Terra Santa: la Cei, “sdegno per la misura irragionevole della polizia israeliana. Solidarietà alle comunità cristiane”

Condividi l'articolo sui canali social

Rammarico per quanto avvenuto e piena solidarietà alle comunità cristiane della Terra Santa. Sono i sentimenti che il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, ha espresso al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, per il gravissimo episodio di questa mattina: la polizia israeliana ha impedito al Patriarca e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di accedere nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme per la celebrazione della Domenica delle Palme.

Informato dell’accaduto, il Card. Zuppi ha contattato telefonicamente il Card. Pizzaballa per rinnovargli la vicinanza delle Chiese in Italia. “A nome dei Vescovi italiani – afferma il Presidente della CEI – manifesto lo sdegno per ‘una misura grave e irragionevole’, condividendo quanto dichiarato nel comunicato congiunto del Patriarcato e della Custodia. Si è trattato di un fatto doloroso per i tanti cristiani che, vivendo in quelle terre, rappresentano una testimonianza essenziale di speranza per tutti i popoli in contesti di divisione e conflitto. A tutti i cristiani di Terra Santa assicuriamo la nostra preghiera, perché continuino a essere promotori di pace, mentre auspichiamo che l’incidente odierno sia chiarito immediatamente. Le autorità locali e le organizzazioni internazionali hanno il dovere inderogabile di garantire la libertà religiosa in Terra Santa, condizione imprescindibile per qualsiasi processo di pace autentico. Rinnoviamo il nostro appello affinché si aprano spazi di dialogo e si giunga presto a soluzioni ragionevoli”.

Come ha ricordato papa Leone XIV all’Angelus: “Mentre la Chiesa contempla il mistero della Passione del Signore, non possiamo dimenticare quanti oggi partecipano in modo reale alla sua sofferenza. La loro prova interpella la coscienza di tutti”. Conclude il Card. Zuppi: “Al Signore della pace affidiamo le sofferenze di quanti vivono il dramma dei conflitti e delle guerre. A tutti i governanti chiediamo un gesto di riconciliazione e una tregua per la prossima Pasqua”.

Le ACLI, “inaccettabile impedire la Messa al Santo Sepolcro. Colpita la libertà di culto”

Le ACLI esprimono la più ferma condanna per quanto accaduto questa mattina a Gerusalemme, dove le autorità israeliane hanno impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, fra Francesco Ielpo, di accedere alla Basilica del Santo Sepolcro per la celebrazione della Messa della Domenica delle Palme.

In un contesto già segnato dalla guerra, un simile atto appare ancora più grave e inaccettabile. Non si è trattato di un episodio marginale, ma di una decisione che colpisce direttamente la libertà religiosa e la dignità di milioni di cristiani nel mondo.

Ai massimi rappresentanti della Chiesa cattolica in Terra Santa, presenti in forma privata e nel rispetto delle disposizioni vigenti, è stato arbitrariamente negato l’accesso al luogo più sacro della cristianità. Un fatto senza precedenti nella storia recente, che configura una violazione intollerabile dello Status Quo dei Luoghi Santi e un vulnus grave alla libertà di culto.

Denunciamo con forza una scelta sproporzionata e profondamente ingiusta, che solleva interrogativi seri sul rispetto dei diritti fondamentali e sul riconoscimento del ruolo delle comunità religiose. Nessuna ragione di sicurezza può giustificare un gesto che umilia i fedeli e ferisce Gerusalemme nella sua vocazione universale di città della pace.

Esprimiamo piena solidarietà al cardinale Pierbattista Pizzaballa, a fra Francesco Ielpo e a tutta la comunità cristiana di Terra Santa, già duramente provata dalla guerra e oggi colpita anche nella libertà più essenziale: quella di pregare.

Chiediamo con urgenza che sia ristabilito il pieno rispetto della libertà religiosa, che siano garantiti i diritti delle Chiese e che simili episodi non abbiano più a ripetersi.

