
L’appello di papa Leone al Concistoro e la risposta nonviolenta alla violenza globale

L’Istituto Cattolico per la nonviolenza è pronto ad aiutare la Chiesa a tradurre la visione del Pontefice in percorsi concreti verso la pace.
Al termine del Concistoro Straordinario che si è svolto il 26 e 27 giugno a Roma, papa Leone XIV ha sottolineato l’importanza della “risposta nonviolenta alle molteplici forme di violenza”, indicando un crescente cambiamento rispetto alla tradizionale teoria della “guerra giusta”.
Nel corso dell’incontro di due giorni, cardinali provenienti da tutto il mondo hanno riflettuto sulle radici dei conflitti contemporanei, che il Papa ha individuato in una cultura del potere. Papa Leone ha dichiarato che “la guerra non è mai benedetta da Dio”, mentre il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha avvertito che la dottrina sociale della Chiesa è stata troppo spesso “manipolata per fornire una base teorica alle guerre più ingiuste”.
Nel suo discorso conclusivo, Papa Leone ha descritto la risposta nonviolenta come un modo profondamente evangelico di vivere nella storia, spiegando che non ignora il conflitto né accetta l’ingiustizia, ma affronta la violenza senza riprodurne la logica. “Comincia dal disarmare se stessi”, attraverso cuori riconciliati e parole disarmate. “Dio desidera la pace per ogni nazione e per ogni popolo”, ha dichiarato il Santo Padre. “Pertanto, non dobbiamo rassegnarci alla violenza. La violenza non avrà l’ultima parola. Dio continua ad aprire cammini di riconciliazione e di pace lungo la storia. Abbiamo la responsabilità di percorrerli con coraggio e di aiutare il mondo a riconoscerli”.
Papa Leone ha sottolineato la necessità di approfondire “il tema della legittima difesa alla luce delle profonde trasformazioni avvenute nella natura dei conflitti contemporanei”, e di farlo con “il necessario rigore teologico e pastorale”. Questo richiamo al rigore riecheggia direttamente recenti tappe del cammino sinodale della Chiesa; in particolare, il Gruppo di Studio 9 del Sinodo sulla Sinodalità ha recentemente concluso che, poiché la guerra moderna invade così profondamente la vita civile, “il ricorso ai quadri utilizzati in passato per la legittima difesa — e ancor più per la ‘guerra giusta’ — appare sempre più inadeguato”.
Molti di questi temi sono stati affrontati solo pochi giorni prima nel seminario “Rispondere all’appello nonviolento di Papa Leone”, organizzato a Roma dal Catholic Institute for Nonviolence (CNI), un’iniziativa di Pax Christi International, dove diversi studiosi hanno presentato ricerche che dimostrano come gli approcci nonviolenti — come la Protezione Civile Non Armata e la Difesa Civile — offrano strategie efficaci e basate su evidenze per le zone di conflitto.
“La ricerca attuale e l’esperienza internazionale dimostrano che la nonviolenza attiva non è una rassegnazione passiva, ma una strategia efficace per affrontare i conflitti violenti”, ha affermato Marie Dennis, co-direttrice del Catholic Institute for Nonviolence. “Portando questi dati nel cuore di Roma, stiamo mostrando che l’impegno per la nonviolenza è sia un profondo imperativo morale sia una strategia eminentemente pratica per la stabilità globale.”
Mentre prosegue il discernimento teologico, il Catholic Institute for Nonviolence e Pax Christi International sono pronti a servire la Santa Sede sostenendo lo sviluppo dei quadri teologici e pastorali necessari affinché la Chiesa transiti dal paradigma della “guerra giusta” verso una nonviolenza attiva e fedele, centrata sugli insegnamenti di Gesù Cristo.
[Foto: Vatican News]



