"Sounds of loss": un’installazione sonora per ricordare le vittime della guerra

Condividi l'articolo sui canali social

Atrio della Basilica di San Pietro, 21 settembre 2026.

Sounds of Loss è un’installazione artistica sonora di portata globale ideata dal regista Philip Gröning per commemorare la Giornata Internazionale della Pace delle Nazioni Unite. L’iniziativa prevede la trasmissione di circa 1.000 segnali sonori irregolari in spazi pubblici e su piattaforme mediatiche, al fine di rappresentare la realtà statistica delle vittime di guerra che si registrano nel corso della giornata. Integrando queste interruzioni acustiche in ambienti quotidiani quali teatri, snodi di trasporto e funzioni religiose, il progetto mira ad aggirare i filtri mentali coscienti e a risuonare nella percezione inconscia del pubblico. Il volume e la cadenza variabile dei clic fungono da toccante promemoria delle vite umane perse, indipendentemente dal loro background culturale o politico. In ultima analisi, l’opera cerca di mettere in discussione la normalizzazione del conflitto nella società moderna e di promuovere una consapevolezza collettiva più profonda dell’urgente necessità della pace.

Il Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede è stato invitato da Gröning a sostenere il progetto, insieme al Dicastero per la Comunicazione e alla Fabbrica della Basilica di San Pietro, e ha deciso di appoggiare e partecipare a questa importante iniziativa. In questo contesto, l’installazione sarà ospitata nell’Atrio della Basilica di San Pietro il 21 settembre, in occasione della Giornata Internazionale della Pace delle Nazioni Unite. L’installazione servirà a ricordare ai visitatori della Basilica la realtà della guerra e il suo costo in termini di vite umane.

L’Atrio della Basilica accoglie migliaia di visitatori ogni giorno, e Sounds of Loss rappresenta un modo particolarmente creativo per celebrare la Giornata Internazionale della Pace delle Nazioni Unite e portarla all’attenzione di un pubblico più ampio. Nel dare il benvenuto al progetto, il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, ha dichiarato: «Sono lieto che il Dicastero per la Cultura e l’Educazione abbia potuto sostenere Philip Gröning nella realizzazione del suo progetto Sounds of Loss. Philip Gröning è un vero maestro del silenzio. In questo progetto, egli semina nel terreno fertile del silenzio brevi raffiche di suoni che servono a richiamare la nostra attenzione sulla tragedia quotidiana della perdita di vite umane nelle guerre che affliggono il nostro mondo. Ci ricorda l’eloquenza del silenzio, la sua capacità di richiamarci alla consapevolezza e a un impegno più profondo con l’ambiente che ci circonda. Questo progetto è un invito alla responsabilità; a “ascoltare il grido” di coloro che sono vittime di violenza e aggressione e a non rassegnarci mai all’indifferenza e alla distrazione».

Il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro, ha affermato: «Accogliere il progetto Sounds of Loss nella Basilica di San Pietro significa offrire uno spazio di ascolto e di riflessione sulle vittime dei conflitti. In occasione della Giornata Internazionale della Pace, questa installazione sonora ci richiama al valore di ogni vita umana e alla responsabilità comune di costruire percorsi di pace».

Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione, ha dichiarato: «Sento il dovere di ringraziare Philip Gröning, con tutto il cuore, per aver pensato questa cosa semplice e potente come Sounds of Loss, per svegliarci dal nostro torpore di fronte alla guerra. Il Dicastero per la Comunicazione, Vatican News, Radio Vaticana saranno al suo fianco, insieme al Dicastero per la Cultura e l’Educazione e alla Basilica di San Pietro, per far risuonare, nel silenzio generale, i sospiri sommessi della nostra coscienza, che non cessano mai di domandarci perché? di fronte all’inutile strage delle guerre (per usare le parole di Benedetto XV) che si ripete ogni giorno davanti ai nostri occhi distratti. Un migliaio di suoni nel corso di 49 ore ci ricorderanno altrettante vite che si spengono, occhi che si chiudono, cuori che smettono di battere. Storie che non vorremmo ascoltare e che per questo anneghiamo nel frastuono quotidiano, dove tutto si consuma e si rimuove, e la morte è ridotta a un cattivo pensiero. La comunicazione non è estranea a tutto questo. E proprio per questo può e deve esplorare altre strade, altri linguaggi. Come quella trovata da Gröning. Ogni battito una storia non raccontata, un volto, un nome, una voce resa muta, un sorriso spezzato. Un monito che dovrebbe lasciarci senza fiato. E invece alimenta fiumi di parole vuote che sommergono il rumore della morte, cancellano volti e voci. Tutti i conflitti – come diceva don Tonino Bello – nascono dalla dissolvenza dei volti. Forse per risvegliarci da questo incantesimo abbiamo bisogno di immergerci nel ticchettio sommesso e assordante di un orologio che non conta i minuti ma gli ultimi respiri dei morti in guerra. Proviamo ad ascoltarli. A pensare ai loro volti e alle loro voci, come ci ha invitato a fare Papa Leone quest’anno nel suo messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni. E a lasciarci cambiare».

