
Peter Thiel a Roma: Faggioli, “un fronte comune contro l’idea di famiglia umana”

Parla al Manifesto il docente di Teologia del Trinity College di Dublino, e a lungo anche alla Villanova University di Philadelphia. L’intervista è di Giovanna Branca.
L’Angelicum ha smentito, con un secco comunicato. Il «presunto evento» con Peter Thiel alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino «non si svolgerà presso l’Angelicum e non rientra in alcuna nostra iniziativa istituzionale». Segue la smentita della sede romana della Catholic University of America, indicata dopo l’Angelicum come sede delle lezioni sull’anticristo. A “rivendicare” l’organizzazione dell’evento è invece un gruppo bresciano, l’Associazione culturale Vincenzo Gioberti, che già aveva ospitato il generale Vannacci, e che sul suo sito scrive: «La nostra Associazione indaga anche esperienze e modelli politici premoderni, che siano quelli dei Comuni lombardi, della Repubblica Serenissima o dell’Impero degli Asburgo, perché riconosce la profonda verità evangelica che “il vecchio è migliore”».
L’altra istituzione coinvolta nell’organizzazione dell’evento è il Cluny Institute, ospitato proprio all’interno della Catholic University of America. Ma l’unica cosa davvero certa dell’arrivo di Thiel a Roma è il mistero che l’avvolge: anche chi ha potuto vedere gli inviti recapitati a un pubblico selezionatissimo non saprà fino all’ultimo dove si terranno. Ottima trovata pubblicitaria, che però parla anche dell’imbarazzo e del caos che questo crea nelle istituzioni: quelle terrene – qualcuno del governo incontrerà l’anarco-capitalista fautore della fine della democrazia? – e quelle religiose. Il Domani riporta che stasera il fondatore di Palantir sarà ospite di una messa, in latino, alla Basilica di San Giovanni dei Fiorentini. Che problemi crea l’arrivo di Thiel fin dentro il Vaticano al primo papa Usa? E che messaggio manda? Ne abbiamo parlato con il docente di teologia del Trinity College di Dublino – e a lungo anche alla Villanova University di Philadelphia – Massimo Faggioli (autore di Da Dio a Trump. Crisi cattolica e politica americana).
Cosa è il Cluny Institute che co-organizza l’iniziativa?
È un istituto affiliato alla Catholic University of America di Washington DC, l’università dei vescovi negli Usa. Quindi è possibile che la Cua in quanto tale non fosse stata coinvolta. La filosofia di investimento di Cluny Institute afferma, sul loro sito internet: «Investiamo in persone che uniscono rigore intellettuale, profondità spirituale e creatività, all’incrocio tra Atene, Gerusalemme e la Silicon Valley». Non c’è Roma in questa mappa, che pero’ evidentemente conta ancora.
Ci sono quindi dei vescovi americani dietro l’arrivo di Thiel? Qual è il loro obiettivo? Anche in considerazione del fatto che le posizioni sostenute da Thiel sull’anticristo e sullo sviluppo tecnologico, a partire dall’Ia, sono in aperta contraddizione con le posizioni espresse da papa Leone sinora.
Alcuni vescovi americani sono ideologicamente vicini all’amministrazione Trump e quindi da loro non c’è da aspettarsi una presa di posizione chiara sulla questione. Il problema è che anche molti vescovi che sono contrari all’intelligenza artificiale hanno i fondi pensione delle loro diocesi investiti in Ia (fondi che hanno guadagnato moltissimo negli ultimi anni) e quindi non possono operare per un fallimento di questa industria (se lo fanno, sono anche legalmente responsabili delle perdite degli investitori). In generale, in America l’Ia sta rivoluzionando tutto ed è difficile prendere le misure su una tecnologia che cambia così rapidamente.
L’Angelicum ha negato qualunque coinvolgimento, ma intrattiene rapporti con finanziatori statunitensi?
L’Angelicum dei domenicani è diventata negli ultimi anni l’università più influente e intraprendente tra le facoltà pontificie a Roma e questo è avvenuto anche grazie al flusso di donazioni (per cattedre, convegni ecc.) provenienti dagli Stati uniti. C’è un progetto teologico e culturale che non si vede oggi nella teologia liberale o di sinistra: già da tempo investivano sulla chiesa del dopo Francesco. Non sapevano che il successore sarebbe stato un americano e un loro ex studente, il che aiuta sempre a consolidare il brand (anche nel caso di Villanova University a Philadelphia).
Ha rilevanza il fatto che la messa a cui parteciperà Thiel sia in latino?
Si perché esistono dei legami e anche dei cortocircuiti tra il tecnofuturismo di Thiel e Silicon Valley da un lato e le nostalgie pre-Vaticano II della cosiddetta Messa in latino dall’altro. Queste due culture sono molto differenti, ma hanno un nemico comune, il cattolicesimo social-liberale frutto del Vaticano II, quello della chiesa dei poveri, della coesistenza pacifica tra religioni, dell’idea che siamo una unica famiglia umana.
È significativo che Thiel arrivi a Roma mentre infuria la guerra in Iran?
La guerra in Iran è per certi versi la prima guerra dell’Ia – basta seguire le conferenze stampa dal Pentagono per vederlo illustrato. Questo arrivo di Thiel a Roma sarebbe stato interessante comunque, ma lo è ancora di più al tempo di Leone XIV e durante la guerra in Iran. Si configura come un’operazione non amichevole nei confronti di Papa Leone XIV. Non sappiamo ancora esattamente cosa significa e cosa muove il fatto di avere il primo papa dagli Usa.
[Fonte: Il Manifesto; Foto: Divine Office Prayer]



