Gaza: Preti contro il genocidio, “la Santa Sede eviti di entrare nel Board of Peace”

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Lettera aperta al cardinale Parolin. “La ricostruzione di Gaza non può diventare un affare’.

Roma, 27 gennaio 2026 — La rete internazionale “Preti contro il genocidio” rende pubblica oggi una lettera aperta indirizzata al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità, nella quale chiede che la Santa Sede eviti di aderire alla proposta di entrare a far parte del cosiddetto “Board of Peace”.

La lettera nasce da un discernimento pastorale e spirituale maturato nell’ascolto del dolore delle vittime, nella prossimità alle comunità colpite e nella convinzione che la parola “pace” debba restare inseparabile da verità, giustizia e dignità umana.

Nel testo, la rete esprime la propria preoccupazione per il rischio che un organismo presentato come piattaforma di pace possa, in concreto, essere percepito come cornice non inclusiva e come strumento che non garantisce la piena voce dei diretti interessati. La rete richiama inoltre l’importanza di non indebolire i luoghi riconosciuti del diritto internazionale e di custodire la libertà profetica della Chiesa, perché essa resti credibile agli occhi di chi soffre.

«La ricostruzione di Gaza — si legge nella lettera — non può diventare un “affare”: è riparazione umana e morale. La Chiesa, per fedeltà al Vangelo, è chiamata a stare dalla parte dei piccoli, a promuovere processi trasparenti e inclusivi, e a non lasciarsi associare a logiche di potere o di interesse».

La rete “Preti contro il genocidio” sottolinea che la lettera non intende assumere toni “politici”, ma propone un appello diplomatico e religioso, animato da uno spirito di comunione ecclesiale e sinodale. «Chiediamo — afferma la rete — che la Santa Sede continui a essere voce morale libera, promotrice di tutela dei civili, accesso umanitario, ascolto reale dei popoli coinvolti e percorsi di giustizia capaci di generare riconciliazione autentica».

Il comunicato accompagna la pubblicazione della lettera con un invito “alla preghiera e al discernimento”, affinché “le scelte della Santa Sede siano sempre riconoscibili come vie evangeliche: una pace che non esclude, non umilia e non dimentica le vittime”.

[Foto: Vatican News]