
Israele: la Corte suprema riammette i partiti arabi alle elezioni

Ra’am e Lista comune saranno sulla scheda elettorale per la scelta della prossima Knesset. La Corte suprema israeliana ha annullato l’esclusione delle due liste arabe decisa dalla Commissione elettorale centrale, dando il via libera anche alla candidatura del deputato di Hadash, Ofer Kassif.
Il leader di Balad Sami Abu Shehadeh ha invece rinunciato alla candidatura; giovedì il presidente della Corte Yitzhak Amit lo aveva invitato a valutare il ritiro, indicando che la maggioranza del collegio era orientata a confermarne l’esclusione.
Per Ra’am e Lista comune la decisione è stata unanime, riferisce il portale Moked/Pagine Ebraiche. I nove giudici hanno ritenuto insufficienti le prove raccolte per impedirne la partecipazione alle elezioni per la 26esima Knesset. «La Corte ha constatato che i materiali presentati alla Commissione elettorale centrale non soddisfano i criteri fissati dalla giurisprudenza per escludere una lista di candidati», si legge nella decisione riportata da Ynet.
Entrambe le liste erano state escluse con l’accusa di negare l’esistenza di Israele come Stato ebraico e democratico e di sostenere la lotta armata di uno Stato nemico o di un’organizzazione terroristica contro Israele. Nel caso di Ra’am era stata invocata anche l’istigazione al razzismo. Nessuno dei motivi, secondo i magistrati, è stato dimostrato secondo i criteri richiesti.
Quanto ai presunti legami di Ra’am con il finanziamento del terrorismo, il presidente della Corte Amit ha ricordato: «Lo Shin Bet ha verificato la questione nel 2022, durante le ultime elezioni». Ai promotori dell’esclusione, esponenti del governo critici verso l’estensione dei poteri della Corte, ha richiamato i limiti del ruolo dei giudici: «Ci fornite diagrammi, prove che una persona ha incontrato un’altra, e ci chiedete di essere lo Shin Bet. Non è il nostro lavoro».
Sul caso di Kassif il collegio si è diviso: sette voti favorevoli alla candidatura e due contrari, quelli dei giudici David Mintz e Alex Stein. «Non esiste terrorismo contro i soldati» era una delle dichiarazioni contestate al parlamentare di Hadash, firmatario di una petizione a sostegno del ricorso sudafricano contro Israele alla Corte internazionale di giustizia, nonché autore di paragoni tra dirigenti israeliani e nazisti e di appelli per sanzionare Gerusalemme.
«Tutti i giudici del collegio prendono le distanze dalle dichiarazioni e dalle azioni riprovevoli di Kassif, che suscitano disgusto», precisa la decisione, ma per la maggioranza del collegio, questa condanna non basta a giustificare l’esclusione. Mintz e Stein ritengono invece che le azioni del parlamentare configurino, direttamente e indirettamente, un sostegno alla lotta armata contro Israele.
[Fonte e Foto: Moked/Pagine Ebraiche]


