
Referendum: Manfredonia (Acli), “oggi è un bel giorno per la democrazia, la Costituzione non si cambia a colpi di maggioranza”

“La vittoria del NO nel referendum costituzionale è un monito chiaro per la classe politica: la Costituzione non si cambia a colpi di maggioranza. Se si interviene sulla Carta, lo si fa insieme, con il più ampio consenso possibile, nel rispetto dello spirito condiviso che l’ha generata, improntato alla comune responsabilità nell’incontro che crediamo sempre possibile.” Così il presidente nazionale delle Acli, Emiliano Manfredonia, ha commentato i risultati del referendum costituzionale sulla giustizia.
“Allo stesso modo, il tema della giustizia richiede serietà e responsabilità: va riformata, migliorata e resa più efficiente, ma non può essere oggetto di interventi unilaterali. Serve invece la più ampia convergenza possibile, a tutela dell’equilibrio tra i poteri dello Stato”, ha proseguito.
Secondo Manfredonia, “l’’altro dato politico rilevante è la partecipazione democratica: un segnale forte, un vero sussulto civico che dimostra come cittadine e cittadini vogliano tornare protagonisti, ridando dignità e speranza alla politica. Quando le persone partecipano, la democrazia si rafforza e ritrova il suo senso più profondo”.
“Un ringraziamento particolare poi va alle acliste e agli aclisti che, in tutta Italia, si sono messi a disposizione con impegno e generosità per organizzare eventi e dibattitti con l’obiettivo primario di informare i cittadini e che hanno portato avanti un NO ragionato, a tutela dei principi democratici e dell’equilibrio istituzionale”, ha concluso.
Libera, ” una vittoria della partecipazione democratica con un segnale chiaro: la riaffermazione con il voto il valore della Costituzione come bene comune”
“Il voto di oggi non chiude il tema della giustizia, ma lo riapre nel modo giusto”.
“La vittoria del No al referendum è prima di tutto una vittoria della partecipazione democratica. Le cittadine e i cittadini hanno scelto di esercitare un diritto fondamentale, riaffermando con il voto il valore della Costituzione come bene comune. È un segnale chiaro: la nostra Carta non può essere oggetto di interventi divisivi o calati dall’alto. Va applicata pienamente, nei suoi principi di equilibrio tra i poteri, di autonomia e indipendenza della magistratura, di tutela dei diritti. Il voto di oggi non chiude il tema della giustizia, ma lo riapre nel modo giusto. C’è bisogno di riforme serie, condivise, che affrontano i problemi strutturali: carenze di organico, risorse insufficienti, tempi dei processi, accesso alla giustizia. Non di interventi che alterano gli equilibri costituzionali. Da questo risultato emerge anche una domanda di responsabilità collettiva. Difendere la giustizia significa stare accanto a chi denuncia, a chi cerca verità, ai familiari delle vittime innocenti delle mafie che continuano a credere nello Stato. Oggi il Paese ha scelto di non arretrare. Ora spetta a tutti trasformare questo segnale in un impegno quotidiano per una giustizia più giusta, più efficace e davvero al servizio della democrazia”. In una nota, l’associazione Libera, che insieme alle tante associazioni fa parte del Comitato della società civile per il no al referendum, commenta il risultato della vittoria del NO al referendum.
[Foto: ANSA/LUCA ZENNARO]


