La guerra in Ucraina: mons. Shevchuk, “una situazione senza precedenti nel mondo”

Condividi l'articolo sui canali social

Nell’ultimo anno, 612 missili e attacchi di droni di vario tipo contro le centrali elettriche ucraine hanno quasi completamente distrutto la capacità nazionale di generare energia. Lo ha detto il capo e padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, l’arcivescovo maggiore di Kiev Sviatoslav Shevchuk, nel videomessaggio nella 205 ª settimana della grande guerra che la Federazione Russa conduce contro l’Ucraina. Intanto papa Leone incoraggia i colloqui di pace. “Invito tutti a intensificare ancora gli sforzi per porre fine a questa guerra”, dice all’Angelus, aggiungendo: “La pace si costruisce nel rispetto dei popoli”.

Il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, mons. Sviatoslav Shevchuk, ritiene che questa settimana sia probabilmente stata una delle più dure dall’inizio dell’invasione su vasta scala da parte delle forze russe: “Entrerà nella storia come un tempo in cui, nel pieno inverno, con temperature che ogni notte scendono fino a −20 °C, il governo ucraino ha proclamato lo stato di emergenza nel settore energetico. Il governo ucraino ha dichiarato che nel nostro Stato non è rimasta neanche una centrale elettrica che non sia stata bombardata dai russi. I russi stanno cercando di fare tutto il possibile affinché, nel periodo più intenso della guerra, l’Ucraina si ritrovi sull’orlo di una catastrofe umanitaria”, dice l’arcivescovo maggiore di Kiev-Halyč nella 205/a settimana di guerra.

“Di fatto, gli esperti del settore affermano che una situazione simile non ha precedenti nella storia mondiale. In tali circostanze, la nostra Chiesa cerca di fare il possibile per salvare vite umane. All’interno del rifugio presso la Cattedrale Patriarcale (nella foto, ndr), è stato aperto uno spazio di calore e luce, dove i cittadini di Kyiv, anche in mezzo all’oscurità, possono trovare riparo, calore, un pasto caldo, accesso a Internet, ricaricare le proprie batterie portatili e i telefoni cellulari. Ogni giorno cerchiamo di consegnare pasti caldi a coloro che soffrono maggiormente il freddo e l’impossibilità di cucinare”, racconta Sua Beatitudine Sviatoslav.

Il primate della Chiesa greco-cattolica ringrazia nuovamente gli operatori del settore energetico ucraino, che fanno tutto il possibile per far arrivare nelle case la tanto desiderata elettricità che salva vite.

E osserva che, a causa della carenza di energia elettrica, alcuni dei panifici locali non riescono a sfornare abbastanza pane necessario per sfamare la popolazione. Allo stesso tempo, cita le statistiche del rapporto della Missione Internazionale di Monitoraggio per i diritti umani e la protezione dei civili, secondo cui “l’anno scorso è stato il più mortale dall’inizio dell’invasione su larga scala. Il numero di vittime civili della guerra è aumentato del 31 % rispetto all’anno precedente, e del 70 % rispetto al 2023. In tali circostanze cerchiamo di servire Dio e il prossimo, affinché non ci manchi la resilienza interiore”.

Nonostante tutte le difficili circostanze, questa settimana a Kyiv, presso il Centro Patriarcale, si è svolto un evento storico luminoso e significativo: “Vivendo la domenica della Parola di Dio, abbiamo presentato l’edizione della Bibbia di Gerusalemme in lingua ucraina. Questa è stata la conclusione di oltre 20 anni di lavoro di biblisti, traduttori ed editori che hanno reso accessibili ai lettori di lingua ucraina i frutti più recenti della scienza biblica cattolica. Sentiamo che le Sacre Scritture sono diventate più vicine al lettore di lingua ucraina, e che abbiamo l’opportunità di avvicinarci di più alla parola di Dio”, sottolinea Shevchuk.

Intanto, pressoché in concomitanza con i colloqui ad Abu Dhabi fra negoziatori ucraini, russi e americani, ma anche con i raid russi che continuano sul territorio ucraino, all’Angelus domenicale papa Leone XIV ha incoraggiato le trattative e lanciato un nuovo appello per la fine del conflitto.

“Anche in questi giorni – ha detto il Pontefice -, l’Ucraina è colpita da attacchi continui, che lasciano intere popolazioni esposte al freddo dell’inverno. Seguo con dolore quanto accade, sono vicino e prego per chi soffre. Il protrarsi delle ostilità, con conseguenze sempre più gravi sui civili, allarga la frattura tra i popoli e allontana una pace giusta e duratura”. “Invito tutti a intensificare ancora gli sforzi per porre fine a questa guerra”, ha aggiunto.

Il Papa ha quindi salutato “Saluto “con affetto i ragazzi dell’Azione Cattolica di Roma, con i genitori, gli educatori e i sacerdoti, che hanno dato vita alla Carovana per la Pace”. “Cari bambini e ragazzi – ha detto -, vi ringrazio perché aiutate noi adulti a guardare il mondo da un’altra prospettiva: quella della collaborazione tra persone e popoli diversi. Grazie! Siate operatori di pace a casa, a scuola, nello sport, dappertutto. Non siate mai violenti, né con le parole né con i gesti. Mai! Il male si vince solo con il bene”.

“Insieme con questi ragazzi – ha concluso Leone -, preghiamo per la pace: in Ucraina, in Medio Oriente e in ogni regione dove purtroppo si combatte per interessi che non sono quelli dei popoli. La pace si costruisce nel rispetto dei popoli!”.

[Fonte: Chiesa greco-cattolica ucraina, Vatican.va; Foto: Chiesa greco-cattolica ucraina/Rev. Don Taras Zheplinskyi, Vatican Media]