto ciò che comporta, ma talvolta anche distruggendo i sistemi sanitari, vedi ospedali ecc.”, ha detto mons. Pegoraro.

“Adesso c’è in corso una tavola rotonda dove uno dei temi è anche quello della guerra – ha spiegato – e il tema sarà affrontato da un medico della Croazia che ha vissuto l’esperienza di Vukovar dove è stato bombardato l’ospedale. Sono stati purtroppo anche uccisi i pazienti che c’erano e anche i medici che lavoravano. Ospedale che ho visitato anch’io due anni fa. E abbiamo anche due membri che vengono dall’Ucraina e ne abbiamo poi due dall’Egitto, c’è quindi ovviamente anche tutta un’attenzione al Medio Oriente e alle questioni che ci sono”.

“Pertanto – ha aggiunto il presidente della Pav – si parla anche di come purtroppo la guerra non solo determina tanti malati, invalidi e situazioni che minacciano la salute, ma crea anche una distruzione di umanità, perché distruggere gli ospedali è un segno di perdita di qualsiasi criterio anche di solidarietà e di umanità”.

“Tutti abbiano accesso alle cure necessarie”

“Questo workshop, che l’Accademia ha organizzato in corrispondenza con la sua assemblea generale, è su un tema molto sentito, un problema che sta caratterizzando un po’ tutti i Paesi, con ovviamente differenze fra il Nord e il Sud del mondo, ma che sollecita anche a un dialogo, a una collaborazione fra Nord e Sud del mondo. E’ sul tema delle risorse disponibili perché i sistemi sanitari siano sempre più efficienti, capaci di garantire però la copertura a tutte le persone in base ai bisogni che hanno. E quindi la sfida è di una sostenibilità dei sistemi e di equità nella garanzia dei servizi”, ha affermato mons Pegoraro.

“E’ stata riconosciuta la situazione legata allo sviluppo tecnologico – ha riferito -, che offre buoni aiuti, ma che fa anche lievitare, crescere i costi tante volte della sanità. Un fenomeno diffuso in tutto il mondo occidentale è l’invecchiamento della popolazione e molte malattie croniche, cronico-degenerative, che impegnano molte risorse e che chiedono quindi di definire dei criteri di efficienza , di sostenibilità, ma anche appunto di giustizia, perché tutti abbiano accesso alle cure necessarie”. “Ed è stato sottolineato, sia da papa Leone ieri (nell’udienza alla Pav, ndr) sia da diversi interventi oggi come siano fondamentali fattori sociali che pesano sulla salute: l’ambiente, le condizioni di lavoro, gli stili di vita e tutto quello che è la prevenzione”, ha proseguito.

“Più risorse per la prevenzione”. Il ruolo dell’informazione

Secondo i relatori del convegno, “bisogna utilizzare molte più risorse per la prevenzione delle malattie piuttosto che spendere tante risorse solo nell’ospedale, quando ci sono gli effetti di quello che si poteva prevenire ed evitare”. “E sta emergendo anche una certa importanza dell’informazione, cioè della comunicazione, diciamo dei mass media – ha aggiunto Pegoraro – anche su come dare buone informazioni per utilizzare al meglio i servizi che ci sono”.

“Ieri un video su una situazione africana diceva ‘abbiamo tutto adisposizione, abbiamo l’ambulatorio abbiamo i farmaci necessari, non serve molto, però non riusciamo ancora a garantire a tute le donne che partoriscono questo tipo di servizi, perché non lo sanno, perché non sanno a chi rivolgersi, non sanno quali siano le possibilità’. E questo tante volte anche nei Paesi occidentali l’informazione per poter dire come prevenire e come utilizzare al meglio i servizi è una grande sfida”. ha rilevato Pegoraro.

“E pensiamo che anche come Chiesa ci sia un ruolo importante nel favorire una vera sanità per tutti, in ogni situazione e ad ogni età”, ha concluso.

Alla conferenza stampa, moderata dal diretto della Sala stampa vaticana Matteo Bruni, sono anche intervenuti mons. Robert J. Vitillo, senior advisor del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale; Ezekiel J. Emmanuel, vice provost of Global Initiatives; Sheila Tlou, dell’African Leaders Malaria Alliance.

[Foto: Vatican News]