
Cisgiordania: nove Stati tra cui l’Italia, “il governo israeliano ponga fine all’espansione degli insediamenti”

Pubblichiamo la Dichiarazione congiunta dei leader dell’E4 (Francia, Germania, Regno Unito e Italia) più Canada, Australia, Nuova Zelanda, Norvegia e Paesi Bassi sulla situazione in Cisgiordania. “La violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti”, “gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali” e “dividere in due la West Bank costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale”. Ribadita la “soluzione negoziata a due Stati”.
Negli ultimi mesi, la situazione in Cisgiordania è peggiorata significativamente. La violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti. Le politiche e le pratiche del governo israeliano, incluso un ulteriore consolidamento del controllo israeliano, stanno minando la stabilità e le prospettive di una soluzione a due Stati.
Il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. I progetti di costruzione nell’area E1 non farebbero eccezione.
Lo sviluppo dell’insediamento E1 dividerebbe in due la Cisgiordania e costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale.
Le imprese non dovrebbero partecipare alle gare d’appalto per la costruzione di insediamenti nell’area E1 o in altri insediamenti. Dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali derivanti dalla partecipazione alla costruzione di insediamenti, incluso il rischio di essere coinvolte in gravi violazioni del diritto internazionale.
Chiediamo al governo israeliano di porre fine all’espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi, di garantire la responsabilità per la violenza dei coloni e di indagare sulle accuse contro le forze israeliane, di rispettare la custodia hashemita sui Luoghi Santi di Gerusalemme e gli accordi storici sullo status quo, e di revocare le restrizioni finanziarie all’Autorità Palestinese e all’economia palestinese. Ci opponiamo fermamente a coloro, compresi membri del governo israeliano, che sostengono l’annessione e lo sfollamento forzato della popolazione palestinese.
Riaffermiamo il nostro incrollabile impegno per una pace globale, giusta e duratura, basata su una soluzione negoziata a due Stati, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivano fianco a fianco in pace e sicurezza entro confini sicuri e riconosciuti.
[Fonte: governo.it; Foto: perlapace.it]



