
La liberazione di Alberto Trentini. Don Ciotti, “l’attesa è finita: bentornato al figlio di un’Italia che crede nella pace, nella libertà, nella dignità di tutti gli esseri umani”

“Bentornato, carissimo Alberto! E’ una gioia indescrivibile saperti libero e pronto a rientrare in Italia, dalla tua famiglia e dai tuoi amici. Ti siamo stati famiglia in tanti, in questo periodo di ingiusta e durissima detenzione”. E’ quanto afferma don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, sulla liberazione in Venezuela del cooperante italiano Alberto Trentini.
“Tu forse non l’hai saputo – prosegue -, ma abbiamo condiviso coi tuoi genitori Armanda ed Ezio, e con la brava avvocata Alessandra Ballerini, preoccupazione, impegno e speranza. Non li abbiamo lasciati mai soli, non abbiamo lasciato che si spegnesse l’attenzione su di te, prigioniero senza colpe di un sistema di interessi che usa i diritti delle persone come merce di scambio”.
“Non avevamo il potere di riportarti a casa, ma sentivamo il dovere morale di sollecitare ogni giorno, a gran voce, chiunque fosse in grado di intervenire – aggiunge don Ciotti -. Ognuno l’ha fatto secondo la propria sensibilità: chi attraverso gli appelli, chi con le manifestazioni, con la preghiera o con il digiuno. Il tuo nome, il tuo sorriso, la tua forza nel sopportare una prigionia senza motivo, ci hanno accompagnati in quest’anno di attesa sempre più febbrile. L’attesa è finita e adesso non ci stanchiamo di ripeterlo: bentornato, Alberto! Bentornato a te giovane uomo generoso, figlio di un’Italia che crede nella pace, nella libertà, nella dignità di tutti gli esseri umani. E che naturalmente si rallegra anche per gli altri detenuti restituiti oggi ai propri Paesi e alle proprie famiglie”.
“In questi lunghi mesi abbiamo fatto di tutto per sentirti vicino, anche mettere un po’ della tua passione civile nel nostro impegno quotidiano – conclude -. Grazie perché, anche senza poterci parlare, ci hai insegnato qualcosa. Oggi la felicità di saperti libero supera qualsiasi riflessione su come la tua liberazione sia infine arrivata. Ma un pensiero va al popolo del Venezuela e in particolare ai suoi abitanti più poveri e fragili, ai quali tu volevi portare aiuto e che oggi affrontano nuove prove. La speranza è che anche per loro si costruiscano nel tempo quei diritti e quella giustizia sociale che dovrebbero essere garantiti a ogni comunità umana”.
Luzzi (Mcl), “felicitazione per il ritorno dei nostri connazionali, evidenza concreta dell’azione Usa contro Maduro”
“Desidero esprimere un sentimento di vicinanza e felicitazione per gli italiani Alberto Trentini e Mario Burló che potranno finalmente ritornare a casa dopo oltre un anno di detenzione. Confidiamo che questo risultato, frutto dell’azione degli Stati Uniti nei confronti del leader venezuelano Maduro, possa rappresentare l’inizio di un percorso di ripristino della democrazia e della prosperità economica in un paese in cui vivono tanti nostri connazionali e di ricostituzione dei rapporti internazionali. A nome di tutto il Movimento Cristiano Lavoratori, mi congratulo con i rappresentati del Governo italiano e le Istituzioni tutte per l’ottima azione diplomatica”. E’ quanto dichiara Alfonso Luzzi, presidente generale di MCL.
Il patriarca di Venezia Moraglia, “Alberto ti aspettiamo, siamo contenti che tu sia di nuovo una persona libera”
“Ho parlato poco fa con mamma Armanda. Una donna e una mamma emozionata e soprattutto molto felice e grata, che si prepara ad incontrare Alberto”. Lo afferma il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, che insieme alla Chiesa veneziana, al parroco don Renato e alla comunità di Sant’Antonio del Lido di Venezia, ha accolto con grande gioia la notizia dell’avvenuta liberazione di Alberto Trentini dopo 423 giorni di prigionia.
Al telefono con mamma Armanda, stamattina, il Patriarca ha voluto esprimere affetto e vicinanza a lei, a papà Ezio e a tutti i familiari ed amici che in questo tempo hanno sofferto per la lontananza di Alberto.
“Io ringrazio – aggiunge Moraglia – tutti quelli che si sono spesi e do l’appuntamento ad Alberto per un momento in cui possiamo essere felici insieme, abbracciarci e insieme poter capire quanto è importante la libertà, quanto è importante uno stato di diritto, quanto è importante che le persone siano riconosciute nella loro dignità, soprattutto quando fanno il bene gratuitamente”, sottolinea.
Nel corso della telefonata è stato inoltre concordato di fissare, appena possibile, un incontro per abbracciare Alberto insieme ai suoi genitori: “Alberto, grazie, ti aspettiamo, ti abbracciamo e siamo contenti che non sei più solo uno di noi, ma sei con noi una persona libera”, conclude.
[Foto: Possibile]



