
Giornata per la cura del creato: Dell’Olio sull’impatto ambientale del settore militare, “tra i maggiori responsabili delle emissioni climalteranti a livello globale”

Nel numero di agosto-settembre di Vita Pastorale, in occasione della “Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato” del 1° settembre 2026, Tonio Dell’Olio mette in luce il legame tra guerre, devastazione ambientale e costruzione della pace: «Privilegiare lo sviluppo e la sostenibilità rispetto alla violenza e alla distruzione».
In un tempo segnato dall’aumento delle spese militari e dal moltiplicarsi dei conflitti, don Tonio Dell’Olio (Mosaico di pace), parte dal tema scelto da papa Leone XIV per la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato – “Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci” (Isaia 2,4) – per denunciare come la guerra rappresenti una delle più gravi minacce per il pianeta.
Attraverso il concetto di ecocidio, coniato negli anni ’70, Dell’Olio spiega come gli ecosistemi non siano semplici vittime collaterali dei conflitti, ma che vengono spesso colpiti deliberatamente. Dall’”Agente Arancio” in Vietnam agli incendi dei pozzi petroliferi in Kuwait, fino alle più recenti devastazioni in Ucraina, Gaza e Sudan, la distruzione dell’ambiente compromette la salute delle popolazioni e renda ancora più difficile la ricostruzione della pace.
Dell’Olio, presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi, richiama inoltre l’impatto ambientale del settore militare, tra i maggiori responsabili delle emissioni climalteranti a livello globale, denunciando l’assenza di adeguati obblighi internazionali di rendicontazione: «Se l’esercito statunitense fosse una nazione, avrebbe le emissioni pro capite più alte al mondo», sottolinea nel suo editoriale, dove ribadisce come la competizione per il controllo delle risorse naturali sia all’origine di numerosi conflitti e come non possa esistere una pace autentica senza giustizia ambientale e sviluppo sostenibile.
Riprendendo il messaggio biblico di Isaia e la prospettiva dell’ecologia integrale, Dell’Olio invita a superare la logica della “guerra giusta” per promuovere una visione che unisca pace, tutela del creato e giustizia sociale. L’approccio One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute umana e salute degli ecosistemi, viene indicato come una delle strade da percorrere per affrontare le grandi crisi del nostro tempo.
Dell’Olio conclude con un appello chiaro: «Trasformare le “spade in vomeri” significa investire meno negli armamenti e più nel welfare, nella cooperazione internazionale e nella giustizia climatica. Solo attraverso il disarmo e la smilitarizzazione – conclude – potranno fare dell’ambiente non più una vittima della guerra, ma il fondamento di una pace duratura per tutta l’umanità».
[Foto: lavialibera]



