Pizzaballa, “impensabile la convivenza subito tra i due popoli”

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“C’è troppo odio”, ma “per la pace deve essere la volta buona”.

ROMA, 06 OTT – “Deve essere la volta buona. Il percorso è ancora tutto in salita. Le insidie sono tante. La volontà reale di risolvere non è proprio tutta lì. Però c’è anche tanta stanchezza. C’è anche una pressione popolare, anche internazionale, oltre che degli Stati Uniti. E questo fa pensare che forse è comunque qualcosa di nuovo”. In un’intervista andata in onda stasera al Tg3, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, risponde sul piano di pace di Trump per Gaza e se per lui si tratta della volta buona, a due anni dal 7 ottobre.

Il porporato spiega quanto sia importante, affinché tutto finisca, che gli ostaggi israeliani tornino a casa: “assolutamente sì – risponde -. Bisogna voltare pagina, le famiglie naturalmente sono coinvolte direttamente, ma tutto il Paese, tutto Israele è bloccato dalla situazione degli ostaggi. Non si può pensare a un futuro, a una visione, a nulla, finché non si risolve questa cosa”.

Su come vede il futuro di Gaza, Pizzaballa sottolinea che “è molto difficile dire. E’ tutto distrutto, non c’è più niente. E’ tutto da ricostruire, non soltanto le infrastrutture, i muri, qualsiasi cosa, ma anche il tessuto sociale”.

E se vede possibile una convivenza tra i due popoli dopo tutto quello che è successo: “onestamente una convivenza tra i due popoli subito dopo la fine della guerra non è pensabile – risponde il patriarca di Gerusalemme -. C’è troppo odio. Si dovrà innanzitutto fare un lavoro al proprio interno ,all’interno delle due società, di cura”.

[Questo articolo è stato trasmesso ieri dall’ANSA; Foto: Vatican News]