L’artista e regista Philip Gröning, ideatore del progetto, ha dichiarato: «Già nel primo anno di questo progetto quinquennale, sono profondamente commosso dall’opportunità che mi è stata offerta di presentare Sounds of Loss nell’Atrio della Basilica di San Pietro. Ho dato inizio a Sounds of Loss nell’inverno del 2026. Sembrava che avessimo silenziosamente accettato il fatto che ogni giorno oltre 500 esseri umani perdessero la vita nelle guerre mondiali. E ho sentito che era giunto il momento di riportare alla nostra consapevolezza il fatto che le guerre uccidono esseri umani ogni 2,6 minuti. Sono un artista. Quindi l’unica cosa che potevo fare era creare un progetto che, col tempo, potesse aprire la nostra percezione a ciò che scegliamo di ignorare. Le immagini sono fugaci. La ripetizione e il suono possono essere più persistenti. Abbiamo registrato oltre 24.000 campioni di rumori di scatti, colpi e tonfi nell’arco di tre mesi. Suoni che rientrano in 50 categorie, dagli interruttori della luce alle vecchie macchine telegrafiche, dalla pioggia su un tetto di lamiera in Giappone ai grandi calchi in bronzo dell’Accademia di Belle Arti di Monaco, dai vecchi orologi alle noci che si rompono, dalle serrature che scattano al crepitio delle scatole di cartone e, naturalmente, alle matite sui tavoli. Abbiamo programmato un nuovo dispositivo per i sound designer per mappare i suoni secondo una moltitudine di criteri e distribuirli su una mappa, con isole e continenti così come apparivano. E alla fine, abbiamo messo insieme 49 ore composte di 1.096 suoni. Il numero di esseri umani uccisi in guerra, statisticamente, nell’arco di 49 ore nel 2026. Sono grato per il sostegno del Vaticano e attendo con interesse il proseguimento di Sounds of Loss fino al 2031».

Nei giorni 20 e 21 settembre, il portale web Vatican News aprirà una finestra su Piazza San Pietro collegata all’audio di Sounds of Loss. Radio Vaticana dedicherà, all’interno dei suoi programmi e notiziari, spazi di approfondimento alla Giornata Internazionale della Pace e al progetto Sounds of Loss. Anche L’Osservatore Romano darà spazio all’iniziativa.

Contenuto del progetto

Al centro del progetto c’è la “trasmissione” di una serie di segnali sonori apparentemente casuali. I segnali sono 1.096 semplici suoni di clic o battiti registrati singolarmente. Sono concepiti e strutturati in base ai seguenti principi:

• Rappresentazione statistica: Ogni clic rappresenta una persona uccisa in guerra durante la Giornata Internazionale della Pace delle Nazioni Unite. Sulla base delle statistiche del 2026, che prevedono almeno 550 morti in guerra al giorno (una media di 22,92 morti all’ora), si verifica in media un clic ogni 2,62 minuti nell’arco delle 49 ore che compongono il periodo di riferimento globale.

• Tempistica irregolare: Anziché seguire un ritmo fisso e prevedibile, i clic si verificano a intervalli irregolari — a volte formando piccoli gruppi, interrompendosi nel silenzio o riprendendo in improvvise raffiche — per rispecchiare la natura dinamica e imprevedibile della guerra.

• Volume variabile: Il volume di ciascun clic varia: alcuni sono forti, altri deboli e altri ancora molto forti. Questa variazione deliberata riflette il modo in cui l’empatia umana e la copertura mediatica sono spesso sbilanciate a favore delle vittime che condividono culture, religioni o colori della pelle simili.

Data: L’intervento si svolge a livello globale il 21 settembre, Giornata Internazionale della Pace delle Nazioni Unite.
Durata globale: Si svolge nell’arco di 49 ore per comprendere l’intera giornata di calendario in tutti i fusi orari, con inizio a Kiribati (13 ore avanti rispetto al GMT) e conclusione a Baker Island (12 ore indietro rispetto al GMT).
Luoghi: La Cattedrale di St. John the Divine a New York City ha ufficialmente appoggiato l’iniziativa. Essa ospiterà e presenterà l’intervento audio Sounds of Loss in occasione della Giornata Internazionale della Pace delle Nazioni Unite. La cattedrale funge tradizionalmente da sede per il discorso del nuovo presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’intervento audio è previsto come sottofondo al discorso del
nuovo presidente il 20 settembre. L’iniziativa è sostenuta anche da un gran numero di luoghi di culto in tutto il mondo, tra cui la Cattedrale di
Santa Maria Matricolare a Verona.

[Fonte: Dicastero per la Cultura e l'Educazione; Foto: Vatican News]