Torna minore deportato in Russia, Kiev ringrazia Zuppi. Telefonata all'inviato papale dal capo dell'Ufficio di Zelensky

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CITTÀ DEL VATICANO, 02 DIC - Il capo dell'Ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il cardinale Matteo Zuppi, inviato di papa Francesco per la missione di pace in Ucraina e in Russia. Nell'occasione Yermak ha ringraziato il card. Zuppi per la sua partecipazione diretta al processo del ritorno in patria del giovane ucraino Bohdan Yermokhin, già deportato in Russia. Lo riferisce su X l'Ambasciata ucraina presso la Santa Sede.

La notizia del ritorno in patria del giovane, originario di Mariupol e trasferito lo scorso anno in territorio russo dalle autorità di occupazione, quindi convocato per l'arruolamento nell'esercito di Mosca, era stata comunicata il 19 novembre sia dalle istituzioni ucraine che da quelle russe. La sua era una delle storie che avevano tenuto col fiato sospeso l'Ucraina, considerando anche che il ragazzo, che non aveva compiuto 17 anni quando nella città dell'acciaieria Azovstal infuriava la battaglia, rischiava di essere mandato a combattere contro i suoi connazionali.

Era stato affidato a una famiglia russa, e aveva anche tentato la fuga cercando di rientrare in Ucraina, fermato però alla frontiera. L'adolescente, rimasto senza genitori all'età di 8 anni e affidato alle istituzioni locali, era stato portato via da Mariupol insieme ad altri 30 minorenni. Le autorità russe avevano parlato di "ragazzi di strada" abbandonati dalle istituzioni ucraine e che l'esercito di Mosca "raccoglieva negli scantinati".

Rimpatriato oltre un anno dopo, Bohdan ha potuto riabbracciare la sorella Valeria: i due però non torneranno a Mariupol, rimasta sotto il controllo dei russi, e sarà trovata loro una sistemazione. Nell'occasione, annunciando la riconsegna del giovane alla sorella, la stessa commissaria russa ai diritti dell'infanzia, Maria Lvova-Belova, ha voluto ringraziare per la partecipazione al processo di ricongiungimento anche il cardinale Zuppi, con cui aveva avuto un colloquio a Mosca, e la diplomazia vaticana. Tra gli obiettivi della missione di pace e umanitaria del cardinale presidente della Cei, proprio quella di favorire il ritorno in patria dei minori ucraini deportati in Russia, e il "meccanismo" studiato in questo contesto, per ammissione stessa delle parti, sta cominciando a produrre risultati.

Ne ha parlato ieri ai media vaticani, alla vigilia del suo intervento per conto del Papa alla Cop28 di Dubai, anche il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. "I vari scambi di informazioni tra la parte ucraina e quella russa, tramite le Nunziature Apostoliche presenti nei due Paesi - ha spiegato -, hanno reso possibili accertamenti su decine di bambini. Un esito incoraggiante, raggiunto anche grazie all'interessamento esplicito della Santa Sede, come ha indicato l'Ufficio del Commissario presidenziale per i Diritti del bambino della Federazione Russa, è stato il rimpatrio di Bohdan Yermokhin, avvenuto la sera prima di compiere 18 anni". Inoltre, ha aggiunto Parolin, "il meccanismo avviato in seguito alla missione del card. Zuppi si sta perfezionando, promettendo risultati migliori. Speriamo che questo sforzo apra la strada al dialogo anche su altre questioni".

(Questo articolo è stato pubblicato oggi dall'ANSA; Foto: Ambasciata dell'Ucraina presso la Santa Sede)