I vescovi dei Grandi Laghi, “rattristati per la chiusura del confine del Burundi con il Ruanda”

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“La recente decisione di chiudere il confine terrestre tra Burundi e Ruanda ci ha profondamente rattristato considerando l’impatto che ha sulla vita delle persone vulnerabili”. Così i vescovi appartenenti al Consiglio del Comitato della Conferenza Episcopale di Ruanda, Burundi e Repubblica Democratica del Congo (Rdc), hanno espresso la loro preoccupazione per la decisione del governo del Burundi di chiudere la frontiera con il Ruanda, accusato di sostenere la ribellione burundese RED Tabara.

L’organo che riunisce i vescovi dei Paesi – riferisce l’agenzia vaticana Fides – ha tenuto una assemblea nella diocesi di Ruhengeri (Ruanda) dal 23 al 26 gennaio. Nella Dichiarazione letta durante la messa per la pace tenutasi nella cattedrale di Ruhengeri la sera del 25 gennaio 2024, i vescovi hanno espresso il loro profondo dolore per il perdurare di cattivi rapporti tra Ruanda, Burundi e Rdc, auspicando che le divisioni vengano presto superate per costruire legami di pace tra le popolazioni dei tre Stati.

In questo senso, i vescovi si sono detti rattristati per la recente decisione presa dal governo del Burundi di chiudere la frontiera terrestre tra Ruanda e Burundi che colpiscono le popolazioni che vivono lungo il confine.

All’incontro tenutosi in Ruanda ha fatto seguito quello a Goma focalizzato sulla crisi nell’est della Rdc. Il Ruanda è accusato da tempo dalle autorità congolesi di fomentare gruppi di guerriglia sul proprio territorio, in particolare il movimento M23, ma ora emerge che anche Bujumbura accusa Kigali di fare lo stesso con i RED Tabara. L’11 gennaio 2024, il governo del Burundi ha quindi annunciato la chiusura dei confini con il Ruanda. Il governo del Burundi afferma che questa decisione è stata presa perché il Ruanda fornirebbe sostegno ai i ribelli. Il governo del Ruanda nega le accuse mossegli dal governo del Burundi e ha affermato che dal canto suo la frontiera rimane aperta.

RED-Tabara è un gruppo ribelle con sede nel Sud-Kivu nell’est della Rdc che combatte il governo del Burundi dal 2015.

Il gruppo aveva rivendicato la responsabilità di un attacco che ha provocato 20 morti nella notte del 23 dicembre a Gatumba, distretto di Mutimbuzi, nella provincia di Bujumbura nel Burundi occidentale, vicino al confine tra Burundi e Rdc.

Il 29 dicembre il presidente del Burundi, Evariste Ndayishimiye aveva denunciato che i RED Tabara “sono nutriti, protetti, ospitati e mantenuti in termini logistici e di mezzi finanziari dal Ruanda”.
Ndayishimiye aveva poi aggiunto che il Burundi ha negoziato senza successo con il Ruanda per due anni, cercando l’estradizione dei ribelli. “Finché avranno un Paese che fornisce loro uniformi, li nutre, li protegge, li ripara, li mantiene, avremo problemi”, aveva concluso.

(Fonte e Foto: Fides)