Medio Oriente: su Famiglia Cristiana due scrittori di entrambe le parti riflettono sulla tragedia del conflitto

Condividi l'articolo sui canali social

«Per tutta la vita ho lottato per la pace. Credevo che i palestinesi meritassero il proprio Paese. E anche oggi ci credo. Ma non bisogna fare confusione: l’attacco del 7 ottobre non deriva da un desiderio di pace, è un puro atto terroristico sadico». A pronunciare queste parole è lo scrittore e drammaturgo israeliano Roy Chen, in una intervista pubblicata sul numero 45 di Famiglia Cristiana, da oggi in edicola. Chen non risparmia critiche al Governo del suo Paese: «Posso dire che il Governo israeliano guidato da Bibi Netanyahu è un Governo pericoloso, sia per i palestinesi che per gli israeliani. Nell’ultimo anno ho protestato contro il nostro Governo e continuerò a protestare finché non sarà sostituito. Ma spero davvero di vedere anche il popolo palestinese protestare contro Hamas, l’organizzazione terroristica che ha preso il sopravvento».

Famiglia Cristiana ha scelto di dare voce, in modo parallelo, a due figure intellettuali, una israeliana e una palestinese. Accanto a Chen, il settimanale ha intervistato la scrittrice palestinese Asma’ Al-Atawna. Nata a Gaza, Al-Atawna ha lasciato la sua terra nel 2001 e oggi vive in Francia. «I miei nonni materni vivono ancora nella Striscia, ma non ho notizie di loro da molti giorni a causa del blocco della corrente elettrica. Non so se siano morti, se la loro casa sia stata distrutta», racconta la scrittrice. «I palestinesi hanno perso la loro dignità di esseri umani», osserva. «Sento identificare i palestinesi con Hamas. Ma non è affatto così». E aggiunge: «Se io vivessi a Gaza, mai voterei per Hamas, così come non voterei per alcun partito politico-religioso. Tantissime persone a Gaza non hanno alcuna relazione con Hamas».

(Foto: Wikimedia Commons - Naaman Omar / Apaimages)