Parolin all'Onu, "la pace non può essere rimandata: cessino ovunque le ostilità, tornare alla diplomazia"

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Intervenendo all’Assemblea Generale a New York, il segretario di Stato vaticano chiede la fine delle guerre, il rispetto del diritto internazionale, un uso responsabile dell’intelligenza artificiale e un rinnovato multilateralismo. “Ristabilire la fiducia” attraverso il dialogo, la giustizia e la pace. Il resoconto di Vatican News.

Un appello alla comunità internazionale per ricostruire la fiducia attraverso il dialogo, la giustizia e il rispetto del diritto internazionale e non ricorrendo alla forza. È quanto ha lanciato ieri, 26 settembre, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, intervenendo alla discussione dell’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Il porporato ha trasmesso i saluti di Papa Leone XIV e ha affermato che il tema di quest’anno, “Ripristinare la fiducia, gestire la trasformazione: Un’organizzazione delle Nazioni Unite al servizio di tutti”, rappresenta “un imperativo morale e politico urgente”.

“Ogni istituzione internazionale, al di là del proprio quadro giuridico, necessita della fiducia reciproca tra i propri membri per essere efficace”, ha affermato Parolin, sottolineando che la fiducia si alimenta anche nell’impegno a favore della dignità umana.

Una diplomazia del dialogo

Il segretario di Stato ha sottolineato i tanti pronunciamenti del Papa sulla pace, la giustizia e la verità come principi essenziali della diplomazia. Ha ricordato poi l’appello di Leone XIV a passare da una “cultura del potere” a una “autentica ‘cultura della negoziazione’”, in cui il dialogo e la diplomazia diventino i mezzi a cui ricorrere naturalmente per risolvere i conflitti.

“La pace – ha affermato - non è una parola negativa” ma richiede verità e giustizia e deve essere costruita attraverso sforzi pazienti volti a instaurare relazioni giuste all’interno delle nazioni e tra di esse. Le disuguaglianze, l’esclusione, le violazioni dei diritti fondamentali e il mancato riconoscimento degli altri come fratelli e sorelle sono per il cardinale i fattori che contribuiscono a generare i conflitti. Pertanto ha sollecitato rinnovati sforzi per il disarmo, sottolineando che le legittime preoccupazioni per la difesa nazionale non dovrebbero trasformarsi in una corsa al riarmo.

Dignità umana e intelligenza artificiale

Una parte significativa dell’intervento si è concentrata sulla trasformazione tecnologica, in particolare sull’Intelligenza artificiale. “In un’epoca che rischia di ridurre la persona a consumatore, dato o strumento - ha affermato il segretario di Stato - Papa Leone XIV insiste sul fatto che la persona umana rimane la misura di ogni progresso”. Parolin ha messo in luce le questioni morali sollevate dai sistemi d’arma letali autonomi e ha sottolineato che la responsabilità dell’uso della forza non può essere trasferita alle macchine, “non può essere delegata a processi opachi o automatizzati, ma deve rimanere sotto un controllo umano efficace, consapevole e responsabile”.