Angelus a Castel Gandolfo: il Papa, “i venti di guerra non spengano le speranze di pace, si torni al dialogo”

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CASTEL GANDOLFO (ROMA), 12 LUG – Nel primo Angelus di questo suo soggiorno a Castel Gandolfo, dove resterà fino al 27 luglio ripristinando l’usanza estiva dei Pontefici che era stata abbandonata da papa Bergoglio, Leone XIV ha lanciato un nuovo e intenso appello di pace.

“Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo, seminando violenza, terrore e morte e colpendo, ancora una volta, tanti innocenti – ha detto papa Leone parlando alla folla riunita in Piazza della Libertà dalla soglia del Palazzo apostolico sul Lago di Albano -. Non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa sembra fragile e vacillante”.

Il Pontefice ha quindi rinnovato il suo “auspicio affinché si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura, nella quale i popoli possano vivere riconciliati, nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona”.

Leone ha anche ricordato che oggi ricorre la “Domenica del Mare”. “Il mio pensiero va a tutti i marittimi, i pescatori e i lavoratori portuali del mondo che, segnati dalla lontananza dei propri cari e talvolta dalla paura per i conflitti che attraversano le vie del mare, sostengono con un lavoro paziente e silenzioso il commercio e la vita di molti popoli”, ha quindi affermato.

Ieri, sempre a Castel Gandolfo, nell’evento “A pranzo con il Papa” promosso dal Borgo Laudato si’ nel Giardini delle Ville Pontificie, nel suo saluto ai poveri Leone XIV aveva detto di essere venuto “senza discorso, ma con fame. Con fame di giustizia, fame di autentica carità, fame per una Chiesa che veramente sa aprire le porte, accogliere, ricevere tutti. Una Chiesa dove c’è amore per tutti e dove nessuno è nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione, il perdono, la pace”.

“Sapete molto bene che il Papa ha come titolo – fra i diversi – ‘Pontefice‘: costruttore di ponti. E noi oggi vorremmo fare un ponte con tutti voi, con le vostre famiglie e con la società nella quale vogliamo vivere, vivere con giustizia. Un luogo dove si possono eliminare le cause della povertà, dove si possono eliminare le cause delle ingiustizie che ancora esistono nel nostro mondo: questa è la Chiesa che vogliamo essere”, ha aggiunto.

E nella lettera all’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e inviato speciale pontificio alle celebrazioni del 35.mo anniversario del rinnovamento delle strutture della Chiesa di rito latino in Ucraina, che si terranno il 19 luglio nel Santuario Nazionale della Madre di Dio del Sacro Scapolare a Berdychiv, il Papa raccomanda di pregare per tutti i fedeli ucraini vivi e defunti, che soffrono o hanno sofferto “profondamente a causa della brutalità della guerra”. E chiede di esortare i partecipanti a “implorare la pace per il mondo e per le famiglie, nonché a custodire la fedeltà ai comandamenti di Dio”.

[Foto: Vatican Media]