Zuppi, "la comunità internazionale prenda più sul serio le parole del Papa. Trovi il quadro possibile per negoziare"

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Il presidente della Cei ospite a Tv2000, "dialogare non significa non dire le cose".

Sui conflitti aperti in Ucraina e Medio Oriente “le parole del Papa sono chiare, inequivocabili, esigenti per tutti che dovrebbero essere prese più sul serio dalla Comunità internazionale”. Lo ha detto il presidente della Cei, il card. Matteo Zuppi, a Tv2000 ospite del programma ‘Di Bella sul 28’ condotto da Antonio Di Bella.

“La Santa Sede – ha spiegato il card. Zuppi - ha un’attività di persuasione, convinzione, convincimento, ascolto e la capacità di mettere in contatto. È quello che il Papa vuole per l’Ucraina. Non c’è un piano di pace ma una grande preoccupazione. Bisogna fare tutto il possibile e spingere verso una preoccupazione convergente della Comunità internazionale. In diversi modi la Comunità internazionale trovi il quadro possibile per negoziare”.  

“Dialogare non significa non dire le cose – ha aggiunto il card. Zuppi a Tv2000 -, anzi è il vero modo con cui si possono dire le cose e anche capirle”.

Il presidente della Cei ha inoltre ricordato David Sassoli sottolineando che avrebbe voluto oggi “un’Europa più forte, più attiva e più capace di spendere quel patrimonio di valore e anima per cui i conflitti si risolvono ristabilendo il diritto ma con un negoziato e non con le armi”.

(Photo Credits: Tv2000)