
Israele blocca la nave di attivisti diretti a Gaza

Israele ha bloccato e abbordato la Madleen, un’imbarcazione che era diretta verso la Striscia di Gaza allo scopo di portare cibo e altri beni essenziali. La barca è gestita dalla Freedom Flotilla Coalition, un’organizzazione che prova da tempo a forzare il blocco imposto da Israele sulla Striscia e a bordo ospita anche l’attivista Greta Thunberg insieme a circa un’altra decina di persone. Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha affermato che la nave verrà portata al porto israeliano di Ashdod, dove agli attivisti verrà mostrato un video degli attacchi di Hamas del 7 ottobre, riferisce AsiaNews.
Don Mattia Ferrari (Mediterranea), “siamo amici di Freedom Flotilla, serve mobilitazione”
“Siamo amici con la Freedom Flotilla e ci conosciamo coi membri dell’equipaggio. La Freedom Flotilla mentre andava verso Gaza ha soccorso delle persone migranti e ha contrastato di fatto un respingimento verso la Libia”. Lo ha affermato a Radio Vaticana, don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Humans.
“Quindi noi siamo molto preoccupati in primis per le persone che sono a bordo e per i nostri amici che si trovano a bordo, perché comunque sono stati sembra arrestati non si sa se verranno rimpatriati o cosa – dice Ferarri – Ma siamo preoccupati soprattutto per le persone che dovevano ricevere il loro aiuto, cioè le persone che si trovano a Gaza in una condizione terribile, vergognosa, inaccettabile, disumana, e anche questo gesto di squisita solidarietà internazionale è stato fermato”.
Per don Ferrari, “dobbiamo mobilitarci sempre di più, tutti perché è un tema di fraternità universale. Sono i nostri fratelli e sorelle le persone che a Gaza si trovano in condizioni totalmente inaccettabili, sono i nostri fratelli e sorelle gli ostaggi che si trovano appunto prigionieri dopo un periodo così lungo e anche quella è una cosa totalmente inaccettabile”.
Don Bosco 2000, “condanna dell’arrembaggio alla nave umanitaria Freedom Flotilla”
L’Associazione cattolica Don Bosco 2000 esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per quanto avvenuto nelle scorse ore nel Mediterraneo, dove la nave Madleen della Freedom Flotilla Coalition, salpata da Catania con a bordo aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza e 12 attivisti disarmati, è stata intercettata e abbordata con la forza dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF).
“Si tratta di un gesto inaccettabile, che rappresenta una palese violazione del diritto internazionale e umanitario, nonché un attacco alla solidarietà tra i popoli, al diritto all’assistenza umanitaria e alla libertà di coscienza e di espressione – sottolinea -. Colpire una missione di pace, con a bordo operatori e attivisti civili, significa colpire la speranza stessa di costruire ponti tra le nazioni, specialmente in un tempo in cui le ferite della guerra sono sempre più profonde”.
“Condanniamo con forza l’uso di droni, sostanze irritanti e l’impiego della forza militare per impedire l’arrivo di aiuti salvavita a una popolazione stremata da mesi di bombardamenti, assedi e privazioni. Esprimiamo piena solidarietà a tutti gli attivisti presenti a bordo, compresa l’attivista Greta Thunberg, e chiediamo che vengano immediatamente rilasciati e trattati con rispetto e dignità”, prosegue l’Associazione in una nota.
“La loro è una missione di pace, a bordo non hanno armi, ma cibo e aiuti per una popolazione che da mesi è privata di tutto. La loro missione è un segnale di protesta contro l’assedio imposto da Israele, non un attacco a quest’ultimo. A bordo ci sono farina, riso, kit per rendere l’acqua potabile, latte in polvere, pannolini, assorbenti per le mestruazioni, stampelle, protesi per bambini e altre forniture mediche. Un aiuto che non risolve la situazione, ma che mirava a dare supporto”, sostiene il presidente Agostino Sella.
Secondo Don Bosco 2000, “la sicurezza non si costruisce con la repressione, ma attraverso il dialogo, la cooperazione e la tutela dei diritti umani universali”.