In questo tempo così drammatico, rivolgiamo anche un accorato appello a tutte le comunità cristiane affinché promuovano e sostengano con convinzione la Colletta del Venerdì Santo per la Terra Santa: un gesto concreto di comunione, di vicinanza e di responsabilità verso i cristiani che vivono e custodiscono i Luoghi Santi, oggi più che mai bisognosi di sostegno e speranza.

Il silenzio, di fronte a quanto accaduto, non è un’opzione. L’impegno concreto è una responsabilità.

Gerusalemme non può essere luogo di esclusione e sopraffazione. Difendere il diritto alla preghiera significa difendere la dignità della persona.

Non può esserci pace senza giustizia. Non può esserci giustizia senza libertà.

Davide Prosperi (CL), “fatto grave, la presenza cristiana in Terra Santa è speranza per tutti i popoli. Solidarietà e vicinanza al cardinale Pizzaballa e a padre Ielpo”

Appresa la notizia che il cardinal Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, e padre Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, a seguito di un intervento della polizia israeliana non hanno potuto raggiungere la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme per la celebrazione della Santa Messa.

 Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, ha dichiarato:

«È un fatto molto grave che colpisce chiunque abbia a cuore la pace. La presenza cristiana in Terra Santa non è infatti solamente una questione confessionale: in mezzo alle divisioni e ai conflitti, è una luce di speranza per tutti i popoli. Impedire la celebrazione liturgica significa colpire questa testimonianza nel suo cuore, soprattutto nel momento in cui inizia la Settimana Santa di Pasqua.

Il movimento di Comunione e Liberazione esprime con forza solidarietà e vicinanza al cardinale Pierbattista Pizzaballa e a padre Francesco Ielpo, che con la loro missione mostrano ogni giorno che la pace inizia lì dove si è chiamati a vivere, affermando la verità e la bellezza del messaggio cristiano a sostegno di tutti coloro che soffrono.

Auspicando che l’incidente venga al più presto chiarito, confidiamo che le istituzioni locali e le organizzazioni internazionali continuino a impegnarsi in ogni modo per garantire la libertà religiosa in Terra Santa, condizione irrinunciabile per qualunque cammino di pace. 

Come ci ha invitato a fare proprio stamattina papa Leone XIV, “guardiamo a Cristo, che si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra. Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza”, e preghiamo Sua madre Maria, che con il suo “sì” ha permesso al Principe della pace (Is 9,5) di farsi nostro compagno di strada, di vegliare sulle terre che hanno accolto i Suoi passi e su tutti coloro che ora vi abitano».

Dalla Diocesi di Roma “vicinanza e solidarietà al card. Pizzaballa”

La diocesi di Roma esprime la propria fraterna vicinanza e solidarietà al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e a padre Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, in seguito a quanto denunciato oggi dal Patriarcato Latino di Gerusalemme e dalla Custodia di Terra Santa.

Apprendiamo con profonda amarezza che alle autorità ecclesiastiche è stato impedito di accedere alla Basilica del Santo Sepolcro per la celebrazione della Santa Messa della Domenica delle Palme, gesto che appare grave e ingiustificato e che rappresenta un motivo di seria preoccupazione per la libertà di culto e per il rispetto dello Status Quo nei Luoghi Santi.

In un tempo segnato da tensioni e sofferenze, la testimonianza di chi opera instancabilmente per il dialogo e la riconciliazione merita rispetto, ascolto e tutela. Il cardinale Pizzaballa, con la sua missione pastorale e la sua costante dedizione alla pace, rappresenta un riferimento spirituale e umano per tutti coloro che credono nella forza della fraternità tra i popoli.

La diocesi di Roma si unisce alla preghiera invocata oggi pomeriggio dal Monte degli Ulivi, chiedendo al Signore il dono della pace per Gerusalemme, per la Terra Santa e per tutti i popoli provati dalla violenza, affinché cessino le ostilità e si aprano cammini di giustizia, rispetto e convivenza. Inoltre, eleviamo la nostra supplica per la popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania, duramente provata dalla violenza delle armi e da una sofferenza umanitaria che interpella la coscienza della comunità internazionale.

