Parolin all'Onu: soluzione a due Stati, unica via praticabile ed equa per una pace giusta e duratura

Condividi l'articolo sui canali social

Dichiarazione del segretario di Stato all’Assemblea Generale dell'Onu: nonostante gli sforzi per consolidare il cessate-il-fuoco, nella Striscia di Gaza "quanto fatto finora è ancora decisamente insufficiente". Grave preoccupazione "per la recente decisione di ampliare e istituire nuovi insediamenti israeliani" e condanna per gli atti di violenza contro le comunità cristiane. Esortazione anche a mettere in atto giustizia e cooperazione per mitigare i danni dei cambiamenti climatici.

Di Antonella Palermo, da Vatican News

Soluzione a due Stati, basata su confini sicuri e riconosciuti a livello internazionale. Questa è la posizione ribadita dal cardinale segretario di Stato PIetro Parolin ieri, 24 settembre a Ney York, durante la Settimana di alto livello della 81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

A Gaza la situazione è tragica

"La Santa Sede continua a sostenere i diritti inalienabili del popolo palestinese, compreso il suo diritto all’autodeterminazione, e la sua legittima aspirazione a vivere in libertà, sicurezza e dignità all’interno di uno Stato indipendente e sovrano". Così - in occasione della Riunione Ministeriale dell'Alleanza Globale per l'attuazione della soluzione a Due Stati - il cardinale Parolin che, pur riconoscendo alcuni progressi diplomatici dell'ultimo anno, tra cui, a Gaza, il cessate-il-fuoco, il ritorno degli ostaggi e gli sforzi volti a facilitare la fornitura di aiuti umanitari, ha affermato nell'assise  l'insufficienza di queste misure. Ha ricordato, infatti, che nella Striscia oltre due milioni sono le persone che continuano a vivere in condizioni di estrema povertà, "vittime di attacchi militari. La situazione rimane tragica", ha scandito il rappresentante vaticano.

"Le conseguenze della violenza e della devastazione prolungate - ha condiviso - continuano a gravare pesantemente sulla popolazione civile, in particolare su coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità. I bambini, in particolare, continuano a sopportare un fardello che nessun bambino dovrebbe mai essere costretto a sopportare. La loro sofferenza evidenzia l’urgente necessità di proteggere i civili, assicurare il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e garantire un accesso umanitario sicuro, sostenuto e senza ostacoli".

Grave preoccupazione per i nuovi insediamenti israeliani

La convinzione di Parolin, espressa chiaramente all'Onu, è che "Gaza deve essere considerata nel contesto del futuro del popolo palestinese nel suo complesso, e gli aiuti umanitari e la ricostruzione non possono sostituirsi a una soluzione politica giusta e duratura". Per raggiungere un autentico processo politico, ha sostenuto Parolin, "è essenziale preservare le condizioni territoriali e politiche necessarie alla realizzazione dei due Stati, rafforzare le legittime istituzioni palestinesi e astenersi da misure che frammentino ulteriormente il territorio palestinese o minino la sostenibilità di uno Stato palestinese". A questo proposito, "grave preoccupazione" è stata manifestata per la recente decisione di ampliare e istituire nuovi insediamenti israeliani che, secondo il cardinale, "compromette" il perseguimento della soluzione a due Stati.

Ferma condanna per la violenza contro i cristiani

Per quanto riguarda le comunità cristiane che vivono nei territori palestinesi della Cisgiordania, Parolin si è fatto portavoce della condanna ferma per tutti gli atti di violenza compiuti contro quelle che ha definito presenze moderatrici e stabilizzanti, che contribuiscono alla convivenza pacifica e alla fiducia reciproca. "Una pace duratura non può essere imposta con la forza", è stato rimarcato, sottolineando che, al contrario, "essa può essere raggiunta solo attraverso il dialogo, il rispetto del diritto internazionale e un sincero impegno a favore della dignità, delle legittime aspirazioni e della sicurezza sia del popolo palestinese che di quello israeliano".

In questo contesto, la Santa Sede ha ribadito, attraverso le parole del cardinale segretario di Stato, "la particolare importanza di Gerusalemme, città sacra sia per i cristiani che per gli ebrei e i musulmani". L'appello, annoso, è che le venga garantito uno statuto speciale a livello internazionale in modo da salvaguardare il suo "carattere unico".

Solidarietà, giustizia e cooperazione per la cura degli ecosistemi

L'altro tema su cui Parolin si è fatto interprete in sede Onu ha riguardato l'impegno ad affrontare la sfida che sta già colpendo comunità ed ecosistemi, e che mette "a rischio l'esistenza stessa di alcune comunità e Stati”. Il suo intervento si è concentrato sulle minacce esistenziali poste dall'innalzamento del livello del mare, che “minaccia abitazioni e mezzi di sussistenza, compromette la sicurezza alimentare e idrica e mette a rischio di perdita il patrimonio culturale e le terre ancestrali”, ha sottolineato. Le più colpite, ha aggiunto, sono spesso "popolazioni costiere impoverite che non hanno altro luogo dove andare". Per questo, il porporato ha invitato a passare "dalla raccolta di dati” alla promozione “di una cultura della cura, che ponga al centro la dignità umana e il bene comune" e che traduca “la conoscenza in responsabilità e la responsabilità in azione”. Tale azione, secondo il segretario di Stato, deve fondarsi “sulla solidarietà, sulla giustizia e su una sincera cooperazione internazionale”.

Intensificare gli sforzi per mitigare il cambiamento climatico

“Occorre intensificare gli sforzi per mitigare il cambiamento climatico - ha osservato Parolin - garantendo al contempo che gli Stati vulnerabili, in particolare i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, e le comunità costiere situate a bassa quota abbiano accesso alle risorse finanziarie, tecnologiche e tecniche necessarie per l'adattamento, la resilienza e la gestione di perdite e danni”. Nell'affrontare l'innalzamento del livello del mare, ha concluso il segretario di Stato, è necessario “garantire che l'impegno comune non sia misurato soltanto dalle politiche adottate, ma anche dalla determinazione a salvaguardare la dignità, donata da Dio, di ogni persona e a costruire un futuro di speranza per le generazioni a venire”.

Sul tema l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, riunita a New York, ha approvato ieri una dichiarazione storica nella quale si richiede ai governi un’azione urgente rispetto all’innalzamento del livello dei mari, chiedendo inoltre di coinvolgere le popolazioni colpite dal fenomeno nelle decisioni che le riguarderanno.

[Fonte e Foto: Vatican News]