I capi delle Chiese di Gerusalemme contro il ‘sionismo cristiano’: “ferisce l’unità dei fedeli e nuoce alla nostra presenza in Medio Oriente”

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GERUSALEMME – I Patriarchi e i Capi delle Chiese di Gerusalemme hanno diffuso una dichiarazione
“sull’unità e sulla rappresentanza delle comunità cristiane in Terra Santa”.

“I Patriarchi e i Capi delle Chiese in Terra Santa affermano, davanti ai fedeli e davanti al mondo, che il gregge di Cristo in questa terra è affidato alle Chiese apostoliche, che nel corso dei secoli hanno svolto il loro sacro ministero con incrollabile dedizione”, vi si legge.

“Le recenti attività intraprese da individui locali che promuovono ideologie dannose, come il sionismo cristiano, traggono in inganno l’opinione pubblica, seminano confusione e danneggiano l’unità del nostro gregge – prosegue la dichiarazione -. Tali iniziative hanno trovato il favore di alcuni attori politici in Israele e altrove, i quali cercano di promuovere un’agenda politica che potrebbe nuocere alla presenza cristiana in Terra Santa e nel più ampio Medio Oriente”.

I capi delle Chiese di Gerusalemme ricordano ce la Sacra Scrittura ci insegna che “noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, membra gli uni degli altri” (Romani 12,5). “Rivendicare un’autorità al di fuori della comunione della Chiesa significa ferire l’unità dei fedeli e gravare la missione pastorale affidata alle Chiese storiche proprio nella terra in cui il nostro Signore ha vissuto, insegnato, sofferto ed è risorto dai morti”, avvertono.

I Patriarchi e i Capi delle Chiese “rilevano inoltre con preoccupazione che tali individui siano stati accolti a livelli ufficiali sia a livello locale sia internazionale. Tali azioni costituiscono un’ingerenza nella vita interna delle Chiese e ignorano la responsabilità pastorale affidata ai Patriarchi e ai Capi delle Chiese di Gerusalemme”.

I Patriarchi e i Capi delle Chiese di Gerusalemme ribadiscono quindi che “essi soli rappresentano le Chiese e il loro gregge nelle questioni riguardanti la vita religiosa, comunitaria e pastorale cristiana in Terra Santa”.

“Possa il Signore, Pastore e Custode delle anime, concedere saggezza per la protezione del suo popolo e per la salvaguardia della sua testimonianza in questa terra sacra”, conclude la dichiarazione.

Il sionismo cristiano è una corrente di pensiero cristiana che ritiene il ritorno degli ebrei nella Terra Santa e la fondazione dello Stato di Israele nel 1948 segno del compimento delle profezie bibliche.

Il sionismo cristiano, come dottrina teologica, non implica necessariamente simpatia per gli ebrei come popolo o per l’ebraismo come religione. Poiché il testo biblico è pieno di riferimenti a Israele, è abituale per i sionisti cristiani richiamare le radici ebraiche della cristianità e promuovere l’uso di termini tratti dalla tradizione ebraica all’interno delle loro pratiche religiose. Tuttavia i sionisti cristiani ritengono che al compiersi delle profezie, un numero rilevante di ebrei accetterà Gesù come il loro messia e che negli ultimi giorni gli ebrei messianici praticheranno una qualche forma di cristianesimo ebraico.

Già Il 22 agosto del 2006 i capi di alcune Chiese cristiane di Terra Santa – fra cui l’allora patriarca latino mons. Michel Sabbah – sottoscrissero una dichiarazione comune che respingeva con fermezza le posizioni ideologiche e le ricadute politiche del sionismo cristiano.

In estrema sintesi, il cristianesimo sionista è un fenomeno antico: ve ne sono tracce nel protestantesimo integralista di quattro secoli fa. Oggi, però, è un movimento in crescita che si radica soprattutto nelle Chiese evangelico-protestanti più estremiste degli Stati Uniti. Gode di una notevole disponibilità di denaro e conquista un numero sempre maggiore di adepti.

Ogni anno, a settembre, cristiani sionisti di tutto il mondo convergono a Gerusalemme in occasione della festività ebraica delle Capanne (Succoth). Dal 1980 dispongono di una base operativa che porta il nome di Ambasciata cristiana internazionale di Gerusalemme. Il risvolto politico delle loro posizioni teologiche è un totale appoggio allo Stato di Israele, la cui piena affermazione sul territorio della Palestina biblica viene vista come passaggio necessario per l’avverarsi delle profezie dell’Antico Testamento e l’avvento definitivo del Regno di Dio.

Circa la rilevanza del sionismo cristiano come movimento religioso negli Stati Uniti è talora citato l’asserito successo dei romanzi della serie Left Behind scritti dal predicatore Tim LaHaye e da Jerry B. Jenkins che hanno raggiunto i primi posti nella classifica dei best seller del New York Times.

[Foto: Latin Patriarchate of Jerusalem]