ActionAid, "migliaia di persone al valico di Rafah, appello per l'apertura"

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Le segnalazioni provenienti dal valico di Rafah, situato tra Gaza e l'Egitto, indicano che i rifornimenti umanitari provenienti dal Marocco e dall'Egitto non riescono a raggiungere coloro che ne hanno più bisogno. La popolazione di Gaza è sull'orlo di una catastrofe umanitaria e ha un disperato bisogno di cibo e acqua per sopravvivere. 

ActionAid chiede l'immediata revoca dell'ordine di evacuazione e la garanzia della piena protezione e sicurezza dei civili nel rispetto del diritto internazionale. 

La chiusura del valico di Rafah, attualmente l'unico passaggio fuori da Gaza per milioni di persone, esclude la popolazione di Gaza da un'assistenza umanitaria indispensabile e da qualsiasi possibilità di rispettare gli ordini di evacuazione. Donne, bambini, anziani e feriti hanno bisogno di cibo e acqua a Gaza urgentemente. Dal momento che l'acqua a Gaza è sempre più scarsa e sta finendo, supplichiamo il governo egiziano di aprire il valico di Rafah per consentire il raggiungimento di forniture salvavita a coloro che ne hanno disperatamente bisogno. 

La popolazione di Gaza sta affrontando circostanze disperate, le famiglie stanno facendo a meno dei pasti e la mancanza di acqua pulita rappresenta un grave rischio per la salute della popolazione estremamente vulnerabile. La vita di numerose persone, tra cui donne, bambini e persone con disabilità, è in bilico. Si profila una catastrofe umanitaria, e la comunità internazionale deve unirsi per evitarla. È necessaria un'azione immediata per fornire assistenza essenziale alla popolazione di Gaza e per alleviare le loro sofferenze in questo momento critico.

Intanto 22 ospedali nella Striscia di Gaza hanno ricevuto l’ordine di evacuazione dalle forze militari israeliane, ma per molte persone rimangono l'unico luogo sicuro dove rifugiarsi. Attualmente, 35.000 persone si stanno rifugiando nell'ospedale più grande di Gaza, Al-Shifa. 

Bisan Odehis, 24 anni, giovane attivista di ActionAid Palestina, racconta in una video testimonianza dall’esterno dell’ospedale Al-Shifa: "Sorprendentemente siamo ancora vivi. Prima di diventare un rifugio, questo era uno degli ospedali più importanti e più grandi della Striscia di Gaza. Le condizioni qui sono miserabili. Siamo senza acqua, senza cibo, senza igiene. Le persone dormono e giacciono per terra, nei corridoi e ovunque all'interno dell'ospedale". 

Secondo ActionAid, "l'evacuazione forzata degli ospedali non è solo una violazione del diritto internazionale, ma rappresenta anche una grave offesa all'umanità, con così tante persone ferite e già sofferenti, che necessitano di trattamenti e cure urgenti. Queste azioni aggravano ulteriormente la già disperata situazione umanitaria e mettono a grave rischio la vita dei pazienti e dei professionisti medici impegnati a curarli". 

"La comunità internazionale deve unirsi per richiedere la revoca degli ordini di evacuazione e garantire la protezione delle strutture sanitarie e dei lavoratori della sanità in questo momento senza precedenti", aggiunge. 

ActionAid continua a chiedere un cessate il fuoco e la fine di questo ciclo di ripetuto di escalation di violenze. "Chiediamo anche la creazione di un corridoio umanitario sicuro per fornire assistenza e medicinali e per la protezione delle infrastrutture civili e dei civili". 

"Gli ospedali, le scuole, le strutture umanitarie e i rifugi devono essere protetti dai combattimenti e non dovrebbero essere né occupati dai combattenti né deliberatamente presi di mira", conclude.

(Foto: Vatican News)