I passi del Papa sui fronti di guerra: colloqui con i presidenti di Israele e Ucraina

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CITTA’ DEL VATICANO, 3 APRILE – E’ un Venerdì Santo di attiva presenza diplomatica sui diversi fronti di guerra quello di papa Leone XIV, che stamane ha avuto due conversazioni telefoniche con il presidente israeliano Isaac Herzog e con quello ucraino Volodymyr Zelensky.

“Nella mattinata di oggi, si è svolta una telefonata tra il Santo Padre Leone XIV e S.E. il Sig. Isaac Herzog, Presidente dello Stato d’Israele, in occasione delle festività pasquali”, ha comunicato dapprima la Sala stampa della Santa Sede. Durante il colloquio, “è stata ribadita la necessità di riaprire tutti i possibili canali di dialogo diplomatico, per porre fine al grave conflitto in corso, in vista di una pace giusta e duratura in tutto il Medio Oriente”. Nel prosieguo della conversazione, ha fatto ancora sapere la Sala stampa vaticana, “ci si è soffermati sull’importanza di proteggere la popolazione civile e di promuovere il rispetto del diritto internazionale e umanitario”.

A distanza di pochissimi minuti, un’ulteriore comunicazione dalla Santa Sede: “Nella mattinata di oggi si è svolto un colloquio telefonico tra il Santo Padre Leone XIV e S.E. il Signor Volodymyr Zelensky, Presidente dell’Ucraina”. Nel cordiale colloquio, “il Santo Padre ha formulato voti augurali in occasione delle festività pasquali, ribadendo la Sua vicinanza al popolo ucraino”. “Ci si è quindi soffermati sulla situazione umanitaria, ribadendo l’urgenza di assicurare gli aiuti necessari alla popolazione provata dal conflitto – prosegue la nota della Sala stampa -. Si è altresì fatto riferimento agli sforzi volti a favorire iniziative di carattere umanitario, specialmente per quanto riguarda la liberazione dei prigionieri”. Infine “è stato rinnovato l’auspicio che, con l’impegno e il concorso della comunità internazionale, si possa giungere quanto prima alla cessazione delle ostilità e a una pace giusta e duratura”.

Le due telefonate confermato quanto l’emergenza delle guerre in corso sia in primo piano nei pensieri e nell’agenda di papa Leone in queste festività pasquali.

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha annunciato su X che, nella telefonata con il Pontefice, “per scambiarsi gli auguri per le festività di Pesach e Pasqua”, si è “discusso della guerra con l’Iran, inclusa la continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime iraniano e dei suoi proxy terroristici contro persone di tutte le fedi. Ho ricordato i recenti attacchi missilistici iraniani su Gerusalemme che sono caduti nell’area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei. Anche il popolo iraniano merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime del terrore”.

Herzog ha poi aggiunto di avere anche “parlato della situazione in Libano, inclusa l’importanza della sicurezza e della protezione delle comunità cristiane su entrambi i lati del confine. Ho sottolineato che l’organizzazione terroristica Hezbollah non può continuare a minacciare sia il popolo di Israele che quello del Libano, entrambi meritevoli di un futuro di pace e stabilità”.

“Ho espresso a Papa Leone XIV la grande importanza della relazione dello Stato di Israele con la Santa Sede, la Chiesa Cattolica e i cristiani di tutto il mondo. Ho anche evidenziato l’importanza della cooperazione di tutti i leader mondiali e religiosi nella cruciale lotta contro l’antisemitismo – ha sottolineato -. Ho esteso i miei più calorosi auguri per la festività pasquale alle comunità cristiane in tutto il Medio Oriente e nel mondo. Abbiamo espresso la nostra speranza condivisa per un futuro più pacifico per persone di tutte le fedi in tutto il mondo, libero dalla minaccia di violenza e spargimento di sangue”.

Il presidente ucraino Zelensky ha a sua volta twittato su X: “Oggi ho parlato con Sua Santità Papa Leone XIV. Proprio nel momento della nostra conversazione, i russi hanno attaccato di nuovo l’Ucraina: centinaia di ‘shahed’ e decine di missili contro le nostre città e comunità. In realtà, l’attacco è in corso a ondate dalla scorsa notte e almeno cinque regioni sono già state colpite. Non una sola ora di pace per il nostro popolo, e questa è la risposta della Russia alla nostra proposta di cessate il fuoco per Pasqua. In sostanza, i russi hanno solo intensificato i loro attacchi, trasformando quello che avrebbe dovuto essere silenzio nei cieli in un’escalation pasquale. Questo non può certamente essere ignorato, e sono grato a tutti coloro che nel mondo non rimangono in silenzio al riguardo”.

“Ho parlato del processo negoziale e della nostra collaborazione con il team americano – ha riferito il capo di Stato ucraino -. Ho anche espresso gratitudine per l’aiuto nel ritorno dei nostri bambini rapiti e per tutti gli aiuti umanitari che il Vaticano ha fornito al nostro popolo, in particolare durante questo difficile inverno. Abbiamo anche discusso della situazione in Medio Oriente e nella regione del Golfo”.

“Auguro a Sua Santità e a tutti coloro che celebrano la Pasqua questa domenica una serena festività e tanta pace. Saremmo lieti di accogliere Sua Santità in Ucraina per una visita apostolica. E sono particolarmente grato che il Papa si ricordi dell’Ucraina, del popolo ucraino e preghi per la pace della nostra nazione”, ha concluso.

[Foto: Embassies.gov.il, Vatican News]