
Ucraina: Zuppi, “tacciano le armi, basta bombardamenti, il dialogo apra la strada alla pace”

A Santa Maria in Trastevere veglia di preghiera per la pace, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, a quattro anni dall’inizio della guerra.
ROMA, 24 FEB – “Oggi ricordiamo l’inizio della guerra in Ucraina, il giorno in cui l’esercito russo invase il Paese: ‘una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità’, disse un anno fa papa Francesco. E la vergogna è aumentata. Una lunghissima notte di disperazione che attende il sole della pace, una Quaresima che attende la Pasqua, l’unica vittoria che tutti dobbiamo cercare”. Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, durante la veglia di preghiera per la pace in Ucraina a quattro anni dall’inizio della guerra, celebrata questa sera nella Basilica romana di Santa Maria in Trastevere. Zuppi, tra le tante sofferenze della popolazione ucraina, ha ricordato nell’omelia i bombardamenti sugli ospedali, la vicenda della donna che morì, insieme al figlio, mentre stava partorendo una bambina.
“La Chiesa, come ha chiesto il Papa, cerca solo che tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate il fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire la strada della pace”, ha affermato il cardinale, evocando il grido che sale dalla popolazione e dalle comunità locali per una “pace autentica, giusta e duratura”.
Ricordando gli incontri con alcune donne sfollate aiutate dalla Comunità di Sant’Egidio a Kyiv, il card. Zuppi ha aggiunto: “Ecco come questa nostra madre, che è la Comunità, costruisce la pace, cerca la giustizia vivendola, praticando le opere di misericordia verso i fratelli più piccoli di Gesù. E così comincia la pace”.
“Preghiamo perché i contatti crescano e si moltiplichino e le difficoltà siano superate con il concorso di tutti, anche finalmente dell’Europa, per la quale vale la domanda su quanto poco ancora abbiamo fatto per il dialogo e per la pace”, ha detto ancora.
Secondo Zuppi, “i conflitti non si risolvono con le armi, ma con il dialogo. Questa convinzione è l’unica via possibile che richiede uno sforzo di tutti. Quando si troverà la via santa della pace? Si estinguerà l’odio? Mentre il nostro tempo sembra essere diventato l’età dell’odio, dopo quattro anni di guerra con ancora maggior insistenza e convinzione chiediamo giustizia e con la preghiera bussiamo al mistero della storia perché venga la luce della pace”, ha concluso.
Presenti tra i fedeli alla liturgia nella Basilica, oltre al fondatore di Sant’Egidio Andrea Riccardi e al presidente Marco Impagliazzo, l’ambasciatore dell’Ucraina presso la Santa Sede Andrii Yurash.
[Questo articolo è stato pubblicato oggi dall’ANSA; Foto d’archivio]



