
Gaza: bombe sulla tregua

Tra nuovi raid israeliani e un cessate il fuoco sempre più fragile: a quasi un mese dagli accordi di Sharm El-Sheikh la tregua mediata dagli Stati Uniti rischia di trasformarsi in un’illusione di pace. Il punto di Alessia De Luca per l’ISPI.
Alle 9 di ieri mattina Israele ha annunciato il ripristino del cessate il fuoco, ma a Gaza la pace resta una chimera: aumenta di ora in ora, infatti, il bilancio dei bombardamenti che le forze armate israeliane hanno lanciato sulla Striscia e che fanno temere una ripresa dei combattimenti su larga scala. Secondo il ministero della Salute dell’enclave, gli attacchi – tra i più sanguinosi dall’inizio del conflitto – avrebbero colpito contemporaneamente le località di Gaza City e Beit Lahia nel nord, i campi profughi di al Bureij e Nuseirat nel centro, e Khan Younis nel sud. I residenti hanno riferito di colonne di lapilli e fumo che hanno saturato l’aria nelle zone circostanti, quando gli ordigni hanno colpito gli edifici residenziali. In una nota, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato di aver ordinato alle Idf di effettuare “violenti attacchi” in risposta a presunte violazioni del cessate il fuoco da parte di Hamas. “Hamas pagherà molto di più per aver attaccato i soldati e per aver violato l’accordo di restituzione degli ostaggi caduti”, ha avvertito il ministro della Difesa Israel Katz. Mercoledì mattina, le Idf avevano annunciato che un soldato riservista, il sergente maggiore Yona Efraim Feldbaum, era stato ucciso nella città meridionale di Rafah. Hamas ha negato che i suoi combattenti abbiano attaccato le truppe israeliane e accusato a sua volta Israele di “una palese violazione degli accordi”. Il gruppo armato palestinese ha dichiarato anche che rinvierà la restituzione del corpo di un ostaggio che avrebbe dovuto essere riconsegnato questa sera.
Gli Stati Uniti frenano?
Mentre Gaza City era illuminata dai bagliori delle esplosioni, Netanyahu ha annunciato la decisione di ampliare il territorio sotto controllo israeliano oltre il 53% della Striscia che le IDF controllano attualmente. Secondo l’emittente pubblica Kan, l’iniziativa – e con ogni probabilità anche i raid notturni – sarebbe stata coordinata con l’amministrazione americana. Gli Stati Uniti tuttavia hanno minimizzato le preoccupazioni circa la possibilità di una ripresa delle ostilità su vasta scala. Da Washington, il vicepresidente J.D. Vance ha tentato di smorzare i toni: “Il cessate il fuoco sta tenendo. Credo che la pace resisterà nonostante le scaramucce”. Anche Donald Trump, mentre era a bordo dell’Air Force One, ha detto ai giornalisti: “A quanto ho capito, hanno eliminato e ucciso un soldato israeliano. Quindi gli israeliani hanno reagito, come è giusto e dovrebbero farlo. Niente metterà a repentaglio il cessate il fuoco.- Bisogna capire che Hamas è una parte molto piccola della pace in Medio Oriente, e deve comportarsi bene”. Ma le sue parole, alla luce delle nuove operazioni militari, appaiono del tutto scollegate dalla realtà sul terreno.
Cosa resta del piano di Trump?
L’accordo di cessate il fuoco mediato da Stati Uniti, Egitto, Qatar e Turchia dovrebbe attuare la prima fase del piano di pace per Gaza in 20 punti di Trump. Secondo i termini dell’accordo, Hamas avrebbe dovuto rilasciare tutti i 48 ostaggi rimasti in suo possesso, 20 dei quali vivi, entro tre giorni dall’entrata in vigore della tregua, il 10 ottobre. Sebbene gli ostaggi viventi siano stati liberati, finora il gruppo ha restituito solo 15 corpi, mentre 13 mancano ancora all’appello. Le autorità israeliane ritengono che Hamas stia deliberatamente ritardando la restituzione dei resti degli ostaggi, un’affermazione che il gruppo ha definito “infondata”. Il capo negoziatore di Hamas, Khalil al-Hayya, ha affermato che il gruppo ha consegnato tutti gli ostaggi che ha potuto individuare e che i corpi mancanti potevano essere identificati solo da membri dell’organizzazione morti in guerra. Egitto e Turchia si sono offerti di contribuire alle ricerche inviando nella Striscia squadre specializzate per aiutare nella ricerca. Tutti gli ostaggi morti a Gaza facevano parte delle 251 persone rapite durante l’attacco sferrato da Hamas il 7 ottobre 2023, durante il quale furono uccise circa altre 1100 persone. Israele ha risposto lanciando una campagna militare sulla Striscia nella quale sono state uccise almeno 68mila persone, la maggior parte delle quali donne e bambini.
Scommessa rischiosa?
A quasi un mese dalla firma degli Accordi di pace di Sharm el Sheikh, da entrambe le parti la speranza alimentata dalla tregua sta svanendo. Con il ritorno delle violenze, tra le strade di Gaza è tornato a diffondersi il panico e i prezzi dei generi alimentari, tornati ad affluire nella Striscia seppur in minime quantità, hanno subito una fiammata. L’impressione è che col passare dei giorni i nodi di un accordo imposto più che mediato dagli Stati Uniti stiano venendo al pettine. I ministri estremisti del governo israeliano hanno ripreso a soffiare sul fuoco, esortando il premier a “finire il lavoro”. E finché Hamas non sarà disarmato, nessun Paese sembra ansioso di impegnare fondi per la Striscia su cui pesa un’enorme incognita. Nel frattempo, gli americani temono che Israele sarebbe incline a far saltare l’accordo di cessate il fuoco. Ma, come promesso in un incontro con i funzionari di Hamas, Trump ha garantito agli stati arabi che ciò non accadrà. Se e come riuscirà a mantenere la parola data potrebbe rivelarsi la scommessa più importante e rischiosa che ha fatto sino ad ora.
Il commento di Valeria Talbot, Head ISPI MENA Centre
“I bombardamenti israeliani su Gaza hanno messo in evidenza tutte le fragilità del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, la perdurante e profonda distanza tra le parti nonché le difficoltà di implementare un accordo vago come il piano in venti punti di Donald Trump. Tuttavia, per quanto imperfetta, è a oggi l’unica opzione sul tavolo. E in questa fase serve tutto l’impegno e la pressione dell’amministrazione americana e dei paesi della regione perché non si ritorni a una ripresa delle ostilità”.
[Fonte: ISPI; Foto: Oneindia]



