Domani alla Pontificia Università della Santa Croce l’inaugurazione della mostra “Passione Amazzonia”

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Si inaugurerà domani, giovedì 9 aprile, alle ore 13:45, presso la Pontificia Università della Santa Croce“Passione Amazzonia”, un percorso che mette in relazione la Passione di Cristo con le ferite aperte dei popoli dell’Amazzonia. Non una semplice esposizione, ma una lettura attuale della Croce, dentro le ingiustizie e le contraddizioni del nostro tempo.

Al centro, la figura di Ezechiele Ramin, missionario comboniano e oggi Servo di Dio, ucciso a soli 32 anni nel 1985 a Cacoal, in Amazzonia, mentre difendeva i diritti degli indios Suruí e dei contadini senza terra. Una vita spezzata, ma non conclusa: la sua storia continua a interrogare la coscienza civile ed ecclesiale, oggi più che mai.

L’iniziativa è promossa dall’associazione Terra e Missione Aps, in collaborazione con l’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma, i Missionari Comboniani, il Movimento Laudato Si’ e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare, che si conferma luogo di dialogo tra ricerca accademica, fede e impegno nella realtà contemporanea.

Interverranno padre Giulio Albanese, dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e dell’Ufficio per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma; Carla Rossi Espagnet, direttrice dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare; e Veronica Coraddu, coordinatrice italiana Animatori e Circoli del Movimento Laudato Si’.

Ma il momento più atteso sarà la presenza di Antonio e Fabiano Ramin, fratelli di padre Ezechiele. Non porteranno solo un ricordo, ma una testimonianza viva, capace di restituire il volto umano di una scelta radicale. Nelle loro parole, la vicenda di “Lele” non appare come un gesto eroico isolato, ma come una provocazione ancora aperta: fino a che punto siamo disposti a lasciarci coinvolgere dalla vita degli altri?

“Passione Amazzonia” nasce proprio da questa ferita che diventa chiamata. I disegni realizzati da padre Ramin durante gli anni di missione in Brasile, accostati alle scene della Passione di Cristo, rivelano una continuità scomoda e reale: quella tra il Vangelo e la storia, tra la Croce e le croci di oggi.

Non si tratta di guardare, ma di lasciarsi guardare. Non di osservare da fuori, ma di entrare dentro una realtà che riguarda tutti. Perché le ingiustizie che attraversano l’Amazzonia non sono lontane, ma parlano anche del nostro modo di abitare il mondo.

La mostra, ospitata dalla Pontificia Università della Santa Croce, sarà visitabile dall’8 al 16 aprile 2026.

[Foto: Terra e Missione]