“Nel nostro impegno quotidiano per la pace, l’accoglienza e la giustizia sociale, ribadiamo che ogni popolo ha diritto alla vita, alla libertà e alla dignità. Chiediamo alla comunità internazionale e alle Nazioni Unite di intervenire con urgenza per condannare l’episodio, tutelare gli attivisti e garantire corridoi umanitari sicuri verso Gaza. La solidarietà non è un crimine, ma un dovere morale”, conclude Agostino Sella.
Strada e Corrado (Pd/S&D), “l’attacco a Freedom Flotilla in acque internazionali gravissimo. L’Europa intervenga: cosa stiamo aspettando?”
“Secondo le informazioni, i video e le testimonianze che tutti abbiamo visto sui social media, l’attacco alla Freedom Flotilla in acque internazionali sembra un vero e proprio atto di pirateria criminale. Israele ha colpito un’imbarcazione disarmata, diretta a Gaza in missione umanitaria, e ne ha sequestrato l’equipaggio, tra cui la parlamentare europea franco-palestinese Rima Hassan e l’attivista Greta Thunberg, violando ogni principio di legalità internazionale”. Lo dichiarano Cecilia Strada e Annalisa Corrado, europarlamentari PD, in delegazione Palestina, gruppo S&D.
“È l’ennesima azione criminale che non può essere ignorata né minimizzata. Il 2 maggio 2025 la nave Conscience della Freedom Flotilla era già stata attaccata da un drone armato israeliano in acque internazionali tra Malta e la Sicilia, a cento chilometri dalle nostre coste. L’attacco e l’incendio che ne è seguito avevano messo fuori uso la nave, ma l’organizzazione è riuscita a ripartire alla volta di Gaza con la barca a vela Madleen”, proseguono.
“La Freedom Flotilla è in mare per denunciare i crimini che il governo di Netanyahu e l’esercito israeliano commettono ogni giorno e che noi continuiamo a denunciare in Parlamento: il blocco degli aiuti e l’uso della fame come arma di guerra, l’occupazione illegale dei territori palestinesi, il massacro sistematico della popolazione civile, la distruzione di scuole, rifugi e ospedali, crimini definiti dal diritto come atti di genocidio. La comunità internazionale deve intervenire. E deve farlo adesso”, aggiungono le due europarlamentari.
“Basta ambiguità, basta silenzi, basta complicità. Servono risposte forti, immediate, all’altezza della gravità storica e politica di quello che sta accadendo”, continuano Strada e Corrado. “L’Unione Europea – che ha reagito con unità e fermezza all’aggressione russa in Ucraina – deve usare le stesse parole, la stessa forza e le stesse misure contro chi sta massacrando da mesi una popolazione inerme. Un immediato cessate il fuoco, l’embargo delle armi, la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, il riconoscimento dello Stato di Palestina, la cooperazione con la Corte Penale Internazionale e il pieno rispetto delle risoluzioni ONU: è questo che chiediamo, da mesi. Ed è questo che torniamo a chiedere oggi. A voce ancora più alta”.
Giuristi Democratici, “l’attacco e il sequestro della Madleen sono un atto di sfida di Israele alla comunità internazionale”
L’Associazione Nazionale giuristi Democratici condanna quanto avvenuto alla Nave Madleen della Freedom Flotilla. Di seguito il comunicato stampa e prima veloci aggiornamenti giuridici sull’equipaggio del veliero.
ULTIMA ORA – Aggiornamento giuridico – Tarda attinata 10 giugno 2025
Il team di avvocati ha incontrato 11 dei 12 volontari detenuti a bordo della Madleen. Il reporter di Al Jazeera ha un avvocato dell’emittente. Per coloro che firmano un documento di responsabilità, le autorità dispongono l’espulsione dall’aereoporto di Tel Aviv. Quattro dei volontari sono stati imbarcati o sono in procinto di partire verso il paese di origine. I restanti otto sono ancora detenuti e sono stati trasferiti al carcere di Givon e contesteranno il rapimento e l’espulsione davanti a un tribunale israeliano. Si prevede che saranno condotti stamattina davanti al Tribunale per la revisione della loro detenzione ‘per immigrazione non autorizzata’.
Gli avvocati del team Adalah si sono recati al carcere di Givon a Ramleh, dove sono detenuti i volontari, per rappresentarli alle udienze.
Riepilogo – Possono partire: Baptiste Andre (Francia) – Greta Thunberg (Svezia) – Sergio Toribio (Spagna) – Omar Faiad (Francia) – Reporter Al Jazeera – Non hanno firmato e rimangono: Suayb Ordu (Turchia), Mark van Rennes (Paesi Bassi), Pascal Maurieras (Francia), Reva Viard (Francia), Rima Hassan (Francia), Thiago Avila (Brasile), Yanis Mhamdi (Francia), Yasemin Acar (Germania).
Abbiamo conferma che Greta Thunberg è sul volo per Parigi e poi Stoccolma
COMUNICATO STAMPA
Condanniamo il gravissimo atto compiuto dalle navi della Marina militare israeliana che hanno attaccato in acque internazionali il veliero Madleen della Freedom Flotilla, battente bandiera britannica. L’imbarcazione, che non incrociava le acque territoriali israeliane né poteva costituire minaccia alcuna per la sicurezza, si accingeva a entrare nelle acque palestinesi per portare aiuto umanitario alla popolazione stremata di Gaza ed è stata abbordata e sequestrata in pregio al diritto marittimo e internazionale. Tutti i dodici volontari che si trovavano a bordo, tra i quali anche l’europarlamentare francese Rima Hassan e l’attivista svedese Greta Thunberg, sono stati arrestati e poi trasportati nel porto israeliano di Ashod dove, a ventiquattr’ore dal sequestro, risultavano non aver ancora ricevuto assistenza legale da parte degli avvocati da loro immediatamente nominati né incontrato gli addetti consolari dei propri Paesi di origine.
L’aggressione ai danni della nave Madleen e del suo equipaggio da parte di Israele costituisce a tutta evidenza un atto illegale, avvenuto in acque internazionali e in violazione dei diritti degli attivisti a bordo, compiuto oltretutto per evitare l’ingresso a Gaza di cibo proprio mentre Israele continua a sottoporre gli abitanti della Striscia a una programmata politica di “starvation” ai danni della popolazione civile che, ogni giorno di più, assume i contorni di un crimine di guerra e contro l’umanità intollerabile da parte della comunità internazionale.
Il blocco della imbarcazione della Freedom Flotilla, costituente l’ennesima violazione israeliana del diritto internazionale, appare in aperta contraddizione con l’obbligo di soccorso umanitario universalmente riconosciuto e si inserisce nel quadro del genocidio in corso contro la popolazione palestinese, condannata dal governo criminale di Israele alla fame utilizzata quale arma di sterminio.
Israele, quale potenza occupante, avrebbe non solo il dovere di fornire adeguata assistenza umanitaria alla popolazione civile ma altresì l’obbligo cogente di agevolare l’ingresso di aiuti forniti dalle agenzie umanitarie, violando il quale elude anche le ordinanze rese nei suoi confronti nel corso dello scorso anno dalla Corte Internazionale di Giustizia e dirette ad impedire il perpetuarsi dei crimini in corso a Gaza ad opera delle forze armate israeliane.
Chiediamo quindi un fermo e deciso intervento degli Stati europei tutti, non solo della Gran Bretagna sotto la cui bandiera la Madleen stava operando, così come degli altri Paesi di provenienza degli attivisti arrestati, ma anche dell’Unione Europea e di tutti gli Stati, compreso il nostro, parimenti tenuti ad attivarsi di fronte al perpetrarsi dei crimini internazionali in corso a Gaza e nei confronti dei quali ogni ulteriore inerzia e connivenza assume sempre più i contorni di una colpevole complicità.
[Foto: Vatican News]


