
Rubio dal Papa, “con la Santa Sede relazioni solide, impegno comune per la pace e la dignità umana”

L’incontro definito “amichevole e costruttivo”. Il card. Zuppi, “gli attacchi di Trump? Il Papa continuerà a fare il Papa”.
CITTA’ DEL VATICANO, 07 MAG – Un incontro “amichevole e costruttivo”. Così una fonte statunitense ha descritto all’Afp il faccia a faccia di oggi in Vaticano tra papa Leone XIV e il segretario di Stato Usa Marco Rubio. Una visita particolarmente attesa, quella del ‘ministro degli Esteri’ statunitense, dopo i ripetuti attacchi del presidente Donald Trump al Pontefice americano. E anche se apparentemente l’incontro può essere servito a stemperare gli animi, occorrerà vedere i prossimi sviluppi per capire se e fino a che punto le tensioni esistenti possano essere superate.
Il colloquio privato di Rubio col Papa, in un clima senz’altro cordiale, è durato circa 45 minuti, seguito da quello col cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, per una permanenza in Vaticano – accompagnata da ingenti misure di sicurezza – di due ore e mezza in tutto. Domani a Roma il segretario di Stato americano, cattolico e padre di quattro figli, incontrerà la premier Giorgia Meloni.
“Il Segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato oggi Sua Santità Papa Leone XIV per discutere della situazione in Medio Oriente e di temi di interesse comune nell’emisfero occidentale. L’incontro ha sottolineato la solida relazione tra gli Stati Uniti e la Santa Sede e il loro comune impegno per la promozione della pace e della dignità umana”, ha fatto sapere in una nota il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Tommy Pigott.
Per quanto riguarda invece l’incontro col cardinale Parolin, esso è servito a “discutere di cooperazione reciproca e di urgenti questioni internazionali. Il Segretario Rubio ha accolto con favore il recente arrivo dell’Arcivescovo Caccia come nuovo Nunzio Apostolico negli Stati Uniti. Sono stati esaminati gli sforzi umanitari in corso nell’emisfero occidentale e gli sforzi per raggiungere una pace duratura in Medio Oriente. Il colloquio ha evidenziato la solida partnership tra gli Stati Uniti e la Santa Sede nella promozione della libertà religiosa”, ha spiegato sempre Pigott.
“Nel corso dei cordiali colloqui che il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto questa mattina in Vaticano, prima con Sua Santità Papa Leone XIV e successivamente con S. Em.za il Card. Pietro Parolin e S.E. Mons. Paul R. Gallagher, è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America – ha fatto sapere da parte sua la Sala stampa vaticana -. Vi è stato poi uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, nonché sulla necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace”.
Rubio, accompagnato in Vaticano dall’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede Brian Burch, ha postato su X alcune foto della visita – con la didascalia “incontro con il Pontefice per sottolineare il nostro impegno condiviso nel promuovere la pace e la dignità umana” -, compresa una con la moglie Jeanette Dousdebes, di origine colombiana, con veletta e abito nero, e il resto della famiglia. E tra i dettagli dell’incontro, il fatto che il Pontefice abbia donato al segretario di Stato Usa una penna di legno d’ulivo. “E’ la pianta della pace”, ha sottolineato Leone XIV mostrando anche il suo stemma raffigurato ad un’estremità.
Leone – che in mattinata ha ricevuto in udienza anche il premier polacco Donald Tysk, il quale lo ha invitato a recarsi in visita in Polonia – ha accolto Rubio con un “benvenuto” e una stretta di mano. “E’ quasi un anno che non ci vediamo”, ha detto l’ospite americano. Leone ha precisato: “sono circa dieci giorni di meno”. In effetti i precedenti incontri c’erano stati il 18 maggio 2025, giorno della messa di insediamento del Papa, e il 19 maggio quando Rubio andò in delegazione con il vicepresidente JD Vance.
Intanto, tra le reazioni alla visita del segretario di Stato Usa in Vaticano, e agli ultimi contrasti col presidente Trump, c’è quella del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, intervistato al Live In di Sky Tg24 dal Teatro Torlonia a Roma.
“Che cosa voglia colpire Trump bisognerebbe domandarlo a lui”, ha detto. “Leone ha spiegato che lui predica il Vangelo”, ha affermato l’arcivescovo di Bologna, aggiungendo che il Pontefice “è sempre chiaro sulla pace”. “Ci sono per fortuna mille relazioni e contatti, ma se ci sono problemi tra i ‘capi’ questo comporta problemi a tutti”, ha detto ancora Zuppi. “Speriamo che le difficoltà venute fuori si possano chiarire: il Papa continuerà a fare il Papa, questo è sicuro, e predicare il Vangelo con mitezza e fermezza”.
Dopo aver detto che spera che il Papa sia più ascoltato sulla pace, e sottolineato che la visita di oggi del segretario di Stato Usa Marco Rubio è nel segno della diplomazia, Zuppi ha aggiunto di sperare che le tensioni con Trump si risolvano. Per poi dire: “Quelli che avevano visto la Guerra mondiale e la bomba atomica dicevano che la Terza guerra avrebbe fatto venire giù tutto. Oggi abbiamo più potenziale e meno paura, e quindi c’è qualcosa che non va. A maggior ragione c’è bisogno del dialogo”.
“Dobbiamo sconfiggere l’idea dell’impotenza, che tutto è inutile”, ha aggiunto ancora il presidente della Cei. “La pace comincia da sé, e questo disinquina il mondo. La consapevolezza della sofferenza ci deve spingere a essere nel piccolo e nel grande operatori di pace, e ognuno può fare la sua parte”.
Interrogato se gli sarebbe piaciuto diventare Papa, il card. Zuppi ha risposto “assolutamente no”. “È una responsabilità grande, e a maggior ragione per questo dobbiamo volergli bene. In un mondo così diviso e pronto alla rissa, la vera forza è la mitezza e il dialogo e l’amore. Per questo dobbiamo aiutarlo tanto”, ha affermato.
[Foto: X.com/Secretary Marco Rubio]



