
Leader religiosi si schierano contro la nuova legge israeliana sulla pena di morte

Riceviamo da “Una voce di Gerusalemme per la giustizia: una testimonianza ecumenica per l’uguaglianza e una pace giusta nello Stato di Palestina/Israele”. Questo intervento è stato pubblicato sul sito ICN – Independent Catholic News.
I cristiani sono parte integrante della società in cui vivono. Devono adempiere al loro dovere religioso e civico e denunciare la legge sulla pena di morte per i terroristi, approvata in Israele il 30 marzo 2026 ed entrata in vigore il 18 maggio 2026. Sebbene Israele avesse già previsto la pena di morte, questa veniva applicata solo molto raramente. La nuova legge minaccia di rendere le esecuzioni capitali una pratica più frequente nel sistema giuridico israeliano.
Applicazione ineguale
La nuova legge stabilisce due modelli ugualmente problematici per l’applicazione della pena di morte. In primo luogo, promuove l’applicazione della condanna a morte nei tribunali militari nei territori occupati da Israele dal 1967. I processi in questi tribunali sono troppo spesso iniqui, basati su prove estorte sotto tortura e senza un’adeguata rappresentanza legale. In secondo luogo, la legge può essere applicata in Israele a chiunque venga condannato per aver ucciso un israeliano con l’obiettivo di “negare l’esistenza dello Stato di Israele”. Entrambi i contesti di applicazione implicano che la pena di morte verrebbe inflitta solo agli arabi palestinesi. Questa è una palese discriminazione.
Dottrina cristiana
La dottrina cristiana afferma che la pena di morte è inammissibile. La dignità della persona umana non viene meno nemmeno dopo la commissione di crimini gravissimi. Sono emerse nuove concezioni sul significato delle sanzioni penali imposte dallo Stato. Sono stati sviluppati sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la dovuta protezione dei cittadini. Questi sistemi non devono privare definitivamente il colpevole della possibilità di redenzione. L’esecuzione di un prigioniero è una violazione dell’inviolabilità e della dignità di ogni persona umana, creata a immagine di Dio. I cristiani credono che questa dottrina si trovi anche nelle tradizioni sia degli ebrei che dei musulmani. Per queste ragioni, i cristiani devono impegnarsi con determinazione per l’abolizione della pena di morte in tutto il mondo.
Deterrenza
Coloro che nella società israeliana hanno sostenuto e promosso questa legge sostengono che l’imposizione della pena di morte scoraggerà chiunque tenti di commettere atti di terrorismo. Numerosi studi hanno dimostrato che non vi sono prove a sostegno dell’efficacia deterrente della pena di morte. Anche in Israele, gli esperti hanno sostenuto che si tratta di un’ipotesi infondata, soprattutto nei casi di atti di violenza commessi sulla base di forti convinzioni ideologiche.
Irreversibilità
La nuova legge prevede che le esecuzioni vengano eseguite per impiccagione, anche da giudici di grado inferiore, persino quando non richiesta dall’accusa. L’esecuzione deve avvenire entro novanta giorni dalla sentenza, senza possibilità di appello. Le autorità possono intervenire solo in circostanze non chiare. Tuttavia, la storia dimostra che i processi legali sono umani, incompleti e imperfetti. In alcuni casi in cui la pena di morte è stata inflitta in passato, si è verificato un errore e la persona condannata è stata riabilitata dopo la sua morte.
Schiacciare la violenza con la violenza
Infine, la nostra comune tradizione di persone di fede, radicata negli insegnamenti dei profeti, ci impone che la violenza genera solo altra violenza. Contrastare la morte con la morte, uccidere con l’uccisione, ci trascina sempre più in profondità nelle tenebre che minacciano di inghiottirci tutti. Ricordiamo l’avvertimento del profeta Abacuc: “Guai a te che costruisci una città con il sangue, e fondi una città sull’iniquità!” (2:12)
Come cristiani, uniamo la nostra voce a quella di tutti coloro che, sia all’interno della società israeliana che all’estero, chiedono alle autorità israeliane di abolire questa legge ingiusta e pericolosa. Chiediamo alle autorità israeliane di ascoltare la voce dei profeti, di obbedire alla legge di Dio dell’amore e di rispettare il fatto che Dio ha creato ogni essere umano a sua immagine e somiglianza, chiamandolo alla santità come Dio è santo e a non usare mai violenza gli uni contro gli altri. Ci uniamo a tutti coloro che pregano affinché la nostra società sia fondata sulla promozione dell’uguaglianza, della giustizia e della pace.
Firmatari:
Patriarca latino di Gerusalemme, Michel Sabbah (emerito)
Vescovo luterano di Terra Santa, Munib Younan (emerito)
Arcivescovo greco-ortodosso, Attallah Hanna
Il signor Yusef Daher
La signora Sawsan Bitar
Signor Samuel Munayer
La signora Dina Nasser
Signor John Munayer
La signora Sandra Khoury
Rev. David Neuhaus SJ
Rev. Frans Bouwen MAfr
Rev. Firas Abdrabbo
Signor Rafi Ghattas
Rev. Alessandro Barchi e altri aderenti
[Foto: The Conversation]