Luzzi (Mcl), “chiudere i luoghi di culto è un’offesa all’intera umanità, aprite le porte del Santo Sepolcro alla preghiera!”

“Aprite le porte del Santo Sepolcro alla preghiera! La chiusura dei luoghi di culto a Gerusalemme da parte del governo israeliano è un gesto di una gravità storica. Vietare ai fedeli di pregare nei luoghi della passione di Cristo, impedire al Patriarca di Gerusalemme Cardinale Pizzaballa di celebrare la Messa in occasione della Domenica delle Palme è un’offesa alla cristianità e chiudere tutti i luoghi di culto, come ha disposto il premier Netanyahu, è un’offesa all’intera umanità”, questo l’invito di Alfonso Luzzi, Presidente Generale del Movimento Cristiano Lavoratori.

Comunità Papa Giovanni XXIII, “solidarietà al cardinale Pizzaballa e padre Ielpo”

«Esprimiamo il pieno sostegno a Sua Eminenza il Cardinale Pierbattista Pizzaballa e a Padre Francesco Ielpo. Ci uniamo alla loro sofferenza per le conseguenze sempre più esasperate di questo insensato conflitto, che arriva a turbare persino l’accesso ai luoghi sacri e alla preghiera». E’ quanto dichiara Matteo Fadda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito al divieto delle forze di polizia che ha impedito ai due prelati l’accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

«Siamo felici e sollevati che il fraintendimento con le forze di sicurezza sia stato chiarito. – continua Fadda – Questo episodio rappresenta un esempio evidente di quanto sia importante il dialogo per disinnescare i conflitti in un clima di forte tensione. Il comportamento delle autorità cattoliche è stato un modello di azione diplomatica sostanzialmente nonviolenta. È attraverso questo stile che si può continuare a sperare e a costruire la pace in una terra così ferita».

In Cisgiordania la Comunità di don Benzi è presente nel villaggio di At-Tuwani con il Corpo civile di pace, Operazione Colomba. Nel 2004 i volontari avviarono lo school patrol: la scorta dei bambini che dai villaggi si recavano all’unica scuola elementare della zona, quella di At-Tuwani. Quando i bambini, dai 6 agli 11 anni, passavano vicini all’outpost – illegale – di Havat Ma’on, i coloni, spesso mascherati, gli lanciavano pietre e gli aizzavano i cani. Dopo che un volontario di Operazione Colomba rimase ferito, in seguito al clamore mediatico, nell’ottobre 2004 la Commissione per i diritti dei bambini della Knesset, il Parlamento israeliano, assegnò una scorta militare israeliana per proteggere i bambini palestinesi dalle violenze dei coloni israeliani.

«Ci uniamo all’appello accorato di Papa Leone XIV – conclude Fadda – per il cessate il fuoco e assicuriamo la nostra preghiera per tutti coloro che, come il Patriarcato Latino, operano instancabilmente per costruire una Pace vera».

Parolin all’ambasciatore di Israele, “rammarico per l’episodio al Santo Sepolcro”

Incontro lunedì 30 marzo tra il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, accompagnato da monsignor Paul R. Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, con Yaron Sideman, ambasciatore dello Stato di Israele presso la Santa Sede.

Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede tramite il suo canale Telegram, spiegando che l’appuntamento avviene in seguito allo “spiacevole episodio” che il giorno 29 marzo, Domenica delle Palme, ha coinvolto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, OFM, patriarca di Gerusalemme dei Latini, e padre Francesco Ielpo, OFM, custode di Terra Santa, “ai quali la polizia israeliana ha impedito l’accesso alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme”.

“Durante la conversazione – si legge – si è espresso rammarico per l’accaduto, in merito al quale sono stati offerti chiarimenti, e si è preso atto dell’intesa raggiunta tra il Patriarcato Latino di Gerusalemme e le Autorità locali circa la partecipazione alle liturgie del Triduo Santo presso la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme”.

[Foto: Santalessandro.org]