Spadaro, “Leone XIV, un Papa americano al confine”

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Le dichiarazioni di Papa Leone XIV di fine luglio sulle sue radici americane e sulla crisi di Ceuta ridefiniscono il concetto stesso di migrazione: la stabilità senza giustizia diventa contenimento, la pace senza dignità più che silenzio a un checkpoint, e ogni confine una prova di chi una società è disposta a riconoscere. Padre Antonio Spadaro nel parla nella sua rubrica ‘Vatican Diary’ su Global Catholic.

Di p. Antonio Spadaro, da Global Catholic

Negli ultimi tre giorni di luglio, Papa Leone XIV ha offerto due modi di pensare al confine.

Il primo era di natura biografica. Il 29 luglio, parlando con la NBC, Leone – il primo Papa nato negli Stati Uniti – ha affermato di considerarsi “più come il Papa che per caso è americano”. Non si trattava tanto di una negazione quanto di un cambiamento di prospettiva.

Non stava rinnegando il suo Paese natale. Ha parlato con affetto delle sue promesse di libertà e opportunità e della sua lunga tradizione di accoglienza.

Ma, secondo Leone, l’America non è una parabola senza difetti. I suoi nonni erano immigrati; la famiglia di sua madre comprendeva sia schiavi che proprietari di schiavi.

L’America che porta con sé è fatta di arrivi ed esclusioni, ferite e promesse. Quell’eredità non è un elemento secondario nel suo modo di vedere la migrazione. È la lente attraverso cui la osserva.

Il secondo confine era letterale. Tre giorni dopo, all’Angelus, Leone si è rivolto a Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa nordafricana, una soglia tra Africa ed Europa.

“Seguo con preoccupazione la situazione allarmante a Ceuta”, ha detto, invocando la Madonna d’Africa affinché “si trovino soluzioni per la pace, la stabilità e la giustizia”.

La portata del fenomeno è stata impressionante. Il 30 luglio, decine di migliaia di persone, per lo più giovani marocchini, hanno raggiunto Ceuta via terra o a nuoto.

Il Ministero dell’Interno spagnolo ha stimato circa 72.000 ingressi, quasi pari alla popolazione dell’enclave, che conta 84.000 abitanti.

Nel giro di pochi giorni, circa 70.000 persone sono rientrate volontariamente o sono state rimandate in Marocco. Delle rimanenti, circa 1.000 sono minori non accompagnati, secondo il ministero. Il bilancio provvisorio delle vittime ha raggiunto quota 77.

L’ondata di arrivi era stata alimentata da messaggi virali che travisavano una sentenza del tribunale sulle garanzie dovute alle persone in arrivo via mare, presentandola come un annuncio di apertura del confine.

La prima reazione dell’Europa è stata di sospetto. Il 4 agosto, tuttavia, i ministri degli Interni dell’Unione Europea hanno dichiarato “piena solidarietà” alla Spagna.

L’Italia, nel frattempo, ha reintrodotto i controlli sui collegamenti aerei e marittimi con la Spagna per i viaggiatori extraeuropei, invocando la sicurezza nazionale e persino il terrorismo.

Ma la geografia non giustificava l’allarme: nessuno poteva viaggiare da Ceuta alla Spagna continentale senza passare per un controllo di polizia, e la Commissione Europea ha constatato che nessuno dei nuovi arrivati ​​aveva raggiunto il continente.

L’Italia si stava preparando per una rotta che, in pratica, non esisteva.

I tre sostantivi del Papa – pace, stabilità, giustizia – erano un linguaggio diplomatico familiare. La loro forza risiedeva nel suo rifiuto di separarli.

La stabilità senza giustizia può trasformarsi in contenimento; la pace senza dignità può essere poco più che silenzio a un posto di blocco. Il linguaggio amministrativo delle frontiere tende a ridurre le persone a numeri, flussi e rischi. Le parole di Leone hanno restituito alle persone la loro dignità.

La sua digressione sull’essere americano si inserisce perfettamente in questo contesto. Diventare Papa non ha cancellato le sue origini; gli ha dato un nuovo significato.

La storia americana offre a Leone un vocabolario di libertà e opportunità, nonché una testimonianza delle esclusioni che hanno accompagnato queste promesse. Una nazione costruita sulla migrazione può essere particolarmente incline a dimenticare questo fatto quando la migrazione si manifesta nel presente.

La consueta questione politica è se il Papa “difenda i migranti”.

La biografia di Leone pone una domanda più complessa: cosa cambia quando chi parla di frontiere sa che un confine attraversa la storia della propria famiglia?

A Ceuta, come in America, un confine è più del semplice limite di uno Stato. È un luogo in cui una società decide chi vuole vedere e quale versione del proprio passato è disposta a ricordare.

[Fonte: Global Catholic (nostra traduzione); Foto: Save the Children]