"Nazioni e leggi respingono i migranti. E la vostra gioia di soldati è sottrarli alla morte". L'omelia dell'ordinario militare a Lampedusa

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"Come si può pensare di essere civili se si è indifferenti di fronte alla vita umana? La domanda cruciale, alla quale deve dare risposta la cultura, la democrazia e la cosiddetta civiltà è: ma ha ancora valore e dignità la vita umana?". Lo ha chiesto l'ordinario militare per l'Italia, mons. Santo Marcianò, nell'omelia della messa celebrata ieri nella chiesa madre di Lampedusa, dove si è recato in visita per le festività natalizie, incontrando il personale militare e civile, le forze di polizia e quanti svolgono il proprio servizio presso l'isola.

"Celebrare il Natale in questa isola della nostra Nazione ha un significato del tutto particolare - ha osservato l'arcivescovo castrense -. Lampedusa si è trovata, negli ultimi decenni, a diventare un luogo in cui un numero sempre più elevato di stranieri poveri, profughi o migranti, trova ospitalità, pur tra innumerevoli difficoltà; il che ha reso l'isola non solo un punto di riferimento per coloro che vi giungono ma un anche luogo a cui guardano popoli e Nazioni". Un luogo "che continua a rimanere aperto e accogliente, nonostante lo scorrere degli anni, il mutare delle situazioni e della politica, l'emergenza a volte intollerabile".

Sottolineando il numero dei migranti sbarcati in Italia nel 2023 - 153.407 fino al 14 dicembre, di cui la metà circa a Lampedusa -, mons. Marcianò ha parlato di "cifre che gridano l'emergenza e invocano un intervento, un superamento dell'indifferenza e dei ritardi ormai intollerabili, specie da parte della comunità internazionale, in particolare l'Europa". E ha aggiunto "la gratitudine che la nostra Chiesa dell'Ordinariato Militare vuole esprimere, al sindaco e all'amministrazione di questa comunità, ai suoi cittadini, esempio di responsabilità e solidarietà. Ma lo dico, consentitemi, con la consapevolezza che nulla di quanto qui accade sarebbe stato e sarebbe possibile senza il supporto, l'impegno, la capacità tecnica e lo spessore umano delle nostre Forze Armate e di Polizia, coinvolte in modo ampio, ciascuna per i suoi ambiti di specializzazione e missione".

E a proposito dei drammatici viaggi di chi attraversa il Mediterraneo, Marcianò ha commentato che "sono persone che hanno rischiato, hanno varcato il mare con mezzi di fortuna, maltrattati e ricattati dai trafficanti, vedendo morire persone care e vedendo la morte con gli occhi. E' disumano, è tragico.
Ed è soprattutto per loro che voi siete qui!". "È per loro che voi - ha aggiunto -, con le diverse competenze che vi caratterizzano, sostenete quell'opera di ricerca, soccorso e salvataggio della vita umana, senza la quale sarebbe ben più tragico il bilancio delle morti che hanno fatto di questo nostro splendido mare un cimitero".

"Quante persone, quante Nazioni, quante leggi scartano i migranti!", ha denunciato quindi l'ordinario militare, secondo cui, comunque, "la vostra gioia è poter sottrarre alla morte e alla paura tanti uomini, donne e bambini, a volte soli perché mandati dai genitori verso un futuro di speranza”. Ma "il soccorso non basta, l'accoglienza non basta: voi lo sperimentate continuamente. C'è un vero e proprio aiuto da organizzare, da mettere in campo". E "c'è l'opera attenta di vigilanza con cui le forze di polizia affrontano situazioni irregolari e criminali, trasporti illeciti, trafficanti di morte e di uomini", ha concluso mons. Marcianò.

(Foto: Marina Militare Italiana)