
Mali: restituiti alla città gli antichi manoscritti di Timbuktu

I preziosi documenti erano stati salvati dalla furia distruttiva dei militanti jihadisti nel 2012 e portati a Bamako. Ne riferisce Nigrizia.
Dopo 13 anni i preziosi manoscritti di Timbuktu stanno tornando a casa. La loro restituzione da parte delle autorità di Bamako, che li hanno custoditi finora, è cominciata l’11 agosto scorso con un primo aereo cargo contenente oltre 200 casse del peso di circa 5 tonnellate e mezzo.
Centinaia di migliaia di documenti, redatti a partire dal XI° secolo, erano stati messi in salvo dai bibliotecari dell’Istituto Ahmed Baba e da una rete di volontari che erano riusciti a sottrarli alla furia devastatrice dei militanti islamisti di al-Qaida che nel 2012, dopo aver occupato Timbuktu, ne avevano distrutto 4mila, insieme a nove mausolei e alla porta di una moschea, edifici inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
La leggendaria città sulle rive del fiume Niger, ai margini del deserto del Sahara, per secoli crocevia di scambi commerciali e culturali, era stata riconquistata nel febbraio 2013 dall’esercito di Bamako, sostenuto dalla Francia e dall’ONU.
Il governo del presidente Ibrahim Boubacar Keita, era stato poi rovesciato da un colpo di stato militare nell’agosto 2020, al quale seguì un altro golpe nel maggio 2021.
Cedendo alle insistenti richieste delle autorità politiche e religiose locali, l’attuale giunta militare al potere, guidata dal generale Assimi Goita, ha infine promesso lo scorso febbraio la restituzione dei manoscritti, che nel frattempo sono stati digitalizzati, tradotti in inglese, francese, spagnolo e arabo moderno e inseriti in una galleria virtuale su Internet, grazie a una serie di progetti che hanno coinvolto ricercatori, archeologi, interpreti, bibliotecari e informatici maliani e stranieri.
I preziosi manoscritti arabo-islamici medioevali africani, patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO, coprono una miriade di argomenti, dalla teologia e giurisprudenza islamica alla filosofia, all’astronomia, alla medicina, alla matematica, alla storia, all’arte e alla geografia, a testimonianza del ricco patrimonio culturale degli imperi del Mali e di Songhai.
«Un’eredità che testimonia la grandezza intellettuale e il crocevia di civiltà» della città di Timbuktu, «un ponte tra passato e futuro» e un tesoro «da proteggere, studiare e promuovere affinché continui a illuminare il Mali, l’Africa e il mondo», per il ministro dell’Istruzione Superiore Bouréma Kansaye.
Un patrimonio che resta però minacciato dall’insicurezza che ancora caratterizza la regione e dagli attacchi, anche recenti, dei movimenti jihadisti nei dintorni della città.
[Fonte: Nigrizia; Foto: UNESCO/CC BY-SA 3.0 IGO/https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/igo/deed.en]


