
Usa, produttivi i colloqui a Roma tra Israele e Libano. Il nodo del ritiro dell’Idf

Partita la due giorni di negoziati. Trump a Netanyahu: “Via da Libano e Siria”. Il servizio di Claudio Salvalaggio per l’ANSA.
ROMA, 14 LUG – “Produttivi”: cosi’ un portavoce del dipartimento di Stato Usa ha definito la prima delle due giornate di colloqui a Roma tra Israele e Libano, sottolineando il “clima positivo” e assicurando che entrambe le parti sono desiderose di andare avanti. Si tratta del sesto round di negoziati diretti da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco tra Iran, Stati Uniti e Israele ad aprile. Una tregua ora dichiarata finita da Donald Trump, con tutte le incognite del caso, anche se il tycoon spinge per disinnescare un allargamento dell’escalation e – secondo Axios – avrebbe detto a Benyamin Netanyahu che israele deve iniziare a ritirare le proprie forze sia dal Libano che dalla Siria.
Obiettivo del nuovo incontro è definire le modalità di attuazione dell’accordo quadro firmato a Washington, in particolare il ritiro dell’Idf dalla “zona cuscinetto” di circa 10 chilometri creata nel Paese confinante per proteggere le comunità nel nord di Israele dal lancio di razzi di Hezbollah.
Roma è stata preferita alla capitale americana anche per rendere più semplice ad entrambe le delegazioni consultare i rispettivi governi durante i negoziati. Una scelta caricata di significato e speranza dal ministro degli esteri Antonio Tajani: “siamo inoltre molto lieti che Roma possa essere la sede di questi incontri. In questo modo, la nostra capitale diventa una capitale della pace”.
Il confronto si è tenuto all’ambasciata statunitense a livello di rappresentanti diplomatici, senza quindi quelli militari come era avvenuto in precedenza. In dichiarazioni diffuse lunedì, il presidente libanese Joseph Aoun aveva detto di sperare che l’incontro di Roma produca “passi concreti e tangibili sul terreno” per attuare l’accordo e che Israele inizi il ritiro delle proprie truppe, consentendo così all’esercito libanese di dispiegarsi nel sud del Paese.
La delegazione di Beirut avrebbe chiesto un ritiro graduale e sequenziale delle truppe israeliane, “una zona dopo l’altra”, in riferimento al progetto delle cosiddette “zone pilota”, in base al quale Hezbollah dovrebbe disarmarsi, le forze israeliane ritirarsi e l’esercito libanese assumere progressivamente il controllo delle varie aree del Libano meridionale. L’accordo del 26 giugno individua due zone come punto di partenza. Un funzionario statunitense ha dichiarato la scorsa settimana che il Comando Centrale degli Stati Uniti sta coordinando con Libano e Israele l’avvio del programma pilota.
“Siamo pronti a fare progressi nell’attuazione di queste due zone pilota. Spero e tendo a credere che questo ciclo di discussioni a Roma lo promuoverà”, ha affermato con toni ottimistici il ministro degli esteri israeliano Gideon Saar.
[Fonte: ANSA; Foto: X.com/InTerris News]



