
Iran: i genitori delle vittime di Minab scrivono al Papa, “il suo appello a deporre le armi venga ascoltato”

Un gruppo di genitori in lutto per i 168 alunni della città iraniana di Minab rimasti vittime il 28 febbraio scorso nella scuola elementare Shajarah Tayyebeh, distrutta da bombe americane nel quadro del conflitto in corso, hanno inviato una lettera a papa Leone XIV. La lettera è stata condivisa ieri sera via social media da Alireza Akbari, un giornalista iraniano di PressTV che in queste settimane ha pubblicato numerose notizie sulle vittime di Minab. Tra Cielo e Terra la pubblica integralmente in una propria traduzione.
Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso,
Sua Eccellenza Papa Leone XIV, stimato capo dei Cattolici del Mondo,
Le scriviamo questa lettera con mani tremanti e un cuore colmo di dolore, dalle ceneri e dalle rovine delle scuole della città di Minab, nel sud dell’Iran. Siamo i padri e le madri di 168 bambini che, in questi giorni, invece di abbracciare i corpi caldi dei nostri figli, stringiamo al petto le loro borse bruciate e i quaderni insanguinati; bambini innocenti il cui unico crimine è stato quello di sorridere in classe, ma questo crimine, istigato e sostenuto da guerrafondai illogici, si è abbattuto sulle teste dei nostri figli innocenti.
Santità,
Nei giorni bui in cui il suono terrificante delle esplosioni aveva reso inudibili al mondo i nostri lamenti, l’eco delle Sue parole di pace è diventata un balsamo per le nostre infinite ferite. Quando con coraggio ha chiesto alle potenze mondiali di “ridurre il livello di violenza e bombardamenti”, in ogni Sua parola abbiamo visto lo sforzo di salvare i nostri figli; quegli stessi esseri umani indifesi le cui vite Lei ha cercato di proteggere sottolineando la “necessità di proteggere i civili e di rispettare il diritto internazionale e umanitario”.
Con il cuore addolorato e una prospettiva divina, Lei ha avvertito le coscienze risvegliate del mondo che “l’odio sta aumentando, la violenza sta peggiorando e molti hanno perso la vita”. Oggi, le sedie vuote delle aule di Minab sono la triste testimonianza di questa verità; una verità causata dalla produzione di bombe americane, dirette da guerrafondai illogici. La ringraziamo perché, in mezzo al tumulto della guerra, Lei è diventato la voce della giustizia e ha ricordato a tutti che una pace e una tranquillità durature si raggiungono “non con la forza e le armi, ma attraverso il dialogo e la sincera ricerca di una soluzione per tutti”.
I nostri figli non torneranno mai più a casa per costruire un domani migliore, ma la preghiera di noi padri e madri in lutto è che il Suo messaggio di “deporre le armi” venga ascoltato. Soprattutto ora che l’America e il regime israeliano, con le loro eccessive pretese, alimentano il fuoco di questi crimini. Le chiediamo di continuare a essere la voce dei bambini senza voce e di impegnarsi per riaprire “tutte le vie del dialogo”, affinché non vengano più costruite armi e nessun padre o madre in nessun luogo di questa terra sia costretto a sussurrare una ninna nanna notturna sulle fredde lapidi del proprio figlio.
Con infinito dolore e profondo rispetto,
Un gruppo di padri e madri in lutto per i 168 studenti martiri della città di Minab, provincia di Hormozgan – Iran
[Foto: Vatican News]



