
Il Papa, “l’accordo sul processo di pace a Gaza scintilla di speranza in Terra Santa”

“Si prosegua con coraggio il percorso tracciato, verso una pace giusta, duratura e rispettosa delle aspirazione di israeliani e palestinesi”, ha incoraggiato Leone XIV all’Angelus. Appello anche per l’Ucraina: “mettere fine a violenza e distruzione, aprirsi al dialogo e alla pace”.
CITTA’ DEL VATICANO, 12 OTT – Un deciso incoraggiamento affinché l’accordo tra Israele e Hamas per il cessate il fuoco a Gaza possa portare verso una “pace giusta e duratura”. Lo ha pronunciato papa Leone XIV all’Angelus in Piazza San Pietro, al termine della messa presieduta sul sagrato vaticano in occasione del Giubileo della Spiritualità mariana.
“Negli ultimi giorni, l’accordo sull’inizio del processo di pace ha regalato una scintilla di speranza in Terra Santa – detto il Pontefice -. Incoraggio le parti coinvolte a proseguire con coraggio il percorso tracciato, verso una pace giusta, duratura e rispettosa delle legittime aspirazioni del popolo israeliano e del popolo palestinese”.
“Due anni di conflitto hanno lasciato ovunque morte e macerie, soprattutto nel cuore di chi ha perso brutalmente i figli, i genitori, gli amici, ogni cosa – ha ricordato Leone XIV -. Con tutta la Chiesa sono vicino al vostro immenso dolore”. “Oggi soprattutto a voi è rivolta la carezza del Signore, la certezza che, anche nel buio più nero, Egli resta sempre con noi: ‘Dilexi te – Ti ho amato'”, ha ricordato citando il titolo della sua esortazione apostolica, appena pubblicata e dedicata all’amore per i poveri.
“A Dio, unica Pace dell’umanità – ha aggiunto il Papa -, chiediamo di guarire tutte le ferite e di aiutare con la sua grazia a compiere ciò che umanamente ora sembra impossibile: riscoprire che l’altro non è un nemico, ma un fratello a cui guardare, perdonare, offrire la speranza della riconciliazione”.
Papa Prevost ha detto invece di seguire “con dolore” le notizie “dei nuovi, violenti attacchi che hanno colpito diverse città e infrastrutture civili in Ucraina, provocando la morte di persone innocenti, tra cui bambini, e lasciando moltissime famiglie senza elettricità e riscaldamento”. “Il mio cuore si unisce alla sofferenza della popolazione, che da anni vive nell’angoscia e nella privazione. Rinnovo l’appello a mettere fine alla violenza, a fermare la distruzione, ad aprirsi al dialogo e alla pace!”, ha aggiunto.
Il Pontefice si è quindi detto “vicino al caro popolo peruviano in questo momento di transizione politica”. “Prego affinché il Perù possa continuare nella via della riconciliazione, del dialogo e dell’unità nazionale”, ha affermato.
Infine, ha ricordato che “oggi in Italia si ricordano le vittime degli incidenti sul lavoro: preghiamo per loro e per la sicurezza di tutti i lavoratori”, ha concluso.
Parolin, “per ebrei e palestinesi due Stati per due popoli”
Intanto, intervenendo ieri ad Assisi, dove ha presieduto la messa nella ricorrenza di San Carlo Acutis, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha detto che “continuiamo a ritenere che quella dei due Stati per due popoli sia la formula che può aiutare a risolvere i problemi e i rapporti tra ebrei e palestinesi ed è perfettamente in linea con quando noi abbiamo sempre chiesto”. Parolin ha sottolineato che “non ci sarà la vera pace senza che sia fatta giustizia per tutti i popoli”, perché “come ha sempre detto la Chiesa, a fondamento della pace deve esserci la giustizia”.
[Foto: Vatican Media]



