
Iran: il presidente Pezeshkian scrive al Papa, “le nazioni contrastino le richieste degli Usa”

TEHERAN, 16 MAG – In una lettera indirizzata a papa Leone XIV, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato le nazioni del mondo a contrastare le richieste “illegali” di Washington. Secondo quanto riportato da Mehr, Pezeshkian ha affermato: “L’aggressione israelo-americana ha provocato l’assassinio dell’Ayatollah Khamenei, di importanti figure politiche e militari e di 3.468 cittadini, con ingenti danni a scuole, università, ospedali, luoghi di culto e infrastrutture. Si tratta di chiari crimini di guerra”.
Citando passi coranici e biblici che condannano l’arroganza, Pezeshkian ha elogiato le “posizioni morali, logiche e giuste” del Papa sull’attacco.
“L’intento dichiarato del presidente degli Stati Uniti di ‘distruggere la civiltà storica dell’Iran’ ha rivelato un’illusione di potere assoluto”, ha detto.
Pezeshkian ha sottolineato che le diverse comunità religiose dell’Iran hanno convissuto pacificamente per secoli e che l’Iran non ha mai minacciato i suoi vicini. Tuttavia, l’uso delle basi statunitensi negli stati costieri del Golfo Persico per gli attacchi ha costretto le forze iraniane a colpire gli interessi degli aggressori in quella zona per legittima difesa.
Sullo Stretto di Hormuz, il presidente iraniano ha affermato che l’attuale insicurezza deriva direttamente dagli attacchi illegali degli Stati Uniti e dal blocco navale.
Il normale transito riprenderà una volta che l’insicurezza sarà revocata, con l’Iran che applicherà i meccanismi di regolamentazione previsti dal diritto internazionale. Inoltre ha ribadito l’impegno dell’Iran per la diplomazia e i colloqui mediati dal Pakistan, nonostante i ripetuti tradimenti degli Stati Uniti.
“La posizione dell’Iran contro le richieste illegali del governo degli Stati Uniti è una posizione a difesa del diritto internazionale e degli alti principi etici e dei valori umani”, ha scritto, sollecitando una risposta internazionale realistica ed equa. Pezeshkian ha concluso ribadendo l’impegno dell’Iran per il dialogo e la risoluzione pacifica, legale ed etica delle controversie.
Fra Libano e Israele tregua prolungata di 45 giorni, ma si continua a morire
Intanto un attacco aereo israeliano su una città nel sud del Libano ha ucciso sei persone, tra cui tre paramedici, nel giorno in cui il Paese dei cedri e lo Stato ebraico sottoscrivono a Washington un prolungamento – mediato dagli Stati Uniti – di 45 giorni del cessate il fuoco.
Ieri il dipartimento di Stato Usa ha annunciato che le due parti hanno concordato l’estensione della traballante tregua, al temine di una due giorni di negoziati. Oggi, intanto, i vertici di Fatah (principale fazione politica palestinese) si riuniscono per eleggere il più alto organo decisionale interno al partito, nella prima conferenza in un decennio. Il 90enne presidente palestinese Mahmoud Abbas – che governa per decreto – è stato rieletto come capo di Fatah nei giorni scorsi.
[Fonti: ANSA, AsiaNews; Foto: Institute for Global Studies]


