Il Papa in Libano, “il santuario mariano di Harissa luogo d’incontro fra cristiani e musulmani”

Condividi l'articolo sui canali social

Il rettore del seminario di Beirut a Maria con te, “crocevia di pace e di fraternità”.

BEIRUT – “La tappa di Harissa non sarà soltanto una visita di preghiera. Il Papa verrà al santuario di Nostra Signora del Libano per un grande incontro con il clero, i religiosi, i seminaristi e anche con diversi operatori pastorali e responsabili di nuove realtà ecclesiali libanesi. Sarà un momento di comunione di grande rilievo”. Così don Guillaume Bruté de Rémur, rettore del seminario Redemptoris Mater di Beirut, sul numero in edicola di Maria con te, settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, commenta l’attesa della comunità cristiana per l’arrivo di Leone XIV, che domani, 1° dicembre, andrà al santuario dedicato alla Patrona del Libano durante il suo primo viaggio apostolico.

“Prima di salire ad Harissa, il Papa visiterà il monastero di San Charbel, ad Annaya, e da lì si recherà al tempio mariano su cui svetta una grande statua della Vergine che ‘domina’ il golfo di Jounieh. Questo santuario occupa un posto speciale nel cuore dei libanesi: è sorprendente constatare come qui s’incontrino spesso fedeli cristiani e islamici. Non di rado, si vedono donne musulmane velate, famiglie sciite provenienti non solo dal Libano, ma anche dall’Iraq e dall’Iran, salire in pellegrinaggio per pregare ai piedi del simulacro di Maria”.

“Per l’islam, Lei è la Donna pura per eccellenza, Colei che concepisce miracolosamente il Figlio per opera dello Spirito, dopo l’annuncio dell’angelo Gabriele, lo stesso che, secondo la tradizione musulmana, avrebbe parlato anche a Maometto – prosegue -. Questo terreno comune ha offerto, negli anni, uno spazio di pace e fraternità fra credenti di entrambe le confessioni. Un segno concreto di questa comunione spirituale, per esempio, è arrivato il 18 febbraio 2010, quando il Consiglio dei ministri libanese ha decretato che il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, diventasse festa nazionale comune a cristiani e musulmani. Un’iniziativa nata dall’intuizione che la Madonna rappresenta un “denominatore comune” tra le due religioni. Attorno alla sua figura materna, il popolo libanese riscopre la propria vocazione alla convivenza e alla pace, ricordando che tutti sono figli della stessa misericordia di Dio”.

Nonostante la solennità e l’emozione per questa visita apostolica tanto attesa, non è la prima volta che il Libano accoglie un Pontefice ad Harissa: “Prima di Leone XIV, altri due Papi sono venuti qui. Nel maggio 1997, san Giovanni Paolo II firmò l’esortazione apostolica ‘Una speranza nuova per il Libano’. Quindici anni più tardi, il 14 settembre 2012, anche Benedetto XVI scelse Harissa come tappa centrale del suo viaggio apostolico. E anch’egli firmò, nella basilica di San Paolo, attigua al santuario mariano, il documento ‘Ecclesia in Medio Oriente’, spiegando che ‘la felice convivenza dell’islam e del cristianesimo, due religioni che hanno contribuito a plasmare grandi culture, è ciò che dà originalità alla vita sociale, politica e religiosa del Libano'”.

[Foto: Vatican News]