Cisgiordania: il parroco di Taybeh, “crediamo ancora che la speranza non venga mai meno, nonostante gli attacchi”

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Padre Bashar Fawadleh, parroco di Cristo Redentore a Taybeh, in Palestina, ha accolto il gruppo internazionale di vescovi del Coordinamento per la Terra Santa nell’unica città completamente cristiana della Cisgiordania per la messa domenicale del 18 gennaio. I presuli della Holy Land Co-ordination anno fatto tappa a Taybeh nel corso della loro visita annuale in Terra Santa, che quest’anno si è svolta da sabato 17 a mercoledì 21 gennaio.

Negli ultimi 12 mesi la pressione sulla comunità cattolica latina è aumentata, in particolare nel giugno 2025, quando gli attacchi dei coloni e l’aumento dei posti di blocco hanno portato a un netto deterioramento della qualità della vita per i cristiani e i loro vicini. Ulivi sono stati distrutti, automobili sono state date alle fiamme nella violenza incontrollata dalle autorità.

“Stiamo affrontando una situazione molto brutta perché siamo palestinesi”, afferma padre Bashar. “Qui stanno iniziando a occupare più terra, facendo pascolare mucche e pecore sui nostri terreni e dando fuoco anche alle auto”. “Danno fuoco anche dietro le rovine della chiesa di San Giorgio El Khader. Questa chiesa risale al V secolo”.

I vescovi hanno celebrato la messa con la comunità locale, incontrando famiglie cristiane e ascoltando in prima persona le loro difficoltà. Padre Bashar spiega che la comunità è resiliente, ma è anche messa alla prova dal fatto che il suo numero diminuisce man mano che le persone si allontanano.

“Stiamo ‘sanguinando’ a causa della migrazione perché la gente ha paura – molte persone pensano al loro futuro – al futuro dei loro figli. Non abbiamo l’opportunità di sostenere la nostra gente e di fermare tutti questi attacchi. Ma ringraziamo tutte le persone, tutte le missioni diplomatiche, tutte le chiese, tutti i capi delle chiese che ci danno ancora tanto amore, tanto sostegno, tanto incoraggiamento e tanta solidarietà. Abbiamo ancora bisogno di questa solidarietà e di questo incoraggiamento per rimanere in questa terra. Le chiese esistono ancora, in tutte le dimensioni della vita delle persone qui a Taybeh e ovunque. Siamo qui perché siamo Chiesa, e la Chiesa ha continuato la sua presenza con impegno e resilienza”, afferma il parroco.

[Fonte: Holy Land Co-ordination; Foto: Catholic Bishops’ Conference of England and Wales/Marcin Mazur]