Caritas Italiana dalla Terra Santa: nuovi impegni accanto a bambini e famiglie

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Conclusa la missione del direttore don Marco Pagniello. Rafforzata la collaborazione con Caritas Gerusalemme per gli interventi sanitari e il sostegno alle comunità.

Gerusalemme, 15 luglio 2026 – Sostenere le attività rivolte a bambini e ragazzi, rafforzare gli interventi per la tutela della salute e continuare a tenere alta l’attenzione sulla Terra Santa. Sono alcuni degli impegni con cui si conclude la missione di Caritas Italiana a Gerusalemme e Betlemme, dal 13 al 15 luglio 2026.

Tre giorni di incontri e visite ai progetti, durante i quali il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, e una delegazione dell’organismo pastorale della CEI hanno incontrato Caritas Gerusalemme, operatori, famiglie e comunità locali, in un territorio profondamente segnato dal conflitto e da una prolungata situazione di instabilità.

“Abbiamo incontrato una Caritas capace di costruire i propri interventi a partire dai bisogni dei poveri e, proprio per questo, di accogliere tutti, senza distinzioni”, sottolinea don Pagniello. “Torniamo in Italia con alcuni impegni concreti e con la responsabilità di continuare a essere vicini a queste comunità per contribuire a tenere alta l’attenzione sulla Terra Santa. Non possiamo abituarci alla guerra e alla sofferenza delle persone”.

Nuovi impegni dopo la missione

Nel confronto conclusivo con Caritas Gerusalemme sono state individuate alcune prospettive di lavoro per i prossimi mesi. Tra queste, il sostegno alle attività estive promosse dalle parrocchie per bambini e ragazzi, per offrire occasioni di incontro e socialità e accompagnare le famiglie in una quotidianità resa sempre più difficile dal conflitto.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alla salute, rafforzando il sostegno agli interventi di prevenzione e assistenza sanitaria rivolti alle persone più vulnerabili.

La missione ha inoltre confermato la volontà di consolidare la collaborazione tra Caritas Italiana e Caritas Gerusalemme nella risposta alle emergenze e nell’accompagnamento delle comunità locali, con un’attenzione particolare anche alla presenza delle comunità cristiane e alla loro possibilità di continuare a vivere e testimoniare la fede in Terra Santa.

In questa prospettiva si inserisce anche PeaceMed, il programma promosso da Caritas Italiana per rafforzare una rete di operatori e organizzazioni impegnati nella costruzione della pace nel Mediterraneo. 

Un impegno che passa anche dalla comunicazione. Caritas Italiana e Caritas Gerusalemme intendono rafforzare il lavoro comune per raccontare quanto accade, coinvolgere le comunità italiane e continuare a essere “coscienza critica” nella società.

Accanto alle persone, nei luoghi della vita quotidiana

Nel corso della missione, la delegazione ha visitato alcuni degli interventi realizzati da Caritas Gerusalemme e sostenuti da Caritas Italiana.

A Betlemme ha partecipato a un Medical Day, una giornata di prevenzione e assistenza sanitaria dedicata in particolare a mamme e bambini, e ha incontrato alcune famiglie beneficiarie di microprogetti. Esperienze che mostrano come interventi costruiti a partire dai bisogni delle persone possano offrire risposte concrete e accompagnare percorsi di autonomia.

La delegazione ha inoltre partecipato all’inaugurazione del nuovo Centro socio-pastorale di Caritas Gerusalemme a Betlemme. La struttura ospita spazi per le attività con i giovani, un centro di ascolto e la sede operativa dello staff, con una particolare attenzione al coordinamento dei progetti attivi a Gaza. È prevista anche la realizzazione di una foresteria per studenti, persone in situazione di bisogno, pellegrini e volontari.

A Gerusalemme, gli incontri con il Console Generale d’Italia, S.E. Domenico Bellato, e con Mirko Tricoli, responsabile dell’Ufficio locale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), hanno permesso di condividere il quadro della situazione e degli interventi portati avanti sul territorio.

Pizzaballa: “Le opere Caritas sono presìdi di presenza e di vita”

Tra i momenti della missione, l’incontro con il card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, che ha richiamato il ruolo della Chiesa e della Caritas in un contesto nel quale le emergenze sono diventate purtroppo pane quotidiano.

“Quelli di Caritas sono presìdi molto importanti per il territorio, in un contesto dove il rifiuto e l’abbandono sono realtà diffuse”, ha sottolineato il Patriarca. “Queste opere di presenza e di vita esprimono quello che è il nostro modo di essere Chiesa qui: una Chiesa che ha le porte aperte per tutti e dove tutti possono sentirsi a casa”.

Dal Patriarca anche un invito alle comunità italiane: “Venite in Terra Santa. Il pellegrinaggio è una forma di sostegno reale, perché la gente possa tornare a vivere del proprio lavoro”.

“Continua il nostro cammino di fraternità con la Chiesa di Gerusalemme”, conclude don Pagniello. “Una Chiesa che, anche attraverso gesti concreti, continua a farsi vicina alle persone e alle comunità. Caritas Italiana sostiene numerosi interventi, in particolare supportando l’assistenza umanitaria, attività di tutela della salute, microprogetti capaci di accompagnare le famiglie e offrire loro nuove possibilità di autonomia e di futuro e percorsi di riconciliazione, per costruire la pace. Continueremo a essere vicini a questa terra, nel segno di quell’amicizia sociale e di quella fraternità che rende la Chiesa, in ogni parte del mondo, una sola Chiesa”.

[Foto: Caritas Italiana]