
Il Papa, “cessino le ostilità in Repubblica Democratica del Congo. Risolvere la situazione di conflitto con mezzi pacifici”

Appello del Pontefice al termine dell’udienza generale.
CITTA’ DEL VATICANO, 29 GEN – “Esprimo la mia preoccupazione per l’aggravarsi della situazione securitaria nella Repubblica Democratica del Congo. Esorto tutte le parti in conflitto ad impegnarsi per la cessazione delle ostilità e per la salvaguardia della popolazione civile di Goma e delle altre zone interessate dalle operazioni militari”. E’ quanto ha affermato papa Francesco in un appello al termine dell’udienza generale in Sala Nervi.
“Seguo con apprensione anche quanto accade nella Capitale, Kinshasa, auspicando che cessi quanto prima ogni forma di violenza contro le persone e i loro beni – ha aggiunto il Pontefice -. Mentre prego per il pronto ristabilimento della pace e della sicurezza, invito le Autorità locali e la Comunità internazionale al massimo impegno per risolvere con mezzi pacifici la situazione di conflitto”.
I Salesiani, “migliaia di persone si rifugiano nella missione dopo che Goma è stata invasa”
Nella giornata del 27 gennaio 2025 la città di Goma è stata conquistata dalle truppe ribelli che da mesi la circondavano. “Goma è stata invasa dai ribelli e l’esercito si è arreso”, racconta uno dei salesiani che lavorano nella missione presente nella città. “Oggi (ieri, NdR) non possiamo partire e siamo molto incerti su quello che succederà nelle prossime ore”, aggiunge. “La comunità sta bene. Siamo senza elettricità e senza internet. Ma intanto migliaia di persone sono venute a rifugiarsi nella missione”, afferma, prima di riportare anche: “I combattimenti si stanno intensificando alla periferia di Goma questa mattina”.
Nella missione “Don Bosco Ngangi” di Goma – riferisce l’agenzia salesiana ANS -, più di 3.500 famiglie sono già state accolte in un campo profughi allestito un anno fa sui campi da calcio del centro salesiano. “Ci sono più di 30.000 persone, soprattutto donne e bambini. A queste si sono aggiunte ora più di 2.000 persone che cercano un posto sicuro in questi tempi di incertezza”, aggiunge il missionario salesiano. Al Don Bosco Ngangi erano già stati preparati altri spazi per un eventuale arrivo di sfollati, e “migliaia di persone sono entrate e hanno occupato gli spazi sui campi da calcio e anche all’interno dell’edificio”, spiega.
Il Paese è stato colpito da oltre 30 anni di combattimenti che hanno coinvolto più di 120 gruppi ribelli in lotta per il controllo dei minerali. La Repubblica Democratica del Congo possiede l’80% delle riserve mondiali di coltan, elemento necessario per le batterie dei dispositivi elettrici e delle automobili. La popolazione locale, però, soffre di un continuo disastro umanitario, che si è aggravato alla fine del 2022 e che oggi lascia quasi sette milioni di persone sfollate e più di 25,4 milioni che hanno bisogno di aiuto per sopravvivere.
“Goma ora è chiusa. Non ci sono scuole, né negozi aperti… tutti sono in attesa di ciò che potrebbe accadere”, spiegano i salesiani presenti nella città.
Tra le tante organizzazioni e realtà salesiana che sostengono la missione salesiana a Goma c’è anche la Procura Missionaria salesiana “Misiones Salesianas” di Madrid, impegnata ad aiutare i salesiani a rispondere alle esigenze degli sfollati e a permettere ai bambini e ai giovani di continuare la loro educazione. “Abbiamo inviato 170.000 euro per distribuire cibo ai più vulnerabili, in particolare a molte madri con bambini a carico: la Repubblica Democratica del Congo è un Paese in cui più di 2,8 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta”, ha spiegato Luis Manuel Moral, Direttore di “Misiones Salesianas”.
Grazie al sostegno della Procura Missionaria salesiana di Madrid, i salesiani si occupano anche dell’insediamento di sfollati di Kanyaruchinya, con oltre 75.000 sfollati.
Il vescovo di Goma, “colpito il reparto di maternità dell’ospedale la Charité”
“Come Vescovo di Goma, spinto dalla preoccupazione pastorale, seguo da vicino e con sgomento gli sviluppi della situazione di sicurezza nella città di Goma. Sono disgustato nell’apprendere dei bombardamenti, tra gli altri, al reparto di neonatologia dell’Ospedale Materno General Charité, che hanno causato la morte di neonati, e quello alla concessione diocesana degli appalti, che ha distrutto le vetrate del nuovo edificio inaugurato di recente. Deploro il saccheggio di alcune attività commerciali e magazzini da parte della popolazione e talvolta dei militari. Il che peggiora ulteriormente la già deplorevole situazione umanitaria. Invito tutte le parti coinvolte nell’attuale conflitto armato e la popolazione a mostrare assoluto rispetto per la vita umana e per le infrastrutture pubbliche e private, che devono essere rispettate da tutti e in ogni circostanza, in virtù della dignità umana e del diritto internazionale. In particolare, invito tutti a garantire la tutela della vita e l’accesso di tutti ai servizi di base e ad evitare la violenza sessuale. In quest’ora grave, assicuro l’intera popolazione di Goma della vicinanza e della compassione della Chiesa cattolica, sentendomi vicino, in modo particolare, ai feriti e alle famiglie delle vittime. In questo senso, esorto il Clero e i Consacrati, come pure i fedeli e tutte le persone di buona volontà, a prestare con gentilezza la necessaria assistenza a chiunque si trovi nel bisogno. Fiducioso che non si verificheranno ulteriori violenze, imploro il Signore, attraverso l’intercessione della Vergine Maria, Nostra Signora del Congo, di concederci la pace in questo momento di angoscia”.
[Foto: Vatican News]


