
Pizzaballa, “il Board of Peace per Gaza un’operazione colonialista”

“Altri che decidono per i palestinesi. Ci hanno chiesto di entrarci ma non è compito della Chiesa”.
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, si schiera apertamente contro il Board of Peace per la ricostruzione a Gaza istituito dal presidente Usa Donald Trump.
“Cosa penso del Board of Peace? Penso che è una operazione colonialista: altri che decidono per i palestinesi”. Così ha risposto Pizzaballa, intervistato dalla giornalista Rai Maria Gianniti durante un incontro nel santuario di San Francesco a Ripa, a Roma, organizzato Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
“Io risponderei molto candidamente – ha premesso Pizzaballa -. Ci hanno chiesto di entrarci. Un miliardo non ce l’ho più, ma soprattutto il compito della Chiesa non è questo. Sono i Sacramenti la dignità della persona”.
“Non mi aspettavo il 7 ottobre”
“Non mi aspettavo: si capiva che stava bollendo qualcosa ma non così”, ha risposto il card. Pizzaballa alla domanda se si aspettava il 7 ottobre.
“Nessuno nasce ‘imparato’ – ha spiegato -. Quando questo accadde ero a casa in Italia, da mia mamma. Da tanto tempo dovevo fare celebrazioni perché ero diventato cardinale. Mi chiamò la nostra responsabile della comunicazione ‘che cosa dobbiamo dire?’. ‘Dire cosa?'”.
“Avevo preparato un comunicato ma non mi ero reso conto della situazione. Fu un comunicato improvvido. Poi capii – ha raccontato il patriarca di Gerusalemme -. Soprattutto quando tornai, avevo bisogno di mettere a fuoco. Dovevo dire qualcosa alla mia comunità, ma era presto, c’era grande rabbia, dolore, e una risposta molto negativa del mondo ebraico per la nostra risposta timida, secondo loro, ma non avevamo capito”.
A una domanda sulla reazione israeliana, il card. Pizzaballa ha quindi risposto: “poi la reazione israeliana, per la violenza. ci ha stupito. Ci sono voluti un paio di mesi: pensavamo a una risposta come altre, pensavano ‘prima di Natale si chiude’. Invece poco alla volta abbiamo capito che c’era qualcosa di veramente nuovo”.
“Ci vuole un grande coraggio per vivere in Terra Santa”
“Non c’è più fiducia che le cose possano cambiare, ma ‘voglio vivere’, dicono i cristiani, ‘non voglio questo per i miei figli'”, ha detto Pizzaballa. Secondo il patriarca di Gerualemme, “i cristiani sono tendenzialmente più istruiti e poi facilmente si integrano”, ha affermato, ma “ci vuole un grande coraggio e una forte motivazione per vivere in Terra Santa”.
[Fonte ANSA; Foto: RomaSette